Design Language Ho la Babele del design al FuoriSalone 2018 negli spazi del Nhow Hotel

L’ultima Milano Design Week è stata anche poliglotta, grazie alla kermesse che ha trasformato l’arte della progettazione in un idioma

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Andrea Pedretti

Se vi siete appena ripresi dall’eufonia di lingue che riecheggiava tra le vie del Fuorisalone 2018, allora forse è il momento perfetto per rituffarsi in un altro inimitabile mix di linguaggi che ha animato la Milano Design Week appena conclusasi, ovvero la mostra Design Language Hotel, appuntamento che ha unito trade e show in una location d'eccezione. Noi ci siamo stati per voi e quello che segue è il nostro reportage tra le proposte di selezionati nomi tra designer, studi, brand.

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Cara|Davide.
Andrea Pedretti​​

L’esposizione, che era il sequel dell’exhibit organizzato lo scorso anno alla Civica Scuola Interpreti e Traduttori Altiero Spinelli, ha animato gli spazi del Nhow Hotel di via Tortona con le idee di 13 studi e brand internazionali, accendendo ancora una volta i riflettori sulla complessa stratificazione del mondo del design e sulla diversità dei linguaggi progettuali incarnati negli oggetti che attraversano la nostra quotidianità in bilico tra mondo analogico e mondo digitale.

Focus dell’edizione di quest’anno era l’idea di ospitalità come mezzo per l’arte della progettazione e come strumento per permettere alle persone di sentirsi sempre libere e a casa, ovunque esse si trovino.

Un’analisi delle infinite forme dell’ospitalità che ha riunito idee provenienti da tutto il mondo, accostando a esotiche intuizioni, come quelle dei progettisti nipponici dello Smile Experience Design Lab del Chiba Institute of Technology,creazioni tutte nostrane, prodotte dall’azienda Lanificio Leo, la più antica fabbrica tessile della Calabria ed uno dei casi più significativi di impresa-museo. A completare il dizionario delle lingue del design anche le idee di Boretti e Studio Passalaqua, i mobili di Plastic Whale Circular Furniture, realizzati con la plastica raccolta nei canali di Amsterdam, o gli arredi costruiti con tecniche tradizionali delle Mauritius da Richa Gujadhur.

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Richa Gujadhur.
Andrea Pedretti
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A raccontare come le culture possano contaminarsi a vicenda, gli oggetti creati dallo studio italo-sudafricano Cara\Davide, duo formato da Cara Judd e Davide Gramatica il cui lavoro promuove e valorizza le provenienze geografiche. Il lato più tecnologico di questa escursione tra i diversi accenti della lingua del design era affidato all’azienda giapponese Wacom, produttrice di strumenti per il disegno digitale, usati da professionisti di tutto il mondo.

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Plastic Whale Circular Furniture.
Andrea Pedretti

Nella Babele del design andata in scena al Nhow Hotel, anche idee potenzialmente rivoluzionarie come le bag hi-tech Minois, dotate di illuminazione e presa usb, che in futuro potrebbero aiutare milioni di uomini a orientarsi nelle borse delle donne, o la visione di un hotel del futuro firmata Fraai Werk, Noepster e Trichromatic Studio, o ancora gli 11 studi di possibili relazioni tra uomo e natura, raccolti in Human Nature: Designing The Equilibrium.

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Studio Passalasqua.
Andrea Pedretti

In apertura: Smile Experience Design Lab, Design language, Fuorisalone 2018.

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