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Di cosa sono capaci i giapponesi? Lo dimostrano a Palazzo Litta con una mostra sul design

Japan Creative ha presentato al FuoriSalone di Milano 2018 le sue tre ultime collezioni, nate dalla collaborazione tra manifatture giapponesi e designer europei

gamfratesi-japan-creative
Luca Privitera

Il progetto Hato dello studio GamFratesi per Japan Creative

Per chi ama il Giappone l'allestimento di Japan Creative a Palazzo Litta durante il Salone del Mobile 2018 è stato un appuntamento imperdibile.

Perché se è vero che di anno in anno diventa sempre più difficile capire cosa realmente meriti di essere visto, e quali eventi invece si possono tranquillamente perdere, è anche vero che nel programma così variegato della Milano Design Week si scovano spesso delle perle interessanti. E Japan Creative è una di queste.

Del Giappone, così lontano da noi sia geograficamente che culturalmente, ancora non conosciamo molto per quanto riguarda le più famose produzioni artigianali. Sappiamo, certo, dei materiali che sono più comunemente usati, ma dove si trovino i laboratori e i centri artigianali specializzati nella lavorazione di questi materiali non è poi così risaputo.

A colmare questo gap, e soprattutto a diffondere la storia centenaria di certe lavorazioni artigianali, ci ha pensato Japan Creative.

Come spiega il Direttore Hiroshi Naito, "dopo il tremendo terremoto e il disastro nucleare che abbiamo avuto in Giappone, abbiamo sentito il bisogno di riflettere e riordinare le idee partendo dalle vere priorità e dai valori più importanti. È fortemente emersa la necessità di rivedere tutto il sistema energetico del nostro paese, e di conseguenza di scegliere un nuovo stile di vita, che fosse anche più vicino alle reali esigenze dell'uomo".

Da qui è nato quasi spontaneo anche il bisogno di rivalorizzare il bello del lavoro artigianale, con le sue tecniche, i suoi tempi e il suo essere sempre un prodotto unico e diverso.

Qui sopra: portaincenso Kyu di GamFratesi per Japan Creative

La mission di Japan Creative è proprio questa: promuovere nel mondo i valori della "monozukuri", una produzione che unisce capacità manifatturiera e senso estetico giapponese. E lo fa creando sinergie tra la tradizione artigianale delle diverse aree del Giappone e i designer internazionali.

A Palazzo Litta, in occasione del FuoriSalone 2018, Japan Creative presenta alcuni dei lavori più recenti, frutto di collaborazioni che si sono dimostrate molto proficue.

Con lo studio italo-danese GamFratesi ad esempio presenta due nuovi progetti. Lavorando con la storica manifattura giapponese Kyukyodo, che dal 1663 produce artigianalmente incensi, la coppia di designer ha progettato Kyu (qui sopra), un delicato portaincenso dallo stile minimal ed elegante. Pratico nel suo utilizzo (perché l'altro scopo di Japan Creative è quello di produrre oggetti utili, da usare nella vita di tutti i giorni), è anche un elemento decorativo.

Ancora più essenziale il progetto Hato (in apertura): ha la sagoma di un uccello fatta di incenso da bruciare lentamente, posata su una semplicissima base di metallo.

Dalla collaborazione invece tra il gruppo specializzato nella tessitura Takeyari, che ancora usa vecchi macchinari belgi per lavorare il cotone così da ottenere un tessuto molto sottile, e la designer inglese Faye Toogood è nato il progetto "ABCD" (qui sotto).

Quattro elementi in soffice cotone imbottiti, con la forma delle prime quattro lettere dell'alfabeto, si possono assemblare tra di loro. E unendoli con una semplice corda si può avere una sedia, una poltrona e un pouf.

Qui sopra: il progetto "ABCD" di Faye Toogood per Japan Creative

Infine è firmata dallo studio svezzero BIG-GAME la nuova linea di coltelli da cucina "Hollow" (qui sotto) che Japan Creative presenta in occasione del Salone del Mobile. Creati grazie alla competenza artigianale del gruppo giapponese Suwada attivo dal 1926, questi nuovi coltelli in acciaio inossidabile sono decorati da manici scultorei: pratici di usare e molto belli da vedere.

Qui sopra: i coltelli da cucina "Hollow" dello studio BIG GAME per Japan Creative


di Maria Chiara Antonini / 26 Aprile 2018

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