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Il movimento Slow FLower spiegato da PYRUS, lo studio che vuole fare una Flower Revolution

Il duo Natalya Ayers e Fiona Inglis ci svela il dietro le quinte del proprio lavoro, a cavallo tra provvisorietà e permanenza

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Ritratto di Natalya Ayers e Fiona Inglis, le due fondatrici del flower design studio PYRUS. Foto courtesy PYRUS © Gabriela Silveira

Natalya Ayers e Fiona Inglis hanno fondato lo studio botanico PYRUS nel 2011, vicino a Edimburgo in Scozia, dopo aver scoperto che entrambe condividevano la passione per i fiori autoctoni britannici. Attiviste del movimento slow flower - cresciuto enormemente negli ultimi anni in tutto il Regno Unito - le due designer desiderano cambiare l'industria floreale britannica utilizzando solo fioriture stagionali locali. Ci siamo tuffati nel loro universo per saperne di più sui princìpi e i sogni che guidano la loro pratica progettuale.

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Un’installazione realizzata dal duo per la Woodside Warehouse a Glasgow. Foto courtesy PYRUS © Gabriela Silveira

Il mondo ha bisogno "nientemeno che di una rivoluzione dei fiori", assicurano Ayers e Inglis, secondo le quali la ricerca della perfezione, alimentata dall'industria dei fiori olandese, va assolutamente ostacolata.

Le due designer preferiscono "fiori dal carattere forte, dal movimento unico nei loro gambi piegati, pieni di profumo delicato". Ma vogliono anche "sostenere coltivatori diversi", sperando così di stimolare "il cambiamento sistemico del settore floreale nel tempo", e in definitiva aiutare l'ambiente.

I consumatori stanno lentamente iniziando a cercare fioriture locali, "allo stesso modo in cui cercano prodotti alimentari locali o artigiani”, osservano Ayers e Inglis. Ma nonostante i piccoli segnali incoraggianti il duo non può fare a meno di notare che c'è ancora “una lunga strada da percorrere!”.

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A sinistra: “The Circle Stick” un’installazione minimale sviluppata nel 2015. Foto © Gabriela Silveira; A destra: una scultura sospesa realizzata per la Biscuit Factory. Foto courtesy PYRUS © Gabriela Silveira

Alla base del loro impegno vi è la ricerca di una rinnovata connessione con il mondo naturale; approccio che le ha portate a realizzare il loro proprio giardino in stile vittoriano. Situato vicino a Edimburgo, il terreno di tre ettari serve al duo come laboratorio nel quale far crescere una grande varietà di colture insolite.

Dal 2015 il duo PYRUS si è impegnato a ricreare un giardino fiorito vittoriano autosufficiente a Edimburgo, Scozia- Foto courtesy PYRUS © Nice Rue

"È una sfida enorme ma che accogliamo con favore", sottolineano Ayers e Inglis, convinte che seguire il viaggio dal seme alla fioritura sia fondamentale per la loro pratica creativa.

Perché? Semplicemente perché "coltivare la maggior parte dei fiori che usiamo significa creare una profonda connessione con i materiali che utilizziamo e ci consente di utilizzare elementi di ogni fase del ciclo di crescita: piantine, fiori, materia vegetale in fase di decomposizione e sistemi di radici. È un processo lento ma gratificante per conoscere la storia dello spazio, del suolo e delle condizioni di crescita. Essere artiste e non avere una formazione botanica classica fa sì che ci sia sempre molto da imparare, e questo fa parte del fascino del nostro lavoro." 

Un’installazione floreale che gioca con la transitorietà di rovine e fiori, uno dei fil-rouge di PYRUS. Foto courtesy PYRUS © Bethany Grace

Grazie alla libertà che il background in belle arti e design dà loro, Ayers e Inglis apprezzano l'uso di materiali naturali generalmente trascurati o evitati dai flower designer tradizionali, come erbacce e ceppi, ma anche api morte e ali di uccello imbalsamate.

“Combinare i fiori con altri elementi ci offre maggiori opportunità di realizzare pezzi interessanti. Ogni progetto ha un brief diverso, ma il punto di partenza è sempre il nostro giardino e il paesaggio che ci circonda. Siamo attratte da texture e trame scultoree; le radici, per esempio, hanno un particolare fascino per noi. Ultimamente ci siamo interessate ai funghi e alle relazioni simbiotiche che hanno con le piante", rivelano le due designer.

L’installazione floreale dal carattere delicato è realizzata con fiori selvatici di provenienza locale. Foto courtesy PYRUS © Caro Weiss

Concentrandosi su odore, forme e colori stagionali, le installazioni floreali di PYRUS mettono in discussione tutte le norme che l'industria dei fiori ha modellato e imposto negli ultimi decenni. Soprattutto le nozioni soggettive di bellezza e perfezione. Il progetto “Consummation”, realizzato di recente presso lo spazio 13 Floral Street a Covent Garden (Londra), esprime bene le tematiche che stanno a cuore alle due designer.

Immortalata dalla fotografa Gabriela Silveira, la serie “Consummation” è stata presentata presso lo spazio 13 Floral Street, a Covent Garden (London) nel 2017. Foto courtesy PYRUS © Gabriela Silveira

Ispirata all'arte floreale giapponese dell’Ikebana - che tradizionalmente esplora la relazione tra provvisorietà e permanenza, tra morte e vita - la serie di opere "Consummation" è caratterizzata dalla malinconica combustione di composizioni floreali. "Abbiamo approcciato il progetto con semplicità, lasciando che le immagini raccontassero la potenza dell’atto di bruciare i fiori", spiegano le progettiste. E aggiungono: “si può trovare talmente tanta bellezza nel decadimento. La morte di un fiore è solo una parte del suo ciclo vitale. Questi sono temi che abbiamo appena iniziato a toccare nel nostro lavoro e c'è molto altro da esplorare", spiegano.

Un’installazione botanica e sculturale focalizzata sulla texture e la forma. Foto courtesy PYRUS © Bethany Grace

Dopo aver aperto la porta all'inatteso con “Consummation”, ora Ayers e Inglis prevedono l'ascesa del surrealismo nel mondo del design botanico. Con "visioni utopiche che combinano il reale e l'immaginario" e che aumentano “l'idea di evasione dall’incertezza del mondo", affermano. E assicurano che il desiderio di piante d'appartamento per soddisfare il nostro "bisogno di un po’ di calma" è una tendenza che "non mostrerà alcun segno di diminuzione quest'anno!”.


di Laura Drouet & Olivier Lacrouts / 12 Gennaio 2018

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