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Flower design, ecco i 3 nomi che stanno rivoluzionando l'arte dei fiori

Sempre più pittorico e concettuale, questo è il futuro del flower design secondo tre delle sue più celebrate interpreti

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Courtesy of Ariel Dearie

Si ispirano all'arte (dai dipinti ottocenteschi all'estetica pop anni 80) e puntano tutto sulla composizione, drammatica o rarefatta poco importa, purché trasudi personalità: sono le giovani designer che dall’America stanno dettando i nuovi trend in fatto di flower design. Se in passato si perseguiva un effetto naturale, come di fiori appena colti in giardino, e si ricercavano armonie compositive pulite e rigorose, ora la parola d'ordine è osare: abbinamenti audaci, evidenti tocchi artificiali, silhouette grafiche e teatrali traghettano il flower design in una dimensione sempre più concettuale e d'impatto insieme.

Courtesy of MetaFlora

Prendiamo ad esempio il lavoro di MetaFlora, brand newyorkese in cui si esprime il talento irriverente e giocoso di Marisa Competello, ex stilista di moda, che dagli abiti è passata ai fiori, portandosi dietro un approccio sartoriale e decorativo. Ecco allora che le foglie possono essere tagliate in forme geometriche o cosparse di pois viola. Marisa ha sempre un paio di forbici e della vernice spray a portata di mano: può capitare che interi mazzi siano colorati di bianco o blu. L'ispirazione viene dalle vivaci e provocatorie immagini di Patrick Nagel, interprete di punta degli anni 80, capace di passare dalle illustrazioni sexy per Playboy alle copertine new-wave degli album dei Duran Duran. I fiori di MetFlora dialogano tra loro in un intreccio scultoreo che non disdegna qualche nota kitsch, con un’essenza fumettistica, deliberatamente innaturale, che è un’ode divertita e divertente agli anni 80 e al loro cuore selvaggio.

Courtesy of Sophia Moreno-Bunge

Di segno opposto sono i lavori di Sophia Moreno-Bunge, flower designer con base in California, a Santa Monica. Qui si procede per sottrazione, alla ricerca di un minimalismo astratto, semplice solo in apparenza. Pochi fiori sono disposti in un vaso, con gli steli sottili e flessuosi lasciati a vista, come se qualcuno li avesse appena colti. In queste composizioni rade e disfatte, l'aria e lo spazio contano tanto quanto petali e foglie, e l'insieme trasmette un'impressione lirica, puntando sulla forza dell'assenza, che invita l'immaginazione e l’emotività a colmare il vuoto. Qui si può leggere un tributo ad Etel Adnan, scrittore e visual artist libanese dal tratto saturo e astratto, fatto di colori acidi che si inscrivono in geometrie fanciullesche.

 

 

Courtesy of Ariel Dearie

In ultimo, diamo uno sguardo alle composizioni floreali firmate Ariel Dearie, flower designer che si divide tra Manhattan e le campagne fuori New York. L'artista non si limita ad assemblare fiori, ma imposta delle vere e proprie scene, come una coreografa o una pittrice. Non a caso l'ispirazione dietro i suoi lavori d'avanguardia ci riporta in realtà indietro nel tempo, alle nature morte dell'Ottocento. Più che ai celebri pittori fiamminghi, Dearie guarda al francese Henri Fantin-Latour, per la sua tavolozza cromatica tenue e circoscritta. Le singole sfumature la attraggono, diventando spesso il fulcro di bouquet eterogenei in cui ogni fiore declina a suo modo la stessa nota cromatica. Ma non meno importante è ciò che sta fuori dal mazzo o dal vaso. La flower designer ama giocare coi dettagli esterni: un dado rotolato poco distante quasi per caso, boccioli e rampicanti che sembrano cresciuti o caduti sul pavimento, proprio come in una tela.


di Elisa Zagaria / 28 Novembre 2017

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