Abbiamo aggiornato la nostra Informativa Privacy. Consulta il nuovo testo

I NUOVI DI STILI DI VITA RACCONTATI ATTRAVERSO IL DIVANO. SUCCEDE A MILANO

Il seating protagonista del Salone del Mobile 2018, per una zona living sempre più flessibile e multitasking

Luca Privitera

Non viviamo più le case come facevano i nostri genitori o i nostri nonni. C’è sempre meno bisogno di ambienti separati, porte e distinzioni funzionali. Andremo sempre più incontro a spazi fluidi, flessibili e multitasking. In grado di assecondare le trasformazioni sociali e comportamentali. Insieme alle case anche gli arredi stanno cambiando, soprattutto quelli di uso più quotidiano. E anche uno dei gesti più antichi del mondo, sedersi, ha bisogno di nuove declinazioni.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Con questa idea nella testa abbiamo deciso di puntare i riflettori sui nuovi progetti di sedute presentati al Salone del Mobile 2018. Cominciando dai divani che, bisogna ammettere, ne hanno fatta di strada, se paragonati al ricordo non così lontano ma ormai così desueto del salotto borghese.

I nuovi divani sembrano essere ormai dei veri palcoscenici, delle piattaforme su cui concentrare il maggior numero di attività domestiche. Nell’era digitale è più consueto stare sdraiati che in piedi e, sia le aziende che i designer, si stanno palesemente muovendo in questa direzione, chi più chi meno.

L’esempio più lampante è rappresentato da Vitra che all’argomento ha addirittura dedicato un’installazione alla Pelota, invitando 6 designer ad aprire la strada verso futuribili scenari, nel tentativo di svincolare il divano da ogni riferimento tipologico conosciuto. A rispondere all’appello sono stati progettisti del calibro di Kostantin Grcic, Ronan ed Erwan Bouroullec, Barber Osgerby,Commonplace Studio e Robert Stadler. Il risultato è davvero sorprendente perché scardina l’immagine del divano, sia dal punto di vista formale che concettuale.

Certo, si tratta di un’operazione altamente sperimentale, assimilabile a un manifesto di intenti, e come tutti i manifesti sintetizza ed estremizza i concetti da esporre. Però anche nella cosiddetta produzione mainstream sono rintracciabili cambiamenti e spostamenti di direzione.

Andrea Penisto
Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Il nuovo divano Vlinder (che in olandese ha lo stesso significato di Butterfly -foto sopra) disegnato da Hella Jongerius sempre per Vitra, sicuramente assomiglia ancora molto ad un divano, ma se lo guardate bene sembra quasi lo si possa indossare, come un avvolgente e morbido soprabito, preziosamente tessuto. Intimo e personale come solo un abito fatto su misura sa essere.

Andrea Penisto
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Andrea Penisto

Il divano componibile Tape (foto sopra), progettato per Moroso da Benjamin Hubert è un sistema modulare che esporta nel settore degli arredi le tecnologie sperimentali dell’abbigliamento sportivo. Come? Utilizzando al posto delle cuciture o delle piegature del tessuto, un nastro di poliuretano che, in pratica, salda insieme piccoli scampoli di tessuti che altrimenti non potrebbero trovare applicazione nella realizzazione del rivestimento di un divano. Un espediente che diventa anche segno grafico, sottolineando l’essenzialità formale dei singoli elementi, pensati tutti come entità autonome capaci di generare flessibili configurazioni attraverso elementari operazioni di aggregazione.

Andrea Penisto
Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Josh (foto sopra) il nuovo divano disegnato da Edward van Vliet per Moroso, è sicuramente meno rivoluzionario, ma non per questo meno indicativo del processo di cambiamento in atto. Sembra un piccolo paradiso floreale da vivere lungo tutta la giornata. Il pezzo forte del paesaggio domestico. Le dimensioni ampie promettono una grande flessibilità d’uso.

Courtesy Photo
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Courtesy Photo

Movimenti in diagonale per Chamfer il nuovo sistema modulare (foto sopra) di Moroso, firmato da Patricia Urquiola, pensato per rispondere alle esigenze di flessibilità compositiva degli spazi contemporanei. Il nome deriva da un termine usato in carpenteria e si riferisce al dettaglio architettonico dell’angolo smussato. Una soluzione che, oltre ad accogliere l’ospite in un abbraccio, ne permette la collocazione anche al centro della stanza. Interessante la soluzione angolare che sfrutta la geometria della diagonale per aprirsi verso l’ambiente seguendo le giaciture di un angolo ottuso invece che di un angolo retto.

Andrea Penisto
Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Etiquette (foto sopra), progettato dal duo GamFratesi per De Padova, è un divano pensato per dare le spalle e questo la dice lunga su quanto abbiano influito le nuove concezioni spaziali del living (e della casa in genere) sulla progettazione degli arredi, interpretati sempre più come oggetti a tutto tondo, da spostare liberamente negli ambienti, a prescindere dalla disposizione delle pareti.



Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
cesar cucina Il cuore (della casa) è in cucina

itlas bagni in legno WOOD TOTAL LOOK FOR THE BATHROOM

cucina Maris Free by Dror per Franke Riportare la natura in cucina
piastrelle abk group THE NEW FORMS OF WELLNESS