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irefuse Italia

#compleanno: Gai Mattiolo, stilista della Roma perduta

La vera storia dello stilista che è partito da Roma, e dai bottoni, per dettare la legge della moda

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Getty Images

Gai Mattiolo (al secolo Gaetano),“enfant prodige del look”, “uomo del prét-à-gagner”, “cucciolo fra chic e top”: sono i titoli dei giornali degli anni Novanta, quando Gai Mattiolo è stilista osannato dal mondo della moda e dai vip, quando fa le sue comparse tra Naomi Campbell e Carla Bruni.

In occasione del suo 49 compleanno, ripercorriamo i passi dello “stilista dei papi”, nella cui storia c’è un pezzo di Italia, e tanta romanità: iniziamo dalla fine degli anni ’80, quando a 19 anni apre la sua prima boutique nel centro di Roma e si fa conoscere per i preziosissimi bottoni, spesso vere e proprie sculture. È un successo, così come la sua prima sfilata pret-à-porter (1987): a Roma tutti amano il colore e lo sfarzo dei suoi abiti (vestono Mattiolo le signore dei salotti romani, da Ursula Andress ad Elsa Martinelli) e da lì a poco apre filiali in tutto il mondo con i marchi Gai Mattiolo MagliaSchoking GaiGai Mattiolo Tessuti Couture e Gai Mattiolo Royale.

Arriviamo così agli anni Novanta, il vero momento di gloria di Gai Mattiolo che raggiunge il suo clou alla fine del 1996: il 23 dicembre dona a papa Giovanni Paolo II quattro casule sacerdotali, che Wojtyła accetta e che oggi sono conservate in Vaticano, un mese dopo, in occasione del passaggio di Hong Kong alla Cina, dedica una sfilata all’Oriente e fa sfilare Diana Ross con un kimono nero di strass e pizzo.

Foto: Getty Images

Sembra una strada in discesa verso il successo: il 2000 è l’anno dello stile pret-a-couture, con cui mixa lusso e artigianato, degli abiti per Raffaella Carrà, Ivana Trump, Mariah Carey e Sharon Stone, delle campagne pubblicitarie firmate David LaChapelle e Pierre et Gilles.

Una discesa che si interrompe nel 2008, quando viene arrestato con l’accusa di bancarotta fraudolenta per essere assolto 7 anni dopo con formula piena “perché il fatto non sussiste”. 

“Per il 23 dicembre, giorno del mio quarantesimo compleanno, m'ero immaginato una grande tavolata con mia sorella, i cugini, gli affetti più cari e invece mi sono ritrovato lì a pensare ai miei genitori scomparsi e a quando, poco più che ragazzo, mi hanno prestato 50 milioni per cominciare questa avventura nella moda” raccontava lo stilista in un’intervista al Corriere della Sera.

Una delle campagne pubblicitarie fimrate Pierre et Gilles per i profumi di Gai Mattiolo

Un’avventura (brutta) che riporta però lo stilista al cuore del suo lavoro, che è quello di disegnare vestiti, e immaginare un'eleganza seduttiva ma meno clamorosa della Naomi vestita di pelle e rubini degli anni Novanta. Con questo spirito il brand Gai Mattiolo rinasce nel 2016 grazie all’accordo siglato col gruppo toscano Missardi, guidato da Massimo e Alessandro Calugi e torna ad essere sinonimo di lusso e femminilità, senza perdere l'audacia degli anni '80. E vestendo una donna diversa, con – immaginiamo – la nostalgia di una Roma che non c'è più.

Foto: Getty Images


di Carlotta Marelli / 22 Dicembre 2017

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