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irefuse Italia

Le case dei Millennials, raccontate stanza per stanza

Cosa vuol dire casa per la generazione y? Lo scopriamo lasciandoci accompagnare dalla mostra Onlife. Millennials at home in un viaggio nel mondo dei Millennials

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Stefano Pavesi

Per il FuoriSalone 2018 irefuse Italia ha esplorato il mondo dei millennials

Lo ha fatto con Onlife. Millennials at home, una mostra che non vuole essere una mostra, ma una riflessione, un concetto che traduce in spazio fisico e digitale la solida analisi condotta da Francesco Morace con il suo Future Concept Lab.

A trasformare l’idea in spazio sono intervenuti Frederik De Wachter e Alberto Artesani, fondatori di DWA Design Studio e autori dell’exhibition design, AKQA per l’interaction design e Marco Bay per il landscape design.

È nata così Onlife, mostra che “si svolge attraverso una reception che accoglie gli ospiti e li invita ad attraversare la Gallery, con i video che presentato i padroni di casa, per poi – dopo il saluto di Google – entrare nel primo dei quattro cluster (dedicato alla fascia d’età 20-25, i Digital Natives) con i lavori degli studenti e l’installazione di AKQA.

Seguono i Life Shares dai 25 ai 30 anni che condividono tutto, i luoghi in cui abitano e in cui lavorano, e la fascia 30-35, i Family Fans, coloro che statisticamente cominciano a desiderare una famiglia, raccontati attraverso un’installazione dedicata allo storytelling.

Gli ultimi sono i 35-40enni, gli Home Curators, che dopo aver concepito il mondo come casa cominciano a immaginare la casa come mondo da personalizzare.

E poi c’è il ristorante, che funzionerà durante le due settimane in collaborazione con Caffè Scala e Longino per le materie prime e il bistrot allestito in giardino” racconta Livia Peraldo Matton, direttore di irefuse Italia.

Leggi anche: Tutti i motivi per vedere Onlife. Millenials at Home. Che è molto più di una mostra

E allora ecco, il viaggio nel mondo dei Millenials di Onlife. Millennials at home raccontato stanza per stanza.

Onlife. Millennials at home: Reception 

Trasmette subito il mood grazie alla palette di colori e ai materiali usati. La gamma di rosa del rivestimento a terra, delle cornici e degli altri elementi decorativi rimandano al Millennial Pink che contraddistingue la generazione Y.

Così come l’uso del multistrato di legno d’abete – materiale spesso impiegato per gli spazi di co-working - per la pannellatura delle pareti e per la struttura del desk evoca l’idea del fai-da-te, del progettare una casa a misura delle proprie esigenze. 

Onlife. Millennials at home: Onlife Gallery

Nella sala d’ingresso conosciamo i padroni di casa, che si presentano attraverso i grandi monitor in modo silenzioso, gestuale e divertente, enfatizzando la personalità e le caratteristiche del gruppo di età al quale appartengono.

Pareti in alluminio satinato e specchiante dilatano lo spazio, creando l’effetto di una galleria infinita. Una serie continua di sedute, rivestite in una tavolozza di rosa che va da tonalità più spente all’ocra acceso al rosso lampone, invita i visitatori ad accomodarsi e a iniziare il viaggio. 

Tutte le foto: Stefano Pavesi

Onlife. Millennials at home: Onlife Lobby

Grazie a Google Home, nella Hall di ingresso gli abitanti salutano gli ospiti nelle loro diverse lingue, modificano l’intensità e le tonalità della luce della stanza circolare per trovare l’atmosfera giusta e scelgono la colonna sonora perfetta su Spotify. 

Una serie di ricerche di scenario elaborate dagli studenti della School of Design di Istituto Marangoni indaga il futuro dell’abitare attraverso l’analisi dei trend in atto: co-living, socialità digitale, economia della condivisione, sviluppo sostenibile, consumo consapevole, diffusione di nuovi stili alimentari, attenzione crescente a una vita sana e all’attività fisica, combinati con l’automazione, la robotica, la diffusione dei droni, l’Internet of Things, la stampa 3D.

Fino a riflettere sull’evoluzione dei legami personali all’interno di un paradigma abitativo sempre più debole e diffuso, connesso e intergenerazionale.

Onlife. Millennials at home: Digital Natives

Il primo cluster della mostra è un letto a baldacchino oversize, che identifica lo spazio abitativo dei più giovani, che, secondo un cliché diffuso ‘vivono sdraiati’. 

Le postazioni invitano i visitatori a coricarsi e a immergersi nello spazio mentale dei Millennials, sognare come loro a occhi aperti, mentre video proiezioni di un cielo stellato danno forma ai desideri più intimi di ciascuno. Basta dire ‘vorrei’ ed ecco che il cielo cambia configurazione, mostrando  il messaggio sussurrato dai visitatori al microfono presente nella sala.

Onlife. Millennials at home: Lifesharers

Una grande scaffalatura in metallo multiaccessoriata, alta 4 metri, definisce lo spazio condiviso della generazione dei 25-30enni che si affaccia al mondo del lavoro, spesso con progetti di start-up o come freelance. 

Non è solo uno spazio lavorativo, ma anche un luogo di incontri sociali, dove si intrecciano relazioni e dove si crea un’interazione virtuosa tra persone con profili professionali diversi. 

