ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra , che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra , inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

irefuse Italia

Kiasmo, il design contemporaneo made in Puglia

Intervista a Francesco Maggiore e Vincenzo D’Alba, direttore creativo e designer di Kiasmo, design brand 100% Made in Salento

Nel cuore del Salento esiste una realtà che si muove tra artigianato artistico e design contemporaneo, animata dal desiderio di contaminazione tra più discipline e sospinta verso il futuro della contemporaneità senza dimenticare la lezione della storia. Questo straordinario mondo è Kiasmo, azienda italiana fondata nel 2011 a Torrepaduli, frazione di Ruffano (Le), da tre personalità eclettiche che credono nella potenzialità delle differenze per plasmare un visionario concetto di brand identity che pervade tutte le scale del progetto, dall’architettura all’arte, dal design alla moda

Protagonisti di questo racconto italico sono Francesco Maggiore, Vincenzo D’Alba e Mauro Melissano: ingegneria, architettura e imprenditoria si incontrano per lo sviluppo di un nuovo approccio alla progettazione che mescola avventura, creatività e business. 

Kiasmo si articola in quattro settori - architettura, arte, design e fashion - e per ciascuno di essi sono prodotte opere tematiche dall’alto valore artigianale ed in serie limitata: oggetti unici, frutto di un uso consapevole e naturale dei materiali, caratterizzati dal gusto per il lusso più autentico in quanto risultato di ricerche e saperi artigiani locali applicati alla sperimentazione tecnologica. 

Nella serie di piatti e piastrelle, in ceramiche selezionate e con disegni e decorazioni realizzati con la tecnica della decalcomania, si ritrovano gli echi di una cultura mediterranea reinterpretata con nuovi grafismi e con sagace ironia: solidi geometrici mutano in forme architettoniche ancestrali come porte, finestre, labirinti, ziggurat oppure precipitano nel vuoto spazio-temporale di un universo assoluto. Bianco, nero e oro sono i colori che si rincorrono e si fondono per generare figure umane stilizzate squisitamente primitive che ridono, piangono, spiano, sognano. 

I vasi, dove sopravvive una matrice formale greco-romana, non sono semplici pezzi d’arredo: le superfici tridimensionali li rendono esperienze sensoriali non solo della vista ma anche del tatto, così come le sculture concepite come metope in cui si stratificano il cemento grezzo e nobili metalli come rame ed ottone. 

Sono invece sequenze di geometrie colorate che disegnano le trame dei calzini dai toni pop (leggi anche → 4 calze di design) mentre la linea della borse in pelle di cervo e vitello è elegantissima e tradotta nel minimalismo più estremo della moda concettuale.

Per conoscere meglio lo spirito di Kiasmo abbiamo incontrato Francesco Maggiore, direttore creativo del marchio e Vincenzo D’Alba, designer, che ci hanno raccontato il loro passato e il loro presente e ci hanno dato qualche consiglio prezioso per un futuro viaggio nelle terre di Puglia!

C'erano una volta un artista, un ingegnere e un imprenditore... Kiasmo è il racconto di un incontro fortunato: un incrocio immaginario di destini, proprio come la figura retorica da cui avete preso ispirazione per il nome. Qual è stata la genesi dell'azienda?

Sono stati i viaggi a fondare la nostra azienda. Viaggi e naufragi in cui abbiamo condiviso idee, progetti e desideri, proiettandoli su strade che di volta in volta, per studio, per lavoro o per piacere, abbiamo intrapreso; una moltitudine di strade che abbiamo intrecciato affinché diventassero la nostra, unica e possibile, strada da perseguire. Viaggi visionari, di critiche spietate, di silenzi; viaggi che hanno esaltato la nostra adesione alla storia evitando, al tempo stesso, la retorica del passato e l'elogio della contemporaneità. Viaggi iniziati vent’anni fa e che nel 2011 ci hanno portato, con Mauro Melissano a fondare Kiasmo. Sono però i viaggi intorno alle nostre stanze, forse i più importanti e inafferrabili, che ci permettono di ideare e produrre le collezioni Kiasmo; mentre i nostri antagonismi sono il suggello di questo intreccio! 

Architettura, design, arte, moda: in Kiasmo sono raccolte molteplici discipline creative. Come riuscite a dirigere un coro composto da più voci ed insieme mantenere un'identità comune? E qual’è la vostra design philosophy?

