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Cosa è successo a Ventura Future, la novità più attesa del FuoriSalone 2018

Un nuovissimo distretto tutto da scoprire è stato uno degli eventi più attesi della Milano Design Week: noi ci siamo stati e abbiamo selezionato la nostra top ten

Ventura Future in 10 punti
Marco Menghi

Ventura Future è stata la novità più attesa della Milano Design Week 2018: un nuovo distretto, che include 3 location nel triangolo urbano tra Viale Abruzzi, via Donatello e Viale Gran Sasso, che ha "colonizzato" un'area della città fino ad ora esclusa dai circuiti del FuoriSalone.

Ventura Future è dunque il nuovo design district di Ventura Projects che, insieme a Ventura Centrale, vuole rappresentare l'anima più sperimentale del Fuorisalone 2018.

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Dopo l’addio a Ventura Lambrate per ragioni prettamente economiche - causa costi degli affitti ormai divenuti insostenibili - Margriet Vollenberg, fondatrice e art-director di Ventura Project, ha scelto di riattivare gli spazi di alcune delle strutture più interessanti del patrimonio architettonico milanese per lanciare una piattaforma strutturata per promuover e supportare progetti di design innovativi che non hanno paura di osare e di sfidare le convenzioni.

È nato così Ventura Future, che già nel suo profetico nome descrive l’intenzione di guardare oltre il presente invitando le nuove generazioni a immaginare un domani solido, efficiente e consapevole.

La main venue di Ventura Future è FuturDome (via Paisiello 6), palazzo Liberty che fu luogo di ritrovo degli ultimi futuristi negli anni quaranta e oggi primo progetto di housing museale patrocinato dall’ISISUF (Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo) dedicato all’arte e al design con la direzione artistica di Atto Belloli Ardessi e Ginevra Bria: dodici anni di restauro hanno restituito l’antica bellezza dell’edifico senza averne alterato l’architettura originale.

Si tratta di uno spazio intriso di storia e forza creativa, che è stato il contenitore delle installazioni e dei design set di 82 espositori (forse troppi) invitati per lo show. Altra location di Ventura Future è Loft (via Donatello 36): all’interno di una tipica corte milanese, è uno spazio contemporaneo dal mood industriale dove sono stati presentati 6 progetti di giovani designer; infine University (viale Abruzzi 42): la ex facoltà di Farmacia, sublime reliquia modernista in stato di semi-abbandono, che ha ospita nei vecchi laboratori progetti di studenti di design provenienti da 18 università di tutto il mondo.

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Per guidarvi alla scoperta di questo nuovissimo distretto ecco il meglio delle cose che abbiamo visto a Ventura Future.

Dal Canada il brand Andlight (FuturDome), presenta la nuova collezione di lampadari Vine (foto sotto) di Caine Heinztman composti dalla ripetizione di un sistema modulare ricurvo a doppio bulbo luminoso per uno scenografico effetto scultoreo che ricorda un grappolo d’uva luminescente, disponibili nelle varianti nera o cromata, e Array di Lukas Peet contraddistinto da un design minimale costruito sull’eleganza del segno e della figura.

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Arrivano dalla Polonia le tre designer di Maddestudio (FuturDome), il design set Iles (foto sotto) è il progetto domestico di una stanza total black in cui le componenti d’arredo sono state studiate per un uso multilaterale così da rivoluzionare la tradizionale organizzazione dello spazio. Gli arredi annullano i propri confini nell’uniformità del nero ibridandosi senza funzioni predefinite mentre dall’oscurità emergono gli oggetti di uso quotidiano illuminati dal millennial pink.

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Mingardo (FuturDome), tra i brand più giovani e promettenti del panorama italiano che fonde il design contemporaneo con l’antico ‘saper fare’ dell’officina artigianale, presenta la nuova collezione Rendez-Vous di ispirazione déco che trasforma il metallo in oggetti carichi di fascino, tra tutti la libreria componibile terra-cielo Marianne (foto sotto) di memoria albiniana: disegnata da Federica Biasi è un’architettura esile e leggera, impreziosita da dettagli in ottone.

