Volete vedere una mostra per occhi felici? Si chiama Panorama ed è uno degli appuntamenti del FuoriSalone 2018

L’installazione alle 5VIE di Valentina Cameranesi curata da Annalisa Rosso, raccontata a 2 voci dalle protagoniste

Panorama alle 5Vie
Marco Valenti

A partire del 15 Aprile 2018 le vetrine dello storico ex Ferramenta Meazza, nel cuore del distretto 5VIE saranno animate da Panorama, una mostra curata da Annalisa Rosso, che mette in scena l’articolato percorso creativo di Valentina Cameranesi in bilico tra arte, visual e design. Le abbiamo incontrate poche ore prima dell’inaugurazione dell’evento e abbiamo chiesto loro di raccontarci più in dettaglio il frutto della loro collaborazione.

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E’ iniziato il countdown per l’inizio della Milano Design Week, e quindi anche per l’opening di Panorama, la vostra installazione nel cuore del Distretto 5VIE. Da voi stesse definita come una mostra per occhi felici. Un sottotitolo suggestivo, che sa di promessa e che mi obbliga ad iniziare con una domanda che davvero mi incuriosisce: cos’è la felicità per gli occhi secondo voi? E’ il vero tema del progetto? Quanto ha a che fare con il design?

VC: Il sottotitolo della mostra fa riferimento al racconto Occhi Felici di Ingeborg Bachmann. Nella storia, una donna che non vede bene ma non vuole usare gli occhiali, per sfuggire a una realtà che preferisce non mettere a fuoco. Un paradosso: gli occhi felici, in quel caso, sono proprio quelli che scelgono di vedere una realtà sfocata. Sono partita da questo e mi sono chiesta quale fosse il punto di vista che mi apparteneva, la visione che avrei voluto dare agli altri del mio lavoro.

AR: La mostra di Valentina Cameranesi - progettata come un insieme unico, anche se composta di interventi specifici e oggetti diversi - è stata pensata per essere guardata dalle cinque grandi vetrine che si affacciano su piazza Massaia. Abbiamo immaginato che fosse possibile osservare il processo creativo della designer, i suoi riferimenti e la sua ricerca, così come si fa con un panorama (da qui il titolo). Per Valentina la percezione visiva è fondamentale, parte integrante di tutto il lavoro. Ma ci sono tanti tipi di design, non per tutti vale la stessa cosa.

Panorama alle 5VIE
Marco Valenti
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Panorama racconta il processo creativo di Valentina. Lontano dalle logiche standard. Fatto di contaminazioni culturali, temporali e materiche che appartengono intimamente al suo mondo. Potreste raccontarcelo ognuna a suo modo? E’ stato difficile condividerlo?
VC: Spesso lo spunto nasce da un personaggio di finzione, oppure da una proiezione legata a un'identità che vorrei possedere, anche solo parzialmente. L'idea della “messa in scena” esplicita, mi aiuta nello sviluppare gli elementi che compongono questi spazi in bilico tra vero e artefatto, dentro i quali ogni oggetto prende vita e diventa reale nell'uso, più o meno funzionale, che avrà in seguito.

AR: Conosco la sua ricerca da tempo, e gradualmente ho scoperto i tanti riferimenti che ne fanno parte. La mostra è il frutto di uno scambio fitto tra di noi, avvenuto molto naturalmente. Valentina è generosa nella condivisione, personalmente e attraverso il suo lavoro: ho letto libri, ascoltato musica, guardato un'infinità di video e immagini, insieme a lei. Con Panorama, abbiamo voluto esplicitare questo mondo ricco e variegato, alla maniera di Valentina. L'esposizione è accompagnata da una colonna sonora, e in alcuni casi sono i nomi dei pezzi a diventare chiavi di lettura: Beetlejuice, Display, Becco.

