Cosa vedremo in via Solferino da Emilano Salci e Britt Moran? Dimore raddoppia, anzi triplica. E intanto va in scena a Miart

Dimorestudio, Dimoregallery e Dimore Limited Edition. Entriamo in anteprima nel mondo di Emiliano Salci e Britt Moran

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Stefano Galuzzi

Milano, via Solferino 11, cuore di Brera. Una tipica casa di ringhiera milanese, dal cortile con edera e glicine si sale nel mondo di Emilano Salci e Britt Moran, alias DIMORESTUDIO.

Incontrare Emiliano Salci e Britt Moran è spalancare le porte sul design più contemporaneo e attuale che ci sia e, allo stesso tempo sulla storia, sui grandi Maestri, sugli anni 50 e 60, loro punto di riferimento e ispirazione.

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“Non vendiamo solo un mobile, vendiamo un mondo!", esclama Emiliano Salci durante il nostro incontro a tre, avvenuto un paio di settimane prima del Salone del Mobile. Due estri creativi e personalità che dialogano e si appoggiano a vicenda: Emiliano più loquace e stravagante; Britt più dietro le quinte, presenza attenta e precisa durante la conversazione, che affida al “collega” il compito di portavoce della sinergia creativa.

“Dico sempre a tutti che siamo l’unico studio che a ogni Milano Design Week si propone come se fosse un’azienda. Investiamo davvero molte energie e molto tempo e quasi ci sentiamo in dovere di farlo perché le aspettative verso di noi da parte del pubblico crescono sempre di più. Ci osservano per capire quello che sarà l’anno a venire in termini di colori e mood: ci sentiamo un po’ in obbligo, però in realtà mi piace, mi dà una carica incredibile, oltre, naturalmente, a tanta stanchezza”, dice Emiliano.

E Britt Moran: “È vero, però il Salone è anche l’occasione in cui Emiliano riesce davvero a fare tutto quello che vuole, dalla settimana del design scaturiscono sempre tanti nuovi e progetti”. “Ma abbiamo un budget! - ricordano all’unisono - che è una sfida che ti fa stare con i piedi per terra”.

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Courtesy Photo

Quest’anno il loro Salone è clamoroso. Raddoppia, anzi triplica. Non solo Emiliano e Britt portano in scena la nuova collezione di DIMORESTUDIO, ma anche, per la prima volta, si presentano a parte con DIMOREGALLERY, in veste così di galleristi e imprenditori. E in più debuttano con una collezione Limited Edition di 9 esemplari.

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Con ordine. “Siamo - come spiega Emiliano - due realtà: DIMORESTUDIO, fucina di design, progettazione e interior, dall’altra, DIMOREGALLERY, galleria che vende pezzi historical e design contemporaneo firmato da altri”.

DIMOREGALLERY a Miart e la prima volta al Fuorisalone.

Questi giorni sono per Emiliano e Britt i più vorticosi di sempre. Non solo per il rush finale verso il Salone del Mobile che inaugura martedì 17 (in realtà il Fuorisalone inizia prima), ma anche perché da domani sono di scena con DIMOREGALLERY a Miart, fiera milanese d’arte contemporanea, arte moderna e design da collezione (fino a domenica 12) .

“Miart è il nostro ultimo figlio: siamo presenti con DIMOREGALLERY e abbiamo deciso di portare il classico, lo storico, e pochissimo firmato. Presentiamo gli arredi provenienti da una casa milanese iper borghese degli anni 40: mobili e imbottiti contraddistinti dalle righe e da una particolare lavorazione del legno. E introduciamo una nuova designer: Ilaria Bianchi, che è una nostra scoperta, che a Miart porterà tre suoi esemplari contemporanei, ispirati a nomi storici come Josef Hoffman e Carlo Scarpa”.

DIMOREGALLERY – continua Britt Moran – nasce nel 2008 con un piccolissimo spazio dalla nostra personale passione per il collezionismo e attitudine a fare ricerca. Nel 2014 abbiamo deciso di concentrarci sulla costruzione di una galleria nel vero senso del termine, selezionando artisti e assemblando una collezione di pezzi historical”.

Emiliano approfondisce: “La scelta delle nostre proposte è tutta emozionale, al di là delle tendenze, anche se certe volte ci avviciniamo a quelle che potrebbero essere le mode del momento. Gio Ponti, che adesso è sulla bocca di tutti, l’abbiamo, però scelto con uno stile e un’immagine ben precisi: proponiamo solo quello che ci metteremmo in casa noi stessi. I designer che abbiamo sono tantissimi, da Achille Castiglioni a Vico Magistretti, Gae Aulenti, Gabriella Crespi… Osvaldo Borsani, di cui faremo una mostra a maggio. E poi i francesi, Charlotte Perriand, Jean Prouvé… E Paul Levance, Alvar Aalto…”.

