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irefuse Italia

Tutto quello che abbiamo imparato sul design giapponese passeggiando per via Tortona

Dal Fuorisalone 2018, un’istantanea del lato più orientale di Superstudio Più, tra nuovi talenti e indimenticati maestri

design-giapponese-superstudio-fuorisalone-2018
Lorenzo Bacci

All’ultima Milano Design Week, tra gli immensi spazi del Superstudio Più, il Sol Levante non ha brillato solo grazie alla fantasia di Nendo e alle sue riflessioni sul tema del movimento, ma anche attraverso le tante idee di design, provenienti dal Giappone, che hanno saputo affascinare i visitatori del grande hub della creatività milanese.

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Tra le installazioni più suggestive, c’è stata sicuramente quella di Kawai. Per il suo esordio al Fuorisalone, l’azienda di strumenti musicali nipponica ha scelto la carta della poesia affidando la presentazione del nuovo pianoforte Crystal Grand Piano all’estro di Takahiro Matsuo. Con Crystal Rain, l’artista della luce giapponese ha celebrato l’esperienza quasi secolare di Kawai, appoggiando il pianoforte a coda trasparente su di una superficie a specchio che ricreava l’illusione dell’acqua e circondandolo con una pioggia di cristalli, uno spettacolo di luce evocato dalle note.

 

Omaggio a Kuramata - tutte le foto @ Lorenzo Bacci

Antonio Facco ha, invece, curato l’omaggio a uno dei più ispirati designer giapponesi del ventesimo secolo: Shiro Kuramata.

Con il suo allestimento, il progettista milanese ha voluto celebrare tutte le caratteristiche che hanno reso unico Kuramata e che lo hanno trasformato anche in uno dei partner creativi preferiti da Giulio Cappellini, per il quale il designer giapponese ha immaginato pezzi diventati vere e proprie icone d’arredo.

Proprio alle creazioni di Kuramata, esposte anche in alcuni dei più celebri musei del mondo, è stato affidato il racconto del progettista, del suo uso moderno dei materiali, della sua semplice eleganza, della sua eterna sfida alle forme e alla gravità, della sua capacità di cambiare per sempre l’immagine del Giappone nel mondo.

Yokohama Makers Village

Tutta sviluppata attorno al fil rouge del metallo, è stata l’installazione Reflection/Shadow portata al Superstudio Più da Yokohama Makers Village: un piccolo universo popolato da 9 oggetti, differenti per funzionalità, forma e per il modo di interpretare, esaltandole, le caratteristiche dei materiali. Contenitori, portaoggetti, portapenne, portafrutta, portacandele e mini specchi da parete, tutti illuminati dalla magia di originali giochi di rifrazione e scomposizione della luce, concepiti dalla mente di designer come Seiji Oguri e Yohei Oki (id inc.ed ex-Nendo), Shinya Yoshida (Shinya Yoshida Design) o Keita Akiyama (Fushigi Design).

 

Budbrand

In questo festival della fantasia nipponica non è mancato nemmeno un gradito ritorno: quello delle idee decisamente “fuori dagli schemi” portate al Fuorisalone da Budbrand, eccentrica realtà votata alla scoperta e alla promozione su larga scala della prossima generazione di designer giapponesi. Per il progetto di quest’anno, Budbrand ha scelto il tema delle Celebrations, riunendo una serie di stravaganti oggetti-regalo, pensati per emozionare, rendere indimenticabili le occasioni di festa e soprattutto portare gioia a chi li riceve.

 

Studio Yoy

A completare l’enclave giapponese presente al Superstudio Più, le creazioni del giovanissimo e pluripremiato studio Yoy di Naoki Ono e Yuki Yamamoto. Per il loro debutto tra gli spazi dell’hub di via Tortona, i progettisti dello studio di Tokyo hanno portato una selezione dei loro prodotti più fortunati. Suggestivi oggetti ed elementi d’arredo, all’interno dei quali la tecnologia è sempre al servizio della voglia di sorprendere, come nel caso degli sgabelli-tronchi d’albero Trunk, del sottilissimo speaker-display Cotodama, delle lampade-dipinto Paint o dell’orologio-meridiana Sundial.


di Francesco Marchesi / 2 Maggio 2018

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