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irefuse Italia

Kensaku Oshiro, il designer giapponese che ha scelto Milano e si è innamorato dell'Isola

Una passione per l’Isola Design District, arredi di design per grandi brand e progetti personali: tutto il Salone del Mobile di un giovane designer che dal Giappone si è trasferito in Italia

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Alberto Strada

Ritratto del designer Kensaku Oshiro. Foto © Alberto Strada

Nel 2015 il designer giapponese Kensaku Oshiro ha scelto Milano, e in particolare l’Isola Design District come base per il suo studio.

Dopo le collaborazioni con Lissoni Associati e Barber & Osgerby, Oshiro continua oggi la sua ascesa firmando collaborazioni con marchi storici del design italiano come Boffi, DePadova, Poltrona Frau e Zanotta.

Un percorso progettuale intelligente e positivo, confermato anche dalla fiera parigina Maison & Objet che, a gennaio di quest’anno, gli ha assegnato il prestigioso Rising Talent Award. Abbiamo chiesto a Oshiro di raccontarci di più sui suoi progetti per il Salone del Mobile 2018 e sul suo affetto per l’Isola Design District.

Perché, tra tutti i vivaci quartieri milanesi, hai scelto Isola come sede del tuo studio? Cosa ti ha attratto in particolare di questa zona?

Ho scelto questo quartiere per via della sua posizione. È infatti ideale per chi, come me, vive a Lecco e si reca a Milano ogni giorno per lavoro. È la prima zona che s’incontra arrivando da Nord e, inoltre, molte fabbriche sono situate tra casa mia e lo studio: è quindi perfetta per organizzare riunioni con i miei clienti ed evitare ingorghi!

Raccontaci del tuo studio.

Adoro la sua atmosfera soft con il cortile nascosto che ti protegge dal rumore della strada. Quando apro il portone, sono accolto da un grande albero di faggio e un glicine che scende a cascata su un lato, mentre dall'altro c'è un cespuglio di ortensie e il muro è coperto dal gelsomino. A inizio primavera c’è un profumo meraviglioso e a volte sono distratto da piccoli visitatori come merli e pettirossi.

Nel 2017 hai lanciato il tuo brand omonimo Oshiro. Un'iniziativa coraggiosa che dovrebbe consentirti di continuare a sperimentare. Perché e in che modo questo nuovo capitolo della tua carriera è fondamentale per la tua pratica progettuale?

Di solito collaboro con clienti dalla forte identità, ma penso che per un designer sia importante trovare nuovi stimoli anche da solo, lavorando in modo indipendente e proattivo. Oshiro è una parte fondamentale del mio lavoro. Ma è soprattutto un progetto divertente con il quale coltivo la mia passione per il mondo del design e della produzione.

Leggi anche: Chiavarina, la vecchia sedia ligure è tornata di moda grazie a un designer (giapponese)

In occasione del Fuorisalone 2018 presenti una nuova collezione disegnata per la compagnia giapponese e'interiors, con la quale collabori per la prima volta. Ce ne parli?

e’interiors è un’azienda - con base a Tokyo - che si concentra sulla produzione di pezzi dal carattere moderno e l’estetica giapponese.

In occasione della Milan Design Week 2018, presso YoRoom - uno spazio di co-working in Via Pastrengo 14, convertito in hub creativo per l’occasione - presentiamo una famiglia di sedie in legno dalle linee essenziali, chiamata “Sweep”. La caratteristica principale del progetto è lo schienale, che è sagomato utilizzando macchinari a controllo numerico.

Ha una forma scultorea e, attraverso la sua forma organica, esprime tutta la ricchezza del legno. Inoltre, la sedia è stata pensata come un prodotto-servizio: tutti gli elementi sono, infatti, prefabbricati e stoccati e montati quando arriva l'ordine di un cliente. Per “Sweep” ho voluto prendere in considerazione anche il processo di produzione e distribuzione, e non solo il design del prodotto.

 

La celebre galleria di Rossana Orlandi mette in mostra la tua sedia CC01. Come è avvenuto il contatto con la gallerista e come si è concretizzata quest’opportunità unica?

Ho incontrato per la prima volta Rossana Orlandi a Parigi a gennaio 2018, durante la presentazione della CC01 alla mostra del premio Rising Talent Award di Maison & Objet. Si è fermata di fronte alla sedia e ha detto “Questo è un bell’oggetto, mi piace”. Il resto è venuto da solo.

Quali progetti invece in fiera?

Con Poltrona Frau (Pad 20 / Stand E01 - F04) presentiamo una nuova poltroncina. Come suggerisce il nome, “Arabesque” s’ispira alla classica figura del balletto in cui la ballerina estende il proprio corpo in aria, come se stesse volando.

La fusione di design, tecnologia e artigianato di altissimo livello, la rendono unica e leggera, conferendole una bellezza timeless.


di Laura Drouet & Olivier Lacrouts / 26 Aprile 2018

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