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Tutti i nomi dei designer brasiliani da conoscere, tra emergenti e grandi maestri

Sostenibilità, innovazione, femminilità: una rassegna sul design brasiliano dal Modernismo a oggi, attraverso le sue peculiarità

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Ingrid Taro

La mostra Be Brasil. Dal Modernismo ad oggi presenta al pubblico della Design Week il design del paese sudamericano dagli anni 40 ad oggi

Il Brasile si è presentato alla Milano Design week 2018 con Be Brasil, una rassegna sulla storia della creatività del paese dal Modernismo a oggi, letta attraverso l’utilizzo di nuovi materiali e modalità di produzione e originalità, in un mix unico ricreato dall’anima del design brasiliano. Sponsorizzata da Apex-Brasil, l’agenzia brasiliana per la promozione del commercio estero,

Organizzata in partnership con il Consolato Generale del Brasile a Milano, l’esposizione è stata ospitata nel nuovo Innovation Design District in via Maroncelli 14, allo spazio EDIT.

Il viaggio emozionale è stato costruito intorno ad una ricca rappresentanza di designer e artisti, 65 per la precisione, che hanno esposto le proprie opere per raccontare il savoir fair e la visione nel campo del design e dell’architettura di questa affascinante cultura; questo coinvolgendo i singoli creativi, le aziende, i progetti locali, come Rio+Design,
 l'industria creativa di Rio de Janeiro che celebra dieci anni di partecipazione alla Milano Design Week portando 30 creazioni di studi di design, "Made in Rio" guidati da nomi affermati e nuovi talenti.

Cosa significa “essere brasiliano”? La cura della mostra ha fatto emergere in un solo spazio tutte le diverse sfaccettature, non soltanto del design, ma della cultura di questo straordinario paese sudamericano.

Il percorso sul design brasiliano è stato articolato attraverso ambiti tematici che indagano alcuni aspetti dell’abitare, come lo stare seduti, il mangiare, l’illuminazione della casa e l’oggettistica più contemporanea che la abita; mentre tutti i temi sono stati accomunati da tre parole chiave che diventano il fil rouge per entrare a contatto e comprendere la creatività e la civiltà del Brasile.

Foto di Ingrid Taro

Sostenibilità, innovazione e femminilità sono i termini che si ritrovano costantemente e abbracciano tutto il percorso.

Il riutilizzo e riciclo di materiali di scarto dimostrano come questa tradizione permei i temi del design contemporaneo del Paese Caraibico in modo naturale, non forzato. La consapevolezza brasiliana sulle questioni ambientali è pari al 90%, circa 30 punti sopra la media globale, dimostrato dal fatto che un brasiliano su due sarebbe disposto a pagare di più per acquistare un prodotto etico certificato.

Così molti artisti danno vita a prodotti altamente sostenibili, con materiali naturali come bambù, corda di cotone, tappi di bottiglia riciclati, vernici naturali e filtri per caffè, cinghie di sicurezza. Come ad esempio il lavoro di Simone Oliveira, che lavora con materiali derivati dalla produzione brasiliana di caffè, combinando gli elementi per creare prodotti con disegni audaci e originali.

La vasta gamma di materiali, dai legni, alle materie plastiche, acrilici, metalli, prodotti fabbricati e riciclati e gli innumerevoli modi di utilizzarli, testimoniano come, anche dal punto di vista dell’innovazione sia tecnologica che progettuale, il design brasiliano si stia mettendo alla prova. Sebbene possa sembrare eterogeneo, il risultato dell’esposizione è una collezione di pezzi che fluiscono dolcemente da materiali più semplici a produzioni innovative e viceversa, passando da linee eleganti a forme e tonalità deliberatamente provocatorie.

Il ruolo delle donne brasiliane nel design è un altro grande filo conduttore di Be Brasil; Carol Gay, designer di San Paolo, tra i 28 designer globali ad esibirsi al "Talents 2014" di Francoforte, in Germania; Gisela Simas, con una grande passione per la tecnologia e il legno chele è valsa la presenza alla Biennale di Venezia; e Marta Mantente, 20 anni di esperienza nel design con intenso tocco femminile; Vivian Coser, con Sette7 marchio di mobili che offre pezzi realizzati con materie prime nobili e anticonvenzionali.

Queste e molte altre sono le donne partner o a capo del 29% dei marchi partner di Apex-Brasil. Il tocco femminile è un elemento costante nel design brasiliano e la mostra porta alla luce il tema forte della creatività femminile, che caratterizza le tendenze del design made in Brazil partendo da una illustre testimonial, Lina Bo Bardi, presente nella sezione Modern Brazilian Masters.

