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irefuse Italia

Nel 2018 tornerà di moda la spilla. Parola di Patrizia di Carrobio, la regina dei diamanti

Il nuovo libro "Una vita a gioiello" di Patrizia di Carrobio e i suoi consigli per distinguersi, sempre e senza spendere cifre da capogiro, nel 2018

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Illustrazione di Marco Milanesi per il libro "Una vita a gioiello" di Patrizia di Carrobio

Diamanti e pietre preziose, ma sempre con un pizzico di divertimento, di brio e grande disinvoltura. Giocare e osare negli accostamenti, mescolando materiali e valore, per distinguersi e sorprendere, sempre a proprio agio.

Patrizia di Carrobio è stata una delle prime banditrici donne di Christie's New York, divenendo in poco tempo Responsabile del Dipartimento Gioielli della casa d'aste più famosa del mondo. Oggi commercia diamanti, pietre preziose e gioielli vintage, affermandosi tra le voci internazionali più esperte e autorevoli del campo. Genitori italiani, Patrizia è nata in Canada e ha vissuto a Bruxelles, Roma, Milano e Londra. Oggi vive a New York, con ufficio nel cuore di Manhattan, ma anche un filo diretto preferenziale con l’Italia, dove sta tornando sempre più spesso e sta presentando il suo nuovo libro. Il titolo? "Una vita a gioiello". 

Patrizia di Carrobio in un disegno di Marco Milanesi

Patrizia, il tuo nuovo libro: "Una vita a gioiello", brioso fin dal titolo. Di che cosa si tratta?

Cercavo un titolo che potesse far capire che si parlava di gioielli ma pure di vita. Non è un libro sui gioielli, ma parlando di gioielli parla anche di vita, della mia.  Mi considero una donna molto fortunata, perché penso che la mia vita, che non posso dire sia stata facile, ma di sicuro è bella, posso dire che me la godo.

Il nuovo libro di Patrizia di Carrobio "Una vita a gioielli" - edizioni Polistampa

Siamo ormai nel 2018, quale sarà il gioiello dell' anno nuovo o che ti auguri torni?

La spilla, io credo ritornerà. Mi rendo conto che ha degli aspetti negativi, per esempio: uno, quando la metti, sulla spalla più o meno, tu non la vedi. Ma si può giocare: perché non metterla sul bordo di un vestito, sopra il ginocchio per esempio, o su una sciarpa, o sul polso messa con un nastro? Ne potresti mettere due o tre insieme, una e una su ogni spalla: ci possono essere milioni di usi diversi!

Grandissima disinvoltura e gioco… il divertimento sembra una chiave della tua vita e delle tue scelte.

Esatto. Ho degli orecchini di cartone, realizzati dall'amica Angela Simone, e mi diverto quando tutti mi dicono “Oh che begli orecchini!". subsconsciamente o inconsciamente, lo faccio per “rimettere in questione qualcosa”, per scioccare. Credo non ci sia mai un solo modo di fare le cose. Dico scioccare, ma intendo dare l’opportunità agli altri di pensare che lo stesso oggetto può venire usato in molti modi diversi.

Tu per prima, commerci diamanti, rappresenti gli ambienti più prestigiosi e facoltosi al mondo e...  indossi orecchini di cartone e vedo uno Swatch!

Mi piace metterlo, e questo fa impazzire il mio ex marito! Mi diverte mettere lo Swatch rosa con l’anello di diamanti. Anche le mie figlie mi dicono “mamma non puoi andare alla presentazione del tuo libro così” e io rispondo “e perché no?”. 

Tornando alla spilla, che nel nostro immaginario porta male, come le perle… Miti da sfatare? 

È una questione semplice: la spilla punge e quindi ti puoi far male. È come passare sotto la scala, è una cosa molto italiana. Passare sotto la scala può essere pericoloso perché se qualcuno sta dipingendo e ha un secchio di pittura in mano, magari gli scappa e te lo prendi in testa! O come l’ombrello in casa: si dice porti male perché bagna tutta la casa. Se tu guardi, molto spesso, queste tradizioni e credenze hanno origini logiche, ma non è per questo che poi portano male. Pensiamo anche all'opale: è una pietra molto fragile e quindi si può rompere facilmente.

E per quanto riguarda la perla?

Forse si crede porti male perché ha la forma delle lacrime, ma in realtà la sua formazione è molto istruttiva: in fondo al mare un'ostrica produce un simile splendore per liberarsi di un corpuscolo estraneo.  

Le regole del bon ton dei gioielli?

Nessuna regola! Dipende da come ti vesti ma davvero ti puoi mettere quello che vuoi, anche un bracciale Art Déco che esce dalla manica del golfino. Molto è come tu porti le cose. Una collana di diamanti importante messa su un pullover a collo alto: splendida ma dipende da come ci si sente. 

Un disegno di Marco Milanesi per Patrizia di Carrobio

La sera secondo Patrizia di Carrobio?

