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Zaha Hadid, la Dama delle linee fluide, e l'opinabilità della matematica

Archistar e designer scomparsa prematuramente un anno fa, Hadid ha lasciato il suo segno inconfondibile in giro per il mondo

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© Christopher Pillitz

La donna dell'architettura, Zaha Hadid, ci lasciava a 65 anni poco più di un anno fa. Ma i suoi progetti hanno impresso un segno indelebile nelle metropoli del mondo intero, e il suo studio continua a firmare edifici e collezioni di design, portando avanti la contemporaneità del suo decostruttivismo

Se n'è andata poco più di un anno fa Zaha Hadid, la Dama dell'architettura, la regina del design che ci ha mostrato l'eleganza della curva.  Il mondo la piange e le sue creazioni sono sempre più apprezzate dal pubblico e dagli addetti ai lavori, tanto che qualcuno parla di Zaha Hadid mania. Eppure lo stile dell'archistar irachena naturalizzata britannica non nasceva certo per compiacere. Non è un caso che anche i suoi progetti figurassero tra quelli esposti alla celebre mostra organizzata nel 1988 da Philip Johnson al MOMA di New York, Deconstructivist Architecture. I suoi edifici, come quelli di Rem Koolhaas, Frank O. Gehry, Daniel Libeskind e Bernard Tschumi de-costruivano i diktat del razionalismo e del postmodernismo dell’epoca.

Cittadina del mondo, a neppure 30 anni aveva già vissuto in tre paesi e due continenti. Dopo la laurea in matematica a Beirut, scelse l'architettura ma soprattutto una città, Londra, che divenne il suo pied-à-terre e la sede dello studio Zaha Hadid Architects, oggi animato da più di 200 architetti.  Il Regno Unito l'ha ripagata con la cittadinanza e due onorificenze: Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico nel 2002 e Dama di Commenda dell'Ordine dell'Impero Britannico nel 2012. Titoli che si aggiungono ai prestigiosissimi premi vinti nella sua lunga carriera, stroncata prematuramente da un infarto. Come la medaglia d’oro del Royal Institute of British Architects o il Pritzker Architecture Prize, il Nobel dell'architettura, che solo due donne hanno conquistato: Kazuyo Sejima e appunto Zaha Hadid.

LA MATEMATICA IN ARCHITETTURA

Vincitrice di molte competizioni internazionali, Zaha Hadid ha firmato progetti in tutto il mondo. Dal London Acquatics Centre al Centro per l’Arte Contemporanea Rosenthal negli Stati Uniti, dalla stazione funicolare di Innsbruck alla Guangzhou Opera House in Cina, dall'Heydar Aliyev Cultural Center di Baku (foto sotto) allo Chanel Mobile Art Pavilion, un progetto itinerante che ha toccato alcune delle metropoli più importanti tra Oriente e Occidente (scoprite di più → Zaha Hadid, omaggio alla dama dell'architettura).

© Hufton+Crow

Segno distintivo sono le forme fluide e aerodinamiche, a volte più oblique o spigolose, a volte più arrotondate, eredità importante per gli architetti contemporanei (scoprite di più → Da Zaha Hadid a Frank O.Gehry, ecco le architetture fluide delle archistar). "Le linee fluide (dichiarò lei stessa una volta) non sono altro che l’adattamento della forma a un nuovo concetto di spazio più dinamico, flessibile e alternativo. Una prospettiva geometrica multipla e frammentata, che rivela l’opinabilità dei numeri e delle formule".

© www

Ma forse soprattutto un linguaggio organico e multi-prospettico capace di integrarsi con l'ambiente circostante. Come dimostra l'hotel progettato da Zaha Hadid Architects nello Yucatan, sulla Riviera Maya: un perfetto esempio di bioarchitettura (scoprite di più → Bioarchitettura? L'esempio perfetto si trova nello Yucatan).

L'ITALIA DI ZAHA HADID

È in Italia l'ultima realizzazione architettonica firmata dall'archistar: il terminal marittimo di Salerno, inaugurato nel 2016. Un tripudio di linee flessuose in ferro, vetro e cemento che unisce idealmente e fisicamente la terra al mare.

© Zaha Hadid Architects

Poco distante, a Napoli, c'è invece la controversa stazione TAV Afragola: isolato nella campagna campana, pare un elegante pitone albino incantato dal suono di qualche tammorra.

© Courtesy Fondazione MAXXI

Questa e altre strutture rivoluzionarie sono celebrate in questi giorni e fino al 14 gennaio 2018 al MAXXI di Roma, nella mostra L'Italia di Zaha Hadid (scoprite di più → In mostra a Roma L'Italia di Zaha Hadid).

IL SENSO DI ZAHA PER IL DESIGN

Ma Zaha Hadid non è solo architettura: sono rinomati anche i suoi oggetti di design progettati con alcuni dei più importanti brand di arredamento e di moda. L'archistar ha vestito ogni ambiente della casa, dalla cucina al living, e tra le ultime collezioni c'è l'arredo bagno Vitae (foto sotto), in collaborazione con Noken e Porcelanosa: una celebrazione dell'acqua, che "grazie al suo movimento dà vita alle sue creazioni più spettacolari”  (scoprite di più → L'arredo bagno del futuro nella linea Vitae di Zaha Hadid per Porcelanosa).

Le sue inconfondibili linee sinuose si sono poi trasformate in esclusivi accessori per donna. Dai gioielli realizzati assieme al brand danese Georg Jensen (scoprite di più →  Il segno inconfondibile di Zaha Hadid si trasforma in un gioiello) fino alle borsette clutch di Perrin Paris, le sue preferite (scoprite di più → Sai quali erano le borsette clutch preferite di Zaha Hadid?).

Perché, nella fertile fantasia di uno dei più grandi talenti del nostro secolo, la creatività non ha confini. E le curve, celebrazione istintiva della figura femminile, diventano con la medesima spontaneità spazi da vivere e sculture da indossare. 


di Alessandra D'Angelo / 8 Agosto 2017

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