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irefuse Italia

20 anni di design secondo Beppe Finessi

A Milano, presso la Fabbrica del Vapore un tuffo nella storia del SaloneSatellite, nel mondo dei giovani, dei loro talenti e idee. Raccontata da chi l'ha curato

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La mostra "SaloneSatellite. 20 anni di nuova creatività" in corso fino al 25 aprile a Milano, presso la Fabbrica del Vapore. A cura di Beppe Finessi, mette in scena 500 progetti e idee passati dal SaloneSatellite, manifestazione del Salone del Mobile dedicata agli under 35, ideata da Marva Griffin.
Seguendo le 3 navate dello spazio della Fabbrica del Vapore, l'allestimento propone 3 grandi temi: forma (foto), innovazione tipologica e sperimentazione materica e costruttiva.
Foto di: Ugo Dalla Porta

A Milano il Salone del Mobile è ancora nell’aria, confermandosi evento di straordinaria portata e occasione di riflessione sul design e la sua storia, tra archistar e giovani talenti. Per chi ancora non l’avesse vista, si raccomanda la mostra “SaloneSatellite. 20 anni di nuova creatività”, di scena alla Fabbrica del Vapore fino al 25 aprile, a cura dell’architetto e Professore Beppe Finessi, dedicata appunto alle idee che sono passate ed emerse dal SaloneSatellite, nato nel 1997 all’interno della fiera, su impulso di Marva Griffin, come vetrina e opportunità per gli under 35 (leggi anche → SaloneSatellite 2017, i giovani da tenere d'occhio).  Ci introduce e guida alla mostra e a questi 20 anni di nuova creatività Finessi stesso, in una conversazione tra giovani, innovazione e Bruno Munari.

  

Beppe Finessi presso la Fabbrica del Vapore - Foto di: Ugo Dalla Porta

Il SaloneSatellite compie 20 anni.
È un compleanno davvero importante ed era doveroso celebrarlo: la manifestazione, che ha ideato e inventato da zero Marva Griffin, ha avuto un successo straordinario, tenendo a battesimo decine e decine di designer, molti dei quali sono diventati personaggi noti e di riferimento, alcuni delle grandi star, come Marc Newson, Tom Dixon, le Front, Nendo. Marva, la grande madrina del design, come la definisce Paola Antonelli. Al tempo stavano nascendo ed erano sempre più frequenti gli eventi del FuoriSalone ma i giovani non sapevano bene dove posizionarsi: Marva ha così pensato di costruire un evento dedicato a loro, all’interno della fiera di Milano, in accordo con il Salone del Mobile, proprio avvantaggiandosi del fatto che da lì passavano imprenditori, giornalisti e critici.

Foto di: Ugo Dalla Porta

Questi 20 anni: come racchiuderli in una mostra?
Sono circa 500 i pezzi esposti, presentati nel corso degli anni al SaloneSatellite da vari autori. Abbiamo dovuto ricostruire quasi tutto! Il dabatase era superato, non c’erano più gli indirizzi giusti, non c’erano le email. Sono circa 10.000 i designer passati dal SaloneSatellite e questa è solo una piccola parte di tutti i pezzi che sono passati in questi 20 anni, abbiamo fatto una grossa selezione, anche degli autori stessi, scegliendo doverosamente, come fa parte del nostro mestiere. E una volta che è stato individuato questo spazio, la Fabbrica del Vapore, abbiamo ordinato la mostra in 3 atti, che corrispondono alle 3 navate: una centrale più ampia, e due laterali più ridotte.

Foto di: Ugo Dalla Porta

Ci illustra il percorso?
Non abbiamo diviso gli oggetti per famiglie o tipologia, ma volutamente mescolati: sarebbe assurdo cercare di catalogare e classificare troppo, perché la storia stessa del SaloneSatellite è sempre stata effervescente e mescolata. Tengo a sottolineare il lavoro straordinario fatto da Ricardo Bello Dias, che ha pensato un allestimento molto arioso: abbiamo provato a raccontare 3 storie intorno a queste 3 possibilità, cercando di onorare e sfruttare al meglio lo spazio. La navata centrale presenta una serie di oggetti intorno al grande tema della forma: valenza scultorea, decorazione, allegoria, allusione, metafora, humor, anche ricerca della semplicità e del segno.