Come il titolo Dal Modernismo a oggi. Be Brasil suggerisce, la rassegna non vuole infatti celebrare solo il presente, ma omaggiare il passato attraverso una panoramica dagli anni 40 ad oggi, curata da Lissa Carmona (ETEL), che ripercorre tutti i pezzi più iconici dei più grandi autori moderni.

Per citarne alcuni esempi, la poltrona Dinamarquesa di Jorge Zalszupin, la sedia Bolas De Latão di Lina Bo Bardi, la panchina Marquesa di Oscar Niemeyer e il tavolino Joaquim di Paulo. Werneck.

Anche l’installazione della parte storica è un omaggio a Bo Bardi, della quale vengono riproposti i cavalletti realizzati al MASP(Museu de Arte de São Paulo)nel 1968, che trasformati da pannelli trasparenti in schermi LCD, raccontano la storia dei grandi maestri.

Foto di Ingrid Taro

Dalla storia passiamo ad oggi, partendo da uno degli oggetti più complessi del design: la sedia. O Sentar do Brasileiro (Le sedute dei Brasiliani) e la sezione che racconta le diverse modalità e le differenti tipologie di seduta in un Paese dalle molteplici influenze culturali. Tra i designer Jader Almeida, Guto Indio da Costa ed Estudio Bola, Carol Gay.

Foto di Ingrid Taro

Curata da Ethel Leon (giornalista e professore di storia del design), è organizzata dal Progetto Raiz ed espone sedie in legno caratterizzate da linearità e geometrie semplici, o che riprendono le forme fluide ed organiche del materiale naturale, in ottone, tessuto, più essenziali o morbide, o che sperimentano materiali non convenzioni come le cinture di sicurezza.

Mesa Brasileira (La Tavola Brasiliana): un allestimento con un grande impatto scenografico, un tavolo predisposto con oggetti di piccole dimensioni, che vede tra gli altri designer del calibro Saint James e Leandro Garcia.

Foto di Ingrid Taro

La sezione sulle luci è Luminárias (Luminarie Contemporanee), un’esposizione di light designer e di soluzioni per l’illuminazione, che presentano creazioni di Simone Oliveira, Geo Luz Cerâmica e Accord. In questa sezione citiamo la Congonhas Pendant Lamp, una lampada in legno di puro noce americano creata da Gisela Simas che si ispira alle ali di un areo e ricorda un mix di tecnologia e libertà e la Iris di Pax.arqper Munclair, una lampada telescopica sferica formata da due cupole che si possono allontanare o avvicinare per regolare la diffusione della luce (foto sopra)

Foto di Ingrid Taro

Foto di Ingrid Taro

Un breve excursus sulle pietre, con Brasilian Original Stone, (Pietre Brasiliane) all’interno della quale, tra aziende e produttori, attira la nostra attenzione il pattern di Carmen, la nuova collezione di Alessandro Mendini per l’azienda di ceramiche Portinari, una serie allegra che omaggia la gioia e i colori caratteristici della cantante, attrice e ballerina brasiliana Carmen Miranda portando nel mondo degli interni un diamante multicolore (foto sopra).

Foto di Ingrid Taro

Infine, curata da Camila Fix e da Jorn Konijn, Nossa Casa (La nostra Casa) accoglie la visione più contemporanea del design brasiliano, con un particolare focus sull’innovazione, partendo da diversi aspetti della cultura locale e utilizzandoli come elementi di differenziazione, attraverso alcuni oggetti prodotti con la stampa 3D. Tra i designer, Gustavo Martini, che crea una ciotola di frutta, Andrea Bandoni con vassoi 3D realizzati in plastica biodegradabile estremamente colorati e ispirati dalle grafiche brasiliane e ancora Ronald Sasson, Alva Design, Guto Requena e Marcio Kogan.

Foto di Ingrid Taro

Foto di Ingrid Taro

Ritornando allo spazio principale, l’ultima sezione della mostra Sérgio Rodrigues e l’Italia, (foto sopra) è stata realizzata dall’ambasciata brasiliana a Roma, dall’istituto Sergio Rodrigues e da Lin Brasil, come omaggio alla straordinaria vena artistica di Rodrigues, internazionalmente riconosciuto come il primo a creare, negli anni '50, un'identità riconoscibile per il design brasiliano.


di Laura Arrighi / 28 Aprile 2018

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