5 INDIRIZZI DA NON PERDERE ALL’ISOLA DESIGN DISTRICT

Una selezione di appuntamenti nel quartiere più sperimentale della città

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Sede di ampi open space e cortili verdi nascosti, per molti visitatori della Milano Design Week 2018 l'Isola Design District è una piacevole oasi di tranquillità in cui rifugiarsi per qualche ora allontanandosi dallo stress delle altre zone. Dalla ricerca material-driven del gruppo olandese Dutch Invertuals - alla sua diciottesima partecipazione al Fuorisalone - al neonato collettivo belga Brut, ecco una selezione dei progetti assolutamente imperdibili di questo design district.

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BRUT
Pur essendo situato ai limiti della cartina dell’Isola Design District - in Viale Stelvio 66 - il collettivo belga BRUT merita una deviazione. I sei giovani designer del gruppo - che partecipano al Fuorisalone per la prima volta - hanno saputo reinterpretare al meglio lo spazio aperto e luminoso dello studio Maraniello che li ospita e presentano una serie di oggetti in metallo, sughero e marmo che oscillano tra architettura e scultura.

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Alexander Popelier

Mutant Matter by Dutch Invertuals
Gli olandesi di Dutch Invertuals continuano la loro esplorazione dell’aspetto materico del design nella nuova mostra Mutant Matter, in cui guardano ai rifiuti come risorsa progettuale preziosa. Ospitata presso lo Spazio O' - in Via Pastrengo 12, nel cuore dell'Isola Design District - l’esposizione mette in scena progetti di designer emergenti - come Shahar Livne - alla ricerca di nuove sostanze ibride che ci aiutino ad affrontare il problema del consumo sfrenato e della sovrapproduzione di rifiuti.

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Ronald Smits

Lovely Waste
Allestita presso gli spazi di Zona K - in Via Spalato 11 - la mostra Lovely Waste è curata dall’agenzia di comunicazione Source Firenze e guarda alle potenzialità dei materiali di riciclo presentando una serie di collaborazioni virtuose tra designer e realtà imprenditoriali. Tra i vari progetti merita una menzione particolare la serie Game of Stone dell’argentina Josefina Muñoz.
Nati da blocchi di marmo scartati, gli oggetti - tavolini e alzate di dimensioni diverse - mettono in risalto vari processi di lavorazione della pietra con giochi di texture e salti di scala. Una bella sintesi della filosofia di Recycled Stones - azienda della Val d’Ossola, a nord del Lago Maggiore - che punta a "reintegrare le pietre di scarto in un percorso di valorizzazione, donando dignità di prodotto finito a uno sfrido da smaltire", usando la creatività e l'economia circolare.

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Baptiste Coulon

Marble stories
I designer italo-brasiliani Giorgio Bonaguro, Gustavo Martini e Ronald Sasson esplorano il rapporto tra architettura e design nella loro mostra collettiva Marble Stories, presentata presso la Galleria Giuseppe Pero, in Via Porro Lambertenghi 3. Monumentali e affilati, i progetti esaltano l’austera bellezza del marmo.

La serie di sgabelli/side table Athos di Bonaguro gioca sulla tensione visiva tra il cerchio e la linea spezzata, mentre la collezione Rise disegnata da Martini usa due tonalità contrastanti - il nero e il bianco - per arredi dal carattere totemico. Per la sua poltrona Maas, Sasson alterna invece lastre di marmo a elementi in plexiglass che ne alleggeriscono la presenza.

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How & Wow
Merita infine una visita anche la piccola esposizione How & Wow organizzata dal Crafts Council Nederland - in Via Pastrengo 13 - che ha invitato giovani designer olandesi e non a rinnovare il dialogo tra design e artigianato. Tra i vari progetti in mostra anche quelli delle due designer italiane Sara Ricciardi e Astrid Luglio.

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