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LA CUCINA A VISTA (SALONE) DI CLAUDIO SADLER

Con i suoi ristoranti alla fiera di Rho si è guadagnato il titolo di chef del Salone del Mobile, ma Sadler è uno chef dell'essenziale, anche quando si parla di arredare la cucina

Courtesy Photo

Claudio Sadler è uno degli chef più conosciuti in Italia, e non solo per la cucina creativa e accurata che si basa sulle tradizioni della classica cucina italiana regionale reinvientata con innovazione.

È stato uno dei fondatori dell’Associazione “Jeunes Restaurateurs d’Europe”, consulente gastronomico per aziende del calibro di Autogrill e McDonald’s, e riviste di settore, presidente dei ristoratori milanesi e dell’associazione “Le Soste”.

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Il primo ristorante di Sadler, “Locanda Vecchia Pavia”, l'ha aperto nel lontano 1982 nell'omonima città. Quattro anni dopo, ha fondato “Osteria di Porta Cicca” in Ripa di Porta Ticinese a Milano, che nel 1991 riceverà sua prima stella Michelin.

Contemporaneamente all’attività del ristorante si dedica all’insegnamento e nel 2002 crea “Q.B. Centro di Cucina Enogastronomico” dove insieme ad altri insegnanti organizza corsi per professionisti e appassionati.

La carriera di Sadler segue un'ascesa vertiginosa quando apre ristoranti a Tokyo, a Pechino in piazza Tienanmen e pubblica sei grandi libri di ricette, editi da Giunti.

Dopo anni di brillante carriera sui Navigli milanesi, il ristorante Sadler si trasferisce in via Ascanio Sforza 77. Nel 2007 apre due ristoranti all’interno del polo fieristico di Rho, che ospita Salone del Mobile. Chic’n Quick e Sadler in Fiera, tramite cui si guadagna il titolo di Chef di Salone del Mobile.

A novembre, dopo 15 anni, ha perso la seconda e: "Beh, sicuramente da questa vicenda ho imparato una lezione: da oggi in poi farò molta più attenzione all’immagine mia e del ristorante. E anche e al lato più social, quello che ti fa viaggiare su Facebook e su internet. Quello che ti rende mediaticamente famoso. Ecco, se devo ragionare e dire cosa ci è mancato, a noi forse è mancato solo questo. Nient’altro" diceva Sadler al Corriere della Sera.

Con lui, lo chef che si cura molto della cucina e meno dell'immagine, abbiamo voluto fare una chiacchierata a pochi dall'inizio del Salone 2018, e di Eurocucina, per tornare all'essenziale anche nel modo di arredare la cucina, "senza fronzoli e complicazioni".

Parliamo di cucine a vista: perché pensi che alle persone piaccia così tanto vedere come si costruisce un piatto?

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Sicuramente la cucina a vista dà un senso di pulito e ordinato e quindi predispone meglio i clienti che sentono di avere una maggior garanzia sulla qualità del cibo.

A casa tua hai una cucina open space o separata?

A casa mia la cucina è open space e quando cucino amo farlo con calma e spesso coinvolgo gli amici e mi faccio aiutare mentre cucino, condividendo la realizzazione dei piatti, per chi ha voglia di farlo. È un momento di piacere reciproco. Cucino con un altro spirito a casa, non ho tempi stretti da rispettare come al ristorante e ho sempre modo di preparare un piatto chiacchierando o coinvolgendo i miei ospiti. Per me è puro divertimento.

Segui la tua filosofia in cucina anche nell’arredo della cucina stessa?

La mia cucina è arredata in maniera molto semplice, come quella di una casa normale. Niente di sofisticato, ma c’è tutta l’attrezzatura che serve per cucinare bene. Il mio stile di cucina vi si adatta perfettamente: è semplice, immediato, fresco.

Qual è il tuo mantra in cucina?

Il mio mantra è sempre stato quello della freschezza e della semplicità. Non amo gli arzigogoli, sono una persona a cui non piacciono le complicazioni.

5 elettrodomestici di cui non potresti fare a meno?

Frullatore ad immersione, un forno multi funzione, l'abbattitore, la macchina per il sottovuoto e il grill.

Quello che non hanno ancora inventato?

Un frigorifero conservatore che al suo interno crei il vuoto atmosferico, e la possibilità di eliminare le cariche batteriche.

Quest’anno al Salone del Mobile ci saranno Eurocucina e FTK _ Technology for the Kitchen, dedicata agli elettrodomestici. Immagino ci andrai. Cosa speri di vedere?

Andrò come ogni anno al Salone, anche perché all’interno della Fiera ho dei ristoranti che operano. Mi piacerebbe vedere delle cucina che generano poco calore e delle pentole che non fanno attaccare il cibo.

Se dovessi consigliarci un ristorante a Milano, dove ci manderesti?

Dipende dall’occasione ma in linea di massima per una cena top direi il Seta di Antonio Guida.

In apertura: CLAUDIO SADLER CI RACCONTA COSA SI ASPETTA DI VEDERE DAL SALONE DEL MOBILE, COME VIVE LA CUCINA E CI SUGGERISCE UN INDIRIZZO DOVE MANGIARE BENE A MILANO.

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