Foto di: Ugo Della Porta

E le due navate laterali?
Una è dedicata all’innovazione tipologica (foto sopra): cioè a chi ha ripensato interamente a un tema, da una seggiola girevole a un porta compact disc, o  a una cuccia per i cani, ri-immaginandoli da zero. Non la forma o la decorazione, ma propria l’idea di ripartire da zero.

Foto di: Ugo Dalla Porta

E l’altra navata, la terza e ultima sezione della mostra?
Ci sono i progetti (foto sopra) che hanno a che fare con la ricerca e la sperimentazione costruttiva e materica, e con i temi emersi in quegli anni, dai materiali poveri all’attenzione all’ecologia, al mondo delle stampanti 3D etc di oggi.

Tornando ai protagonisti e al senso del SaloneSatellite: i giovani. Come emergere oggi, in un panorama sempre più competitivo? Lei è Professore al Politecnico di Milano, cosa consiglia ai suoi studenti?
Ognuno deve trovare la propria dimensione. Li sprono certamente a essere informati e aggiornati, oggi un giovane non può essere fermo a Le Corbusier o anche a Gae Aulenti e Philippe Starck, deve sapere cosa stanno facendo i Bouroullec o Konstantin Grcic, o i fratelli Campana. Ovviamente poi, pian piano, deve maturare una propria identità e cercare di irrobustirla e sostenerla, guardandosi intorno, viaggiando, ma dandosi il giusto tempo. La nostra società è così accelerata, ma non bisogna avere frenesia. Tengo un corso che ho chiamato “Imparare una cosa al giorno”: li sprono a  ritagliarsi tutti i giorni un momento in cui continuare a imparare, e di solito basta poco tempo, basta ritagliarselo.  

E i suoi Maestri? “Imparare una cosa al giorno” sembra molto munariano
Sono allievo di Bruno Munari. Ho avuto la fortuna di essere stato vicino a lui, ad Angelo Mangiarotti, Vico Magistretti, Achille Castiglioni ed Ettore Sottsass e ancora oggi ad Alessandro Mendini. Sono dei giganti che hanno insegnato a tutti noi.

Foto di: Ugo Dalla Porta

Prima parlava della sezione dedicata all’innovazione tipologica. Innovazione: che cosa è? Come continuare a innovare?
Innovazione tipologica è una parte importante di questa mostra e prova che, sempre, come diceva Munari, si può fare in un altro modo. Munari lo diceva di fronte a qualsiasi cosa, anche quando prendevi il tè con lui, disegnavi un quadrato o mettevi un libro nello scaffale: ti provocava a mettere in gioco un altro punto di vista. Qui ci sono tanti giovani che hanno dimostrato che si può fare diversamente un comodino, un baule da viaggio, un vaso per fiori, confermando che esiste sempre la possibilità di riprendere in mano una tipologia che sembrava apparentemente consolidata.

Che cosa, infine, accende oggi i suoi occhi?
Le piccole grandi invenzioni costruttive, a me interessano le piccole cose che cambiano il mondo, e il lavoro sullo humor, sul sorriso. L’intelligenza è un valore assoluto, ed esistono tanti modi di fare bene il proprio lavoro.

Foto di: Ugo Dalla Porta

SaloneSatellite. 20 anni di nuova creatività: a cura di Beppe Finessi - allestimento Ricardo Bello Dias e progetto grafico Leonardo Sonnoli
Milano, Fabbrica del Vapore
Via Procaccini 4
fino al 25 aprile: 10-19
ingresso gratuito
Catalogo Corraini Edizioni

SCOPRI ANCHE:
 3 mostre da vedere a Milano ad aprile 2017

 


di Caterina Lunghi / 20 Aprile 2017

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