VENTURA CENTRALE, IL DESIGN ABITA LE CAVERNE DELLA STAZIONE

Le Imperdibili installazioni del design district alla seconda edizione durante la Milano Design Week

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Marco Menghi

Per il Fuorisalone 2018 va in scena la seconda edizione del Ventura Centrale design district: dopo il grande successo del 2017 anche quest’anno installazioni sperimentali e originali design set occupano i cavernosi spazi sotto le volte dei Magazzini Raccordati in via Ferrante Aporti: in questa location post-industriale si susseguono in adrenalinica sequenza momenti di poesia, coscienza ecologica, intimismo, tecnologia, intrattenimento e riflessione filosofica. Ecco il best of di una delle design hub più amate ed attese della Milano Design Week.

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Stepahn Hürlemann per Horgenglarus, la più antica azienda manifatturiera svizzera di sedie e tavoli di design (attiva fin dal 1880), presenta l’installazione Giants with Dwarf (foto sotto): sette burattini fuori scala, meravigliosamente mostruosi, raffiguranti animali e guerrieri realizzati attraverso l’assemblaggio di partizioni di sedie e tavoli (gambe, schienali, scocche, giunti, ecc.) ritrovati nell’archivio di Horgenglarus. Le sculture sono architetture mobili (alcune parti possono essere mosse tramite un sistema di cavi) e raccontano nella loro complessa anatomia la storia del brand: gli elementi che compongono ogni fantasmagorica creature sono stati prodotti tra 1918 e il 2016.

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L’installazione Soundscape di AGC Asahi Glass (foto sotto) è una (s)composizione di 35 lastre di vetro dalle forme taglienti e asimmetriche disposte a diverse altezze che riproducono suoni e rumori della Natura. Il paesaggio di vetro, una cattedrale esplosa di cristallo, funziona come una cassa di risonanza dove riverberi ed effetti sonori trasportano il visitatore in una remota foresta ai confini dell’Eden.

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David Rockwell insieme a Surface Magazine e lo studio 2x4 ha trasformato uno dei tunnel dei Magazzini Raccordati in The Diner (foto sotto), un temporary restaurant, già divenuto uno dei place to be della Milano Design Week 2018, che riproduce gli ambienti pop e colorati dei diner americani, le tipiche tavole calde made in USA.

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Antonio Aricò per Editamateria (foto sotto) approfondisce la dimensione dell’intimità: l’opera “una stanza”è l’interpretazione della domesticità più pura e silenziosa. La casa interpretata come rifugio dell’io è sintetizzata in unica stanza di ridotte dimensioni dove si lavora, si mangia, si conversa, si dorme, si studia: l’architettura totemica degli arredi parla della sacralità del focolare e ai materiali, essenze lignee purissime, è lasciato il compito di impreziosire e disegnare lo spazio.

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Fabrica in collaborazione con Pierre Frey presenta Paradigm (foto sotto), una mostra fotografica che indaga la predominanza dell’immagine sul prodotto: nella società contemporanea, travolta dalla rivoluzione digitale, ha ormai acquisito maggiore importanza la strategia di come ‘mostrare’ e come ‘mostrarsi’ rispetto al dato reale.

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Eileen Fisher presenta DesignWork Waste No More, curato da Lidewij Edelkoort che ci racconta come dal riciclo di capi d’abbigliamento sia possibile rigenerare i tessuti con la promessa di nuova vita e un nuovo destino.

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Il brand olandese Baars & Bloemhoff con Transitions III continua la linea delle passate edizioni iniziata con Transition I e Transition II. In un ambiente suggestivo alla Blade Runner 2049 invaso da una selva di neon dall’ormai iconico millennial pink sei giovani designer espongono prototipi d’arredo realizzati in materiali innovativi per un design sperimentale e all’avanguardia Alcuni esempi? Il paravento e i coffea table The Showroom di Mae Engelgeer in sinuose lastre di resina policromo trasformano la casa in una boutique oppure le componenti d’arredo in truciolato della serie Romancing the Stone di Bart Joachim van Uder capace di trasformare, attraverso tecniche di stampa digitale, i fotogrammi di Google Earth in superfici marmoree: il risultato è davvero sorprendete, pura illusione della materia! E Ventura Centrale il design è quasi magia.

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