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L’olandese Nick Boers (FuturDome) con i vasi in ceramica There’s No Such Thing As a Mistake (foto sotto) interpreta il caso come potenziale strumento del progetto: si tratta di una celebrazione dell’errore inatteso e di quella imprevedibilità che conduce al piacere della scoperta: la perfezione è forse noiosa utopia.

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Olandese è anche il brand Skonne (FuturDome) che propone Customcarpets (foto sotto) tappeti very smart ad alto livello di personalizzazione: attraverso la Carpet Creator App è possibile scegliere il modello del proprio tappeto tra un infinito paesaggio digitale di pattern, colori e figure; in seguito il tappeto sarà stampato, ritagliato e consegnato a cliente.

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From Russia with love: lo studio Supaform (FuturDome) di San Pietroburgo con Disused (foto sotto) proporne una riflessione critica sull'assenza di contaminazione reciproca tra le discipline creative esponendo pezzi di design concepiti come still life di architetture ormai perdute (foto in apertura).

Il laboratorio creativo franco-americano UM Project (FuturDome) lavora sull'integrazione tra energia solare e componendi d’arredo le quali diventano la rete di trasmissione dell’energia all’interno della casa: Patch (foto sotto) è una collezione di cabinet hi-tech dotati di speciali batterie che accumulano l’energia generata dai pannelli solari in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di un piccolo appartamento.

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Il design trio olandese composto da Jelle Mastenbroek, Daniel De Bruin e Bas Bakx (Loft) ha progettato J8D-001-001-S (foto sotto) un’installazione in stile Big Brother che fa riflettere sulla condizione di sorveglianza a cui è sottoposta la società contemporanea spiata costantemente da milioni di telecamere e sistemi di controllo. Le tecnologia ci guarda, conosce i nostri stili di vita e i nostri gusti: il Grande Occhio vigila su ogni nostra azione ed è quindi giusto interrogarsi: l’uomo è ancora un’entità autonoma? J8D-001-001-S è un circuito di telecamere nascoste dietro siepi, giornali e finestre in grado di riconoscere attraverso un veloce screening il gender e l’età di chi si sottopone al macabro test.

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Anche l’Africa è presente a Ventura Future, direttamente dal Bostwana sbarca a Milano il design brand Mabeo (Loft) per presentare i nuovi prodotti: il divano Kona (foto sotto) di Inès Bressand è un insolito oggetto asimmetrico disegnato con un mix di curve e forme lineari che reinterpreta il tradizionale schienale imbottito in cuoio ondulato ampiamente diffuso in Botswana; la serie Dira di Vincent Van Duysen (foto sotto) sono oggetti ibridi utilizzabili come stool o side table che omaggiano la tradizione artigiana del paese africano, realizzati in legno wengè con originali intarsi e texture geometriche.

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Ventura Future è anche sede di un importante evento: giovedì 19 aprile in occasione della Milano Design Week 2018 è stata presentata al FuturDome la prima edizione del FuturDome Prize, un premio internazionale dedicato alle discipline creative per diffondere e incentivare le future generazioni di designer.

Tre categorie: Enduring Ambiances rivolto alle relazioni che si instaurano tra spazio e oggetto, Stabilising Communities focalizzato sulla sensibilità sociale e Emotional Synthesis dedicato alla comunicazione sensoriale.

La giuria composta da Atto Belloli Ardessi, Elena Braghieri, Paola Carimati, Marco Ferreri, Constance Gennari, Irene Kronenberg, Luca Nichetto, Angela Rui e Paolo Ulian ha proclamato vincitori delle tre categorie l’olandese Nienke Helder (Stabilizing Communities) per il progetto Sexual Healing e i giapponesi Kodai Iwamoto (Enduring Ambiances) per il progetto Plastic Blowing e Yoya Kobayashi (Emotional Synthesis) per il progetto Quiet.

Infine il FuturDome Prize Lifetime Achievement è stato assegnato a Gianni Pettena per il suo significativo contributo traversale al design, all’arte e all’architettura.

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