IL GRES SI TRAVESTE DA CEMENTO, IL "SEGRETO DELL'ARCHITETTURA MODERNA" SECONDO FABIO NOVEMBRE

Al Fuorisalone 2018 il progettista presenta Concreto per Lea Ceramiche, una linea di rivestimenti iperrealista che porta sul gres porcellanato la “pelle” del cemento

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Come raccontare la genesi del nuovo progetto Concreto firmato da Fabio Novembre per Lea Ceramiche, che verrà presentato al Fuorisalone di Milano 2018 nello showroom del brand in via Durini?

Per descrivere al meglio le caratteristiche di questa nuova linea che trasporta le diverse texture e cromie del cemento sul gres porcellanato laminato, utilizzando diverse tonalità (extra light, light, medium, dark e rust) e nuovi formati (120x120cm e 120x260cm, spessi 6mm) serviva un’idea particolare.

Una buona soluzione poteva essere quella di entrare in perfetta sintonia con l’universo creativo di Novembre, ascoltando la sua “playlist da lavoro”.

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Non sarebbe stato neanche male fare un po’ di ripasso, ripercorrendo il suo eclettico viaggio professionale, condito da amore per il colore, voglia di rivoluzionare lo status quo delle cose e abilità di trasformare progetti provocatori in inattesi nuovi classici, grazie all’ironia.

Ma forse il modo migliore restava quello di farcelo raccontare direttamente dal diretto interessato.

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Come si fa a descrivere un materiale attraverso un altro materiale? Ovvero come è nata l’idea di raccontare il cemento con il gres porcellanato?

Il gres porcellanato non è nuovo a questi sconfinamenti narrativi. Le sue caratteristiche tecniche e la sua competitività economica lo avevano già fatto proporre travestito da legno e da marmo. Il cemento era l’ultima frontiera da esplorare e da architetto ho voluto occuparmene personalmente.

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Perché proprio il cemento?

Il cemento, armato, è il segreto dell’architettura moderna. Non fosse stato per questa straordinaria invenzione dei fratelli Perret, non ci sarebbe mai stato il razionalismo che è poi il linguaggio corrente del mondo di oggi. Nello specifico poi, con “cemento” si intende una miscela di componenti aggregata con l’acqua ed è proprio attorno al primo di tutti gli elementi che abbiamo sviluppato declinazioni decorative del materiale.

Se dovessimo riassumere questa nuova avventura in tre aggettivi quali sarebbero?

Rispettosa, espressiva, artistica.

Come si è sviluppato il progetto?

Abbiamo collaborato fianco a fianco con i tecnici di Lea Ceramiche per raggiungere il miglior risultato. Ne è nata una collezione ampia che gioca tantissimo sul contrasto tra lucido e opaco, in cui anche i decori, tono su tono, non sono mai urlati.

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Quali novità tecniche introduce questa collezione?

Questa collezione, come le precedenti avventure di Lea Ceramiche sul legno e sul marmo, introduce bassi spessori, alta resistenza e grandi formati: tutti ottimi argomenti sia per le grandi forniture che per veloci ristrutturazioni.

Come è stato convincere l’azienda a far “cementificare” lo showroom di via Durini? Possiamo avere qualche anticipazione sull’allestimento dedicato a Concreto, previsto per il FuoriSalone?

Lo showroom di via Durini è uno spazio adattabile a qualsiasi esigenza espressiva. In questo caso abbiamo optato per un allestimento particolarmente freddo, quasi tecno-industriale. Un mix tra una galleria, una discoteca e una fabbrica, con tracce glamour di cantiere. In più, per rafforzare l’idea di discoteca ci sarà anche Stylophonic a mettere ottima musica di supporto.

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-In quali altri luoghi della Milano Design Week 2018 incontreremo la tua firma? Per quali progetti?

Sicuramente in Fiera e poi nei rispettivi showroom di Kartell, Riva1920, Driade, A Lot Of e Illulian.

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