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Tutte le donne pioniere dell’architettura americana

La Beverly Willis Architecture Foundation (BWAF) presenta e celebra le 50 donne più influenti nell’architettura a stelle e strisce dal 1880 al 1980

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Alice Constance Austin showing model of house to Llano del Rio colonists, May 1, 1917. Yale Collection of Western Americana, Beinecke Rare Book and Manuscript Library

Sapete quante donne venivano citate nei libri di storia dell'Architettura americana nei primi anni 2000? La risposta è di quelle che sconcertano e lasciano l’amaro in bocca: zero. Nelle biblioteche e negli archivi a stelle e strisce, l’intero mondo dell’edilizia, dell'ingegneria al design, appariva come un club per soli uomini, dove tutto era declinato al maschile. E le donne? Del loro contributo non vi era la minima traccia. Cancellato, dimenticato, ingoiato dal tempo. Finché Beverly Willis, una donna che all’architettura ha dedicato 35 anni della sua vita, ha deciso di colmare questa lacuna.

Beverly Willis & Associates, San Francisco Ballet Building, Main Entrance on Franklin Street at Fulton Street, San Francisco, 1983. Photograph by Peter Aaron, 1984

Per prima cosa, ha unito le forze con la collega Heidi Gifford e le storiche dell'architettura Diane Favro e Lian Mann, fondando nel 2002 la Beverly Willis Architecture Foundation (), un’associazione no profit con una precisa missione: riaffermare il ruolo delle donne nell'architettura, ripartendo dal passato, dalla riscoperta di talenti e lavori tanto importanti quanto misconosciuti. Anni di studi scrupolosi, fatti di interviste, ricerche documentali e fotografiche e fact-checking, hanno riportato alla luce tante storie perdute, che oggi sono raccolte in un nuovo sito Web, chiamato "Pioneering Women of American Architecture".

Louise Blanchard Bethune, Bethune, Bethune & Fuchs, Lafayette Hotel, Buffalo, N.Y., 1904. Western New York Heritage Press

Protagoniste sono 50 donne di cui Beverly Willis e il suo staff hanno ricostruito il percorso e le opere, 50 artiste, intellettuali e combattenti, nate prima del 1940, che con il loro influsso hanno segnato il progresso architettonico tra il 1880 e il 1980. Una selezione durissima, quella operata da una giuria di storici dell'architettura, chiamata a vagliare le candidate sulla base di criteri rigorosi. Il risultato è la galleria che potete sfogliare sul nuovo sito lanciato da BWAF. Qualche esempio?

La prima in ordine alfabetico è Alice Constance Austin, femminista e socialista, che disegnava e sognava un mondo a misura di donna. Il suo progetto più celebre, mai costruito, è datato 1916 e racconta l'utopia di una città ideale, in California, dove le case dovevano essere senza cucina e ricche di soluzioni innovative per affrancare le donne dal ruolo limitante di casalinghe.

Mary Jane Colter, Interior, Hopi House, Grand Canyon, 1905. National Park Service

C'è poi Marion Mahony Griffin, la prima donna d'America (e forse la prima al mondo) ad entrare senza chiedere il permesso in un mondo di uomini. Griffin lavorò al fianco di Frank Lloyd Wright, diffondendo lo stile dell’American Prairie School non solo in patria, ma anche in Australia e India. Ancora, non si può non citare Ada Louise Huxtable, firma di punta del New York Times, che scriveva, e divinamente, di molte cose, tanto da vincere un Premio Pulitzer, ma anche e soprattutto di architettura. Nelle vesti di critico, indirizzò il gusto di un’epoca, decidendo le sorti e la reputazione di stuoli di architetti. Non a caso fu anche la prima donna a diventare membro della giuria del Pritzker Prize.

Ray Eames and Charles Eames, living room in the Eames House, Pacific Palisades, Calif. Photograph by Julius Shulman, 1958 © J. Paul Getty Trust/Julius Shulman Photography Archive Research Library at the Getty Research Institute/Eames Office

Un altro nome da ricordare è anche quello di Ray Kaiser Eames, talento versatile che si cimentò con successo in ogni campo, dalla progettazione architettonica al design di mobili, tessuti e giocattoli. È merito della sua sensibilità artistica se i vivaci e colorati pannelli ispirati ai dipinti di Mondrian comparvero sulla facciata anteriore della celebre Eames House.

Chloethiel Woodard Smith, Keyes, Smith, Satterlee, and Lethbridge, Week-end House for Colonel and Mrs. Julius Wadsworth, Fairfax, Va., 1952. House and Garden, August 1952

E poi ancora Chloethiel Woodard Smith, figura di rilievo a Washington, impegnata sia a tracciare nuovi piani urbanistici sia a promuovere la conservazione del patrimonio storico, Isabel Roberts, allieva di Frank Lloyd Wright dallo spiccato spirito imprenditoriale, e Mary Jane Colter