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Chiude Miart e si apre il Salone del Mobile.

Subito dopo Miart, DIMOREGALLERY torna di scena a casa in via Solferino per presentarsi ufficialmente alla sua prima Design Week. “Finora l’abbiamo sempre messa da parte, per lasciare gli ambienti a DIMORESTUDIO. Quest’anno abbiamo deciso che DIMOREGALLERY avrà una sua identità.Presentiamo l’installazione Transfer: ogni stanza avrà un’altra stanza al suo interno, come una tenda, tutte arredate con pezzi historical, e stralci di vita vissuta. Niente design contemporaneo, solo pezzi importanti mischiati tra di loro con la nostra attitudine”, spiega Emiliano. E ci sarà anche una parte adibita a deposito, immaginato come l’archivio di un ipotetico collezionista.

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DIMORESTUDIO al Salone del Mobile: Perfettamente Imperfetto e Limited Edition.

Siamo sempre in via Solferino 11, sempre al secondo piano ma scala a sinistra: si apre l’appartamento di DIMORESTUDIO: sotto i riflettori l’ampliamento della collezione di arredi Progetto non finito, che quest’anno celebra il tema Perfettamente imperfetto. “Mobili – racconta Emiliano - che si rifanno all’epoca italiana e alla borghesia degli anni 60 e 70 che viaggia tra Roma e Milano. I salotti bene di quell’epoca, il primo modernismo che è arrivato in Italia, con materiali iper-preziosi”. Di scena l’ottone super lucido, abbinato all’acciaio lucido e opaco, l’ossidato, lacche dai colori densi, ma non primari. E poi il bambù e la paglia di Vienna.

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E queste novità saranno svelate in un “involucro molto emozionale, ogni stanza sarà ovattata e con un solo oggetto al centro”.

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Infine: un progetto e uno spazio ex novo. Questo Salone del Mobile segna anche il debutto della collezione Limited Edition: “anzi limitatissima - scherza Emiliano - 9 esemplari e per ciascuno solo un pezzo. Abbiamo preso dei vecchi mobili, li abbiamo destrutturati e ricostruiti aggiungendo altri materiali, soprattutto delle lacche dai colori sgargianti. E ottoni iper-lucidi, bronzi e acciai. Rappresenta una nicchia della nostra produzione, ma è una collezione molto importante, in cui credo molto. Per questa prima volta è stata pensata da me, ma vorrei che il prossimo Salone la firmasse Britt, mi divertirebbe molto mettere a confronto le nostre due visioni; noi siamo famosi per il nostro mix, dove io sono sicuramente più moderno e lui più classico e insieme diventiamo DIMORESTUDIO”. E Limited Edition by Emiliano Salci x DIMORESTUDIO sarà presentata a pochi passi, con sei vetrine in via Solferino 22 (fino a maggio).

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Vorremmo che il Salone fosse più curato.

La conversazione scorre verso la Milano Design Week.

“Io spero che si faccia un passo indietro, ultimamente trovo po’ di tutto, anche senza senso, troppo marasma", afferma Salci.

“Vorremmo che fosse più curato, più design. - dicono all’unisono - Vorremmo vedere finalmente qualche designer nuovo, che ci fosse un aiuto per gli emergenti, non solo italiani, ma da tutto il mondo. Vorremmo vedere uno sforzo da parte della città nel dare più spazio ai giovani; e se penso ai prezzi in giro, sono folli, sia per sia per le location, gli hotel, i ristoranti, tutto diventa carissimo a Milano durante questa settimana. Ci manca il nuovo Achille Castiglioni, il nuovo Vico Magistretti della situazione che purtroppo non ci sono più, ci mancano delle figure nuove e sarebbe bellissimo che Milano investisse anche in nomi nuovi”.

Miart, Milano - dal 13 al 15 aprile 2018

DIMOREGALLERY – sezione “Obejct” stand O04

Fuorisalone – dal 16 al 22 aprile 2018

DIMOREGALLERY, Transfer – via Solferino 11, scala a destra, 2° piano

DIMORESTUDIO, Perfettamente imperfetto – via Solferino 11, scala a sinistra, 2° piano

LIMITED EDITION by Emiliano Salci x DIMORESTUDIO – via Solferino 22

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