Non ci sono gioielli da giorno o da sera, come dicevo, s’indossa quello che piace. La sera è il momento sociale per eccellenza, di scambio con gli altri. Bisogna essere aperte, sentirsi a proprio agio, indossare gioielli che ci svelino, non che ci nascondano. ll gioiello da sera è quello che ti fa sentire splendida! Come dico sempre, conta quanto ci si sente belle con un determinato gioiello, non quanto vale.

La mondanità a New York, dove vivi.

Se tu vai alla prima del Metropolitan Opera, vedrai le signore ricoperte di vestiti e gioielli importanti, ma direi che nella vita normale è molto raro che ci sia il gioiello della sera, anche perché oggi nelle grandi città la gente non vive più vicino a casa e non torna più a cambiarsi. Vivo a New York: si esce la mattina e si rientra dopo cena, ed così anche a Milano, Roma, Londra e Parigi.  

Un consiglio per fare la differenza?

L'idea che ti diverte. Io ho un bracciale in diamanti, ceramica, corda e oro.  È creato da James Taffin de Givenchy: è quell'oggetto sì di valore, ma non eccessivo, ma quello che mi diverte è che tutti lo guardano per i suoi colori e combinazioni. Chi è del settore lo capisce, chi è fuori no, ma comunque si fa notare. Come i gioielli di alluminio, rame etc e materiali poveri di Laura Cadelo Bertrand. 

Illustrazione di Marco Milanesi per Patrizia di Carrobio

Domanda classica: l’anello di fidanzamento?

È tornato molto di moda, sicuramente negli Stati Uniti, ma sto vedendo anche in Italia, anche se la gente si sposa meno. È tornato di moda perché forse protagonisti del settore come De Beers e Tiffany hanno veramente spinto il mito anello di fidanzamento. C'è stato questo 'push" e, che si voglia o meno, la moda ti influenza. Ma puoi anche trovare alternative, come mio nipote che quando si è fidanzato a lei ha regalato una bici! Sono già sposati da due anni e non ho mai sentito reclamare l'anello! 

Venendo a te, nel libro racconti che ti sei sposata due volte e nemmeno un anello di fidanzamento! 

Per il primo matrimonio, ero abbastanza bastian contrario, volevo rompere con le tradizioni e non lo volevo io. Nel secondo caso invece mi sarebbe piaciuto, ma è arrivata una collana! 

Patrizia di Carrobio banditrice da Christie's in un disegno di Marco Milanesi 

Restando a te, i tuoi esordi? La tua vita in questo mondo?

A 24 anni ho deciso che volevo lavorare nei gioielli, parliamo di quasi 40 anni. A quell’epoca, donne nel settore ce n’erano molto poche, quindi mi sono detta “Io devo lavorare per una casa d’aste, perché è lì che posso imparare”. Sono andata da Christie’s Londra ma non volevano donne. Poi con il mio primo marito mi sono trasferita a New York e qui ho cominciato come assistente dell’assistente dell’assistente: a poco a poco mi sono fatta l'occhio, e probabilmente l’avevo già pronto, e quindi ho fatto carriera, divenendo sempre più esperta. Ho chiesto di diventare banditrice, andavo a lezione e mi hanno messa sul podio per fare le aste. 

E oggi?

Oggi quello che faccio è comprare e vendere gioielli e pietre preziose.

Il gioiello rimane sempre un porto sicuro come investimento?

Allora, quando io vendo, non vendo mai con quell’idea, perché come tutto nella vita, come la borsa e l’immobiliare, è soggetto alle mode e al momento, come l’Upper East Side che a New York fino a 15 anni fa era il quartiere più ambito della città, e oggi è stato sorpassato da altre zone molto più care. Cambiano i gusti, cambia quello che la gente vuole e ricerca, e cambiano pure i prezzi del mercato: l'oro scende, sale, i diamanti salgono, scendono… Però penso che se guardiamo a un gioiello prezioso ha sempre senso investire.

Illustrazione di Marco Milanesi per Patrizia di Carrobio

Cosa hai imparato dalla tua esperienza?

Mai assumere! E discrezione! Non sai mai chi hai davanti, capita che un marito compri due gioielli identici e uno è per la moglie e l'altro per l'amante!

Paese che vai gioiello che trovi e vuoi?

Se devo generalizzare direi che in Russia sono molto "show off", come in fondo sono sempre stati. Se guardi alla Cina, magari comprano gioielli più discreti ma anche loro in realtà amano ostentare; e i cinesi sono i più grandi compratori al mondi di giada. E direi che il Middle East è invece oggi il più grande compratore di perle naturali, però chiede anche misure e tagli molto “big”. In America sono molto tradizionalisti. 

Conto alla rovescia per l'ultimo dell'anno, per finire, cosa consigli?

Per me non si pone il problema perché andrei a letto alle 10! Ma per chi lo ama e lo festeggia, direi via libera a qualsiasi accostamento e divertimento, è la notte dove osare, e soprattutto deve sentirti bella, per affrontare l’anno nuovo con la marcia giusta.

Patrizia di Carrobio. Foto di Pucci Scafidi

www.patriziadicarrobio.com


di Caterina Lunghi / 30 Dicembre 2017

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