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L'eleganza è solo questione di come si collocano gli oggetti negli spazi

L'interior designer Louisa Grey ci racconta di quell'elegante semplicità che trasforma uno spazio in un luogo capace di generare equilibrio

Courtesy photo

LA DESIGNER LONDINESE LOUISA GREY REALIZZA PROGETTI IN TUTTO IL MONDO. L'OBIETTIVO? REALIZZARE QUELLA CHE LEI DEFINISCE “UN’ELEGANTE SEMPLICITÀ”, OVVERO INTERNI DALL'ESTETICA NATURALE E PROGRESSISTA AL TEMPO STESSO.

Conosciuta per il suo forte senso di collocazione degli oggetti all'interno degli spazi, Louisa Grey ha sviluppato nel tempo il suo stile unico stile che le consente di stare sempre al di sopra delle righe.

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Sarà forse dal suo background in Textile Design con una laurea alla Chelsea School of Art, che deriva la sua tendenza a sperimentare nel lavoro, in una costante sperimentazione di materiali – grezzi e lavorati – e composizioni.

Al fine di trovare la giusta ispirazione, Grey viaggia costantemente da un lato all'altro del mondo, dove realizza progetti che le permettono di applicare la sua personale filosofia e le consentono di immergersi intensamente nel processo creativo.

Negli anni, tra i numerosi progetti ha collaborato con marchi del calibro di Loewe, Carl Hansen & Son, Novi, Naked Kitchen, e ha realizzato alcuni set design per irefuseation UK.

L'abbiamo incontrata nel suo studio londinese, di passaggio tra un viaggio e l'altro, e ci ha raccontato dei suoi progetti presenti, passati e futuri.

Come definiresti il tuo stile?

Il mio lavoro nel campo di design deriva dal desiderio di voler creare ambienti sereni e raffinati. Cerco sempre di realizzare quella che chiamo “un’elegante semplicità”, ovvero un'estetica naturale e progressista allo stesso tempo.

Come tante altre persone, anni fa ho iniziato a sentirmi eccessivamente bombardata da immagini di ogni genere, e ho iniziato ad essere fortemente attratta da estetiche più minimali in grado di generare un equilibrio attorno e dentro chi le guarda e le vive.

La società moderna, che oscilla sempre più lontana dal nostro centro di calma e serenità, ha bisogno di semplicità, con qualche accento di lusso, sottile e raffinato.

Courtesy photo
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Sarà forse per questa tua filosofia profonda e innovativa che Loewe ti ha scelto per realizzare un'installazione?

Probabilmente. È stato un lavoro di squadra. Mi è stato chiesto di collaborare con Studio Small e lavorare con il direttore creativo Bodo Sperlein.

Alla fotografia, ci ha pensato Jon Day, che ammiro molto a livello personale e con il quale avevo già avuto il piacere di collaborare in precedenza. Tutti gli elementi del progetto erano in perfetta sintonia tra loro.

Foto Jon Day

Nella foto: l'installazione realizzata da Louisa Grey per Loewe

Nel tuo lavoro quanto segui le mode e i trend?

Poco. Qualunque siano i trend del momento, per noi, il concetto del “sempreverde” è decisamente un punto cardine di quel lusso discreto a cui miriamo. Nei nostri progetti non ci appoggiamo sempre e necessariamente a grandi marchi, bensì cerchiamo di circondarci di oggetti che arrivano dopo un’attenta riflessione e profonde considerazioni.

Penso fortemente che come società, siamo stati spinti a comprare cose di cui non abbiamo reale necessità, o che magari neanche promuovono sensazioni di benessere o gioia di vivere. La nostra estetica presente e futura si sviluppa intorno all’idea che tutti dovremmo poter ricavare un piacere dagli oggetti posizionati intorno a noi.

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Quindi per voi, tutto ruota attorno alla capacità di selezionare gli oggetti giusti...

Sì. Nel nostro lavoro desideriamo enfatizzare l’atto in sé di raccogliere individualmente tutti i pezzi ed evocare benessere, anziché disorientamento, all’interno di un ambiente. I nostri clienti desiderano intraprendere un viaggio, un’esperienza, all’interno di una cornice che è come un santuario personalizzato, con grandi potenzialità di soddisfazione e realizzazione interiore.

Foto Michael Sinclair
Foto Michael Sinclair

Nelle foto: lo studio di Carl Hansen & Son realizzato da Louisa Grey

Dove pensi si dirigerà il mondo del design nel futuro prossimo?

Percepisco già un incremento nelle richieste dei singoli clienti: alcuni ne avranno di più stravaganti, altri opteranno più per dei semplici rinnovi o stili minimali, e altri ancora desidereranno un mix.

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Come anche con l’arte. Con quali artisti collabori?

Abbiamo una serie di artisti con cui ci piace lavorare, tra cui tanti emergenti, ma al momento i preferiti sono WHY-J con la serie S-M-A-S-H-E-R e le ceramiche Bikis. Ci piace collaborare con gli artisti rimodellando il loro lavoro cosi da renderlo “su misura” per noi.

In qualche occasione, capita anche di trovare un artista il cui stile è già di per se perfetto per noi e ciò da spesso vita a una magnifica sinergia. Amiamo aggiungere elementi di narrativa nel nostro lavoro, per creare una conversazione fra gli arredi.

Foto Malcome Menzies

Nella foto: gli interni realizzati da Louisa Grey per Naked Kitchen

Quale parte del tuo lavoro ami di più?

Adoro il brainstorming iniziale con il cliente riguardo ciò che desidererebbe ottenere dalla collaborazione con noi. E' lì che a mia mente inizia a produrre idee e a sviluppare uno scenario.

Dove produci le tue creazioni?

Lavoriamo in un contesto variopinto ma solo con un determinato numero di artigiani e fabbricanti accuratamente selezionati per la produzione dei pezzi.

Facciamo del nostro meglio per riuscire a produrre quanto più possibile nei confini del Regno Unito ma, a volte, ciò non è fattibile a causa del Paese in cui il progetto si trova. In quel caso, produciamo localmente in modo da ridurre quanto più possibile l'impatto ambientale, le logistiche e i costi di spedizione.

Foto Jake Curtis

Nella foto: il set design di Louisa Grey per irefuseation UK


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