La struttura è studiata attentamente per essere specchio delle personalità, non solo digitali, dei Millennials che vi lavorano. Un luogo di condivisione che esprime un approccio più creativo, meno codificato alla professione. 

Il co-housing è interpretato da un’idea di casa come spazio fluido, con aree flessibili che possono assolvere a funzioni diverse. Un meccanismo regola l’apertura e la chiusura delle tende che dividono le diverse zone – living, pranzo e notte - trasformandole in un open space perfetto
per un party, atmosfera sottolineata da particolari proiezioni, giochi di luci e suoni. 

Onlife. Millennials at home: Family Fans

Gli appartenenti al nucleo dei 30-35enni “sono giovani adulti che definiscono la propria identità sociale con grande continuità rispetto al nucleo familiare d’origine. La famiglia figura al primo posto tra i valori da loro dichiarati”, ricorda il sociologo Francesco Morace. 

Sono i resident di una casa disegnata con il classico tetto spiovente che accoglie la stanza fulcro dell’abitazione, la cucina, luogo di trasmissione dei principi legati al nutrimento e alla cura. In particolare, quando è abitata dai bambini, si trasforma in un laboratorio alchemico, uno spazio di gioco e apprendimento.

Onlife. Millennials at home: Home Curators

Il progressivo passaggio dell’idea del mondo come casa, caratteristica dei nativi digitali, al riconoscimento della casa come proprio mondo, si realizza con la generazione dei 35-40enni.

 “Single o in coppia, investono molte energie per realizzare un ambito domestico il più vicino possibile al loro ideale: la casa è un microcosmo che riflette il loro gusto più profondo”, ricorda Francesco Morace.

Questa attitudine alla curatela, con la scelta di oggetti di design altamente selezionati, si traduce, nella sala loro dedicata, in set fotografici che ricreano paradigmi abitativi volutamente perfetti. Provocando una sensazione che non permette di capire fino in fondo dove cominci, né dove finisca l’artificio: è il set la realtà o la realtà è un set? 

Onlife. Millennials at home: Restaurant

Con uno spazio articolato in diverse aree, con tavoli più ampi per accogliere più ospiti, e altri più piccoli per pranzi più intimi, la sala ristorante offre diverse soluzioni di condivisione della pausa pranzo. La presenza di piante verdi suggerisce un’atmosfera rilassata. Un ri-montaggio di video ricette e preparazioni culinarie vegane e salutari, realizzato da Davide Rapp, accoglie e accompagna i commensali in un flusso continuo di immagini e suoni.

Strange garden

L’intervento immaginifico di landscape design di Marco Bay ha trasformato in una fitta foresta, allestita con una selezione di piante subtropicali,  il cortile del settecentesco Palazzo Bovara.

 Una suggestiva scenografia, che rimanda a mondi lontani, grazie a un’armonia di foglie e texture, sorprende e dà il benvenuto ai visitatori. 

Aperta alla città, l’ampia area relax ospita un caffè-bistrot, allestito sotto una pergola, per una pausa gourmet o un drink al bar. 

Onlife. Millennials at Home

Palazzo Bovara, 

corso Venezia 51, Milano, dal 16 al 29 aprile 2018.

Orario: 10.00-20.00 tutti i giorni; il 19/4, 10.00-17.00.

Ingresso gratuito.

Servizio bar in giardino (prima colazione, pranzo e aperitivo), ristorante al primo piano. 

PROGETTO A CURA DI ELLE DECOR ITALIA

Insight Research: Future Concept Lab — Exhibition Design: DWA Design Studio — Interaction Design: AKQA — Landscape Design: Marco Bay — Coordinamento Exhibition Design: Marina Cinciripini — Animazione Wallpaper: Gio Pastori — Styling: Ilaria Baciocchi Studio, Tamara Bianchini, Murielle Bortolotto, contributor Serena Bosone

In collaborazione con: Tiffany&Co. — Main Partner: Google,  — Porcelain & Ceramic Surfaces: Florim e CEDIT Ceramiche Italia — Special Outdoor Partner: Baxter — Outdoor Living Space: Corradi — Real Estate Partner: Tirelli & Partners — Fragrance Design: Editions de Parfums Frédéric Malle — Official Men’s Grooming: Depot -The Male Tools & Co — Official Watch: D1 Milano — Official e-bike: Moto Morini — Technology Partner: HP — Audio-visual Partner: Bang&Olufsen — Architectural Lighting Partner: Panzeri — Friendly Protection Partner: Vape — Partner: Agape, Agape Casa, Alessi, Alpi, Amini, Arpa Industriale, Arper, B&B Italia, Boffi, Bulthaup Italia, cc-tapis,Coincasa, De Padova, Dedar, Driade, Fenix, FontanaArte, Janus et Cie, Kartell, Lapalma, Lema, Luceplan, Poliform, Tacchini, Technogym, Unical, Zucchetti Kos — Educational Partner: Istituto Marangoni — Trade Fair Partner: Tendence — Media Partner: Archiproducts — Partner Tecnici: Bellavite Nonsolocarta, Davide Groppi, Galimberti Legno e Bioedilizia, Listone Giordano, Radici Contract, Sikkens, Silent Gliss — Special Thanks: Cappellini Giardinieri, Cita, Consociazione Italiana Tappezzieri Arredatori — Restaurant & Bar: Caffè Scala, Longino & Cardenal Cibi Rari e Preziosi — Official Sparkling Wine: Cantine Ferrari 


di Carla Amarillis / 17 Aprile 2018

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