Panorama alle 5VIE
Marco Valenti
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Patricia Urquiola ripete spesso che solo le donne sanno essere davvero multitasking. Il lavoro di Valentina mescola ambiti differenti che vanno dal visual al design, tracciando percorsi solo apparentemente discontinui. Quanto c’è dell’universo femminile in questa mostra?

AR: Faccio fatica a considerare le persone, o i designer, in quanto uomini o donne. Ho l'impressione che questo argomento appartenga a un passato recente, più che al presente. O quanto meno vorrei che fosse così, e mi comporto di conseguenza. Valentina ha una capacità straordinaria di attingere a riferimenti diversi e di trasformarli con il suo approccio originale, restituendo qualcosa di completamente nuovo che però non rinnega le sue fonti. Io penso che la sua sia una comfort zone apparente - color carne, morbida, avvolgente. Un sentimento che appartiene a tutti. Ma a ben guardare saltano fuori tessuti sintetici e sete fredde, colori acidi, spine acuminate, forme asciutte, quasi cliniche.

Esprimere la propria immagine del mondo, anche quella più onirica e personale, attraverso la materia ne presuppone comunque un controllo. Che rapporto c’è tra i pezzi in mostra e il processo produttivo reale?

VC: Panorama è stato lo spunto per affrontare processi produttivi e materiali differenti. Ho confidenza con la ceramica, e per questo sono presenti due nuovi pezzi che coniugano gli aspetti più spigolosi alle forme organiche che mi affascinano. Grazie ai partner della mostra ho potuto disegnare anche altro: gli elementi “display”, molto asciutti, in lamiera piegata, verniciata e assemblata mediante bulloni, su cui ho adagiato sete e vasi come se fossimo in un grande magazzino di inizio secolo, sono stati realizzati con l’azienda Officinanove, spero che possano essere sviluppati ulteriormente. Con la vetreria Remark abbiamo creato 4 “bottiglie” di profumo in vetro borosilicato. Credo che sia stato affascinante per entrambi, per me e per l’artigiano, capire come dare vita ai disegni ispirati ai vecchi factice e alle boccette di Nina Ricci, e trasformarli in queste piccole creature di vetro delicate, fragili ma anche aggressive, dove non è la simmetria a vincere quanto il virtuosismo produttivo. Infine sono esposti due tessuti ispirati al trompe l’oeil contemporaneo. Uno è una scansione digitale di un foulard di famiglia ingrandito e ripetuto, l’altro un pattern di camicie maschili a righe dispiegate e ri-fotografate. Sono stati stampati in grande scala da Punto Seta, e in questo caso ho ripreso in mano il tessile che fa parte della mia formazione da sempre.

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Panorama alle 5VIE
Marco Valenti

L’installazione è ambientata all’interno di 5 vetrine dello storico ex Ferramenta Meazza. Che tipo di relazioni vi aspettate di instaurare con lo spazio urbano? Ci aspetta un mondo sempre più digital, velocemente proiettato verso l’e-commerce e gli acquisti on line, Panorama potrebbe rappresentare un coraggioso suggerimento per trasformare le vetrine dei negozi in luoghi di pura creatività e sperimentazione?

AR, VC: È vero che le vetrine dei negozi, intese come parte integrante del paesaggio urbano, non ci sono quasi più. Il commercio sta cambiando e le vetrine sono quelle dei grandi brand, decise a priori, oppure dei grandi magazzini, spazi impersonali. In questo modo si perde il legame con il quartiere. L'ex Meazza, dove si trova la mostra, è stato un punto di riferimento per gli abitanti di questa zona, che anche in fase di allestimento cercavano di capire cosa stava succedendo a un luogo importante della loro memoria. Di certo qualcosa su cui riflettere.

PANORAMA, di Valentina Cameranesi
Una mostra per occhi felici
a cura di Annalisa Rosso
prodotta da 5VIE
Milano Design Week e Miart

location: Ex Meazza

piazza Guglielmo Massaia/via San Sisto, Milano
orari: 15 - 22 aprile, ore 10:00 - 19:00

puntoseta.com

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