Il metodo (poco scientifico ma molto efficace) per visitare l’Isola Design District al Fuorisalone 2018

Guida ragionata per scoprire il meglio di uno dei distretti più giovani (e ribelli) del design milanese, pronto per la sua seconda volta

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Getty Images

Isola Design District è un giovane distretto del design milanese, e in quanto tale è anche quello più ribelle, sperimentale e lontano dalle logiche di mercato.

“Pirati” si definiscono loro (organizzatori e partecipanti), e hanno fatto di quest’idea un simbolo, la bandiera crociata progettata da Zup design, e un approccio: un’isola dedicata al Rethinking Material, vale a dire la sperimentazione della versatilità dei materiali condotta dagli artigiani del quartiere, che durante il FuoriSalone 2018 aprono le loro botteghe, e dai giovani designer internazionali che lavorano tra manualità e tecnologia.

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L’obiettivo è quello di riflettere le peculiarità di questo quartiere, un po’ diverso dalla Milano che lo circonda, anche nella sua partecipazione al Salone del Mobile 2018: non troverete grandi nomi, né installazioni spettacolari, ma tanti progetti puntuali di giovani emergenti, di presenze storiche del quartiere e di collaborazioni appena nate, con uno spirito che va da sociale al ludico, dalla sperimentazione alla tradizione.

Per farsi un’idea dell’atmosfera che si respira basta sapere che l’headquarter di Isola Design District 2018 sarà La Stecca 3.0, uno spazio pubblico che funziona tutto l’anno come casa per associazioni e attività socio-culturali, trasformato in occasione del Salone 2018 in centro espositivo e di workshop dedicati al design.

Con una press lounge allestita da RivaViva, l’azienda che a pochi metri di distanza (in via Porro Lambertenghi) vende arredi ad alto tasso di sostenibilità ambientale e la mostra Latinoamerican Contemporary Design, un collettivo di designer sudamericani che lavora tra la contemporaneità e l'identità di ogni paese, dal Brasile all'Ecuador, passando per Colombia e Messico.

Isola Design District è una sorta di dialogo tra il locale (anzi, localissimo, visto che parliamo di un quartiere) e l’internazionale, che si articola in 3 parti: le mostre, gli interni e gli allestimenti.

Per questo il consiglio per scoprire il meglio di Isola Design District è quello di visitare il quartiere passeggiando, lasciandosi attirare dai cortili aperti, dai negozi che si fanno contagiare dai progetti di design e andando un po’ a caccia di sorprese, senza lasciarsi sfuggire i lavori di Kensaku Oshiro, designer giapponese ma italiano ed “isolano” d'adozione, selezionato dall'architetto Piero Lissoni per il Rising Talent Awards Italy di Maison&Objet; gli olandesi di Dutch Invertuals allo Spazio O'; e il Milan Design Market, il concept store allestito da Elif Resitoglu, all'interno dello Studio Fotografico Gianni Rizzotti, un loft di 400 metri quadri in via Pastrengo 14, in cui scoprire ed acquistare una selezione di prodotti provenienti da tutto il mondo.

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