Per noi è impossibile isolare le discipline. La nostra educazione ci obbliga a unire costantemente i vari saperi artigianali e culturali. L’identità esiste perché rispettiamo sempre l’ordine e la chiarezza in ogni progetto. La formazione che abbiamo ricevuto da Gianfranco Dioguardi e Francesco Moschini, è tanto apollinea quanto dionisiaca. Una vocazione enciclopedica e quasi paranoica tra sapere e saper fare ci induce a considerare ogni progetto come se fosse il primo e l’ultimo. La nostra filosofia è essere assoluti, così architettura, design, arte e moda convivono in ogni progetto e si compiono nel binomio impresa e cultura. Un binomio al quale siamo molto legati; merito del nostro fortunato incontro con la Fondazione Dioguardi. 

Nel vostro sito sono raccolti vari aforismi. In alcuni di essi è dichiarato un grande rispetto per la Storia: history is the new style oppure the mistery of history is an artwork. Cosa significano per voi queste parole?

Per molti la natura è un riferimento imprescindibile, per noi lo è la storia. Guardiamo alla storia come se guardassimo alla natura!

L'artigianalità di Kiasmo è soprattutto espressione di un genius loci. Quanto il territorio, la vostra Puglia e nello specifico il Salento, sono importanti nei processi creativi degli oggetti? 

Nel processo creativo tutto è dimenticato, questo è essenziale per non cadere nei patetismi geografici. L’artigianalità non può prescindere dal territorio mentre la cultura deve perdere la sua rivendicazione provinciale per poter essere contemporanea, quindi classica e utile alla progettazione. La posizione geografica della Puglia, in particolare del Salento, porta ad avere una visione privilegiata sull’Italia: è come osservare ciò che accade in una stanza stando fermi in un angolo; è possibile quindi scrutare e analizzare ciò che avviene intorno senza esserne troppo coinvolti. In una posizione così marginale, apparentemente svantaggiosa, si desidera con più tenacia il raggiungimento di una meta tanto geografica quanto culturale. 

Negli ultimi anni la Puglia è diventata una meta turistica molto apprezzata. Quali sono secondo voi le ragioni di questa riscoperta e rinascita della regione? Quali luoghi o indirizzi consigliereste per un soggiorno all'insegna dell'arte, del design e dell'architettura in queste terre?

Le ragioni sono oggettive: un territorio con una originale forma urbis, un panorama naturale carico di pathos, una tradizione folkloristica egemone, una contaminazione millenaria di popoli e culture, un isolamento che sembra quasi un esilio. La Puglia è estrema per definizione: una penisola tra oriente e sud; questa condizione di limite ha permesso di riconoscere la propria identità altrove. Identità universali divenute proprie: per il mondo dell’arte è il caso della Grotta dei Cervi a Porto Badisco e del santuario della Pazienza di Ezechiele Leandro a San Cesario recentemente riscoperto dal critico Lorenzo Madaro; per il design consigliamo il pioneristico Puglia Design Store di Bari e gli oggetti realizzati da Antonio Annicchiarico visibili presso La Mutata di Grottaglie; per l’architettura Casa Miggiano di Umberto Riva a Otranto e il faro del Molo piccolo di Bari di Saverio Dioguardi. Infine, per chi volesse vivere un’esperienza inedita legata contemporaneamente al mondo dell’arte, dell’architettura e del design, consigliamo di visitare la sede #Kiasmo in via Castello 6 a Torrepaduli!


di Giovanni Carli / 28 Marzo 2017

CORNER

Design & Travel collection

[Design & Travel]

Non chiamatelo hotel

Pino Brescia svela il segreto del successo di Borgo Egnazia

interviste

[Design & Travel]

Un idillio di luce e volumi

Casa Pinto in Salento è un’oasi candida e squadrata tra gli ulivi

casa vacanze

[Design & Travel]

La filosofia di Capasa

Il fondatore di Costume National racconta la sua ricerca

interviste

[Design & Travel]

Tropical a cena

Atmosfere tropicali per un ristorante a Molfetta

ristoranti

[Design & Travel]

Vado a vivere in un dammuso

Idee e consigli per ristrutturare la tipica casa di Pantelleria

restyling

[Design & Travel]

Scoprire la Puglia

Le masserie da affittare online per un'estate italiana

itinerari

[Design & Travel]

Suite nella perla dell’Adriatico

Le case vacanze total white di esseelle associati a Polignano

casa vacanze

[Design & Travel]

Viaggio nella campagna pugliese

Tradizione locale e comfort si incontrano a Masseria Moroseta

hotel

[Design & Travel]

Un altro classico della nautica

In arrivo il Riva 56’ open pensato per vivere a stretto contatto con il mare

Barche

на сайте

ссылка

©2017 irefuse - - P. | VIA Monyka Salym, 6, ,

| | |