Gli Olandesi di Dutch Invertuals a Milano contro il consumismo sfrenato

il gruppo olandese continua la ricerca sui rifiuti e sul futuro dei materiali con la mostra Mutant Matter

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Ronald Smits - Dutch Invertuals

In occasione della sua diciottesima partecipazione al Fuorisalone, il gruppo olandese Dutch Invertuals continua la ricerca sui rifiuti e sul futuro dei materiali in una nuova mostra dal titolo Mutant Matter, presso lo Spazio O', nel cuore dell'Isola Design District.

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Ronald Smits - Dutch Invertuals

In occasione della sua diciottesima partecipazione al Fuorisalone, il gruppo olandese Dutch Invertuals continua la ricerca sui rifiuti e sul futuro dei materiali in una nuova mostra dal titolo Mutant Matter, presso lo Spazio O', nel cuore dell'Isola Design District.

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Ronald Smits - Dutch Invertuals

Prendendo come punto di partenza la questione del consumismo sfrenato, che negli ultimi anni ha prodotto una quantità di rifiuti senza precedenti, l’esposizione afferma che i confini tra organico e artificiale ormai sono stati messi in discussione. I materiali fabbricati dall’uomo come la plastica, tornando alla natura sotto forma di rifiuti, vengono trasformati e danno luogo a una nuova era geologica in cui artificiale e naturale si mescolano senza soluzione di continuità.

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Ronald Smits - Dutch Invertuals

“Perché estrarre elementi autoctoni e in costante diminuzione come i combustibili fossili quando potremmo invece raccogliere sostanze inquinanti abbondanti e attingere a materiali creati dall'uomo sulla terra, nel mare e nell'aria”, si chiedono le curatrici di Mutant Matter, Wendy Plomp di Dutch Invertuals e Kate Franklin e Caroline Till, autrici di Radical Matter: ripensare i materiali per un futuro sostenibile. Ma soprattutto, possiamo ancora fare riferimento a questi materiali come “rifiuti”? Le tre suggeriscono che il termine sia cancellato dal lessico dei progettisti perché questi rivalutino la ricchezza degli elementi artificiali.

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Ronald Smits - Dutch Invertuals

Mutant Matter incoraggia i progettisti a riciclare materiali di scarto - dalla carta alla pelle, passando per plastica e minerali rari - per creare “sostanze nuove e intriganti”. Un approccio che, secondo le curatrici, va “al di là del processo di riciclo", in quanto “nella maggior parte dei casi la materia di scarto viene scomposta per creare una risorsa materiale completamente diversa che è altamente raffinata e lontana dalle sue origini”, come dimostrano il Plasma rock o il Lithoplast. Quest’ultimo - un materiale ibrido ancora in fase di sviluppo, composto da tre tipologie di rifiuti: plastica, pietra da estrazione del carbone e polvere di marmo - è stato creato dalla designer di origini israeliane Shahar Livne. A Spazio O', Livne presenta tre altari fatti sia di argilla naturale che di Lithoplast.

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Ronald Smits - Dutch Invertuals

Meno colorata della mostra dello scorso anno (Harvest, 2017), la scenografia di Mutant Matter presenta i vari progetti su piedistalli rettangolari illuminati da luci al neon. Un allestimento discreto che ben si adatta al progetto Aerate di Mirjam de Bruijn - della Design Academy Eindhoven - nel quale la giovane designer esplora il rapporto tra aria e ceramica. Utilizzando diversi volumi di aria nella produzione di ciascuno dei suoi tre oggetti, de Bruijn ha indagato funzioni e caratteristiche diverse del materiale, evidenziando come una manipolazione differente di un elemento che pensiamo di conoscere alla perfezione può portare a nuove applicazioni. Alleggeriti e arricchiti di nuove potenzialità, i pezzi sviluppati da de Bruijn riducono drasticamente l’utilizzo di ceramica, garantendo resistenze e qualità di raffreddamento, isolamento e filtraggio diverse a seconda dell’apporto d’aria.

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Ronald Smits - Dutch Invertuals

Consapevole dell’importanza dell’aspetto educativo e divulgativo di un progetto di ricerca come questo, il gruppo Dutch Invertuals ha deciso di organizzare anche una serie di incontri e talk durante il Fuorisalone 2018. Perché il confronto e il dialogo sono essenziali per affrontare i problemi e per stimolare la sperimentazione nell'ambito del design. Così che nasca una nuova sensibilità rispetto gli sprechi e magari tutta una serie di materiali innovativi mai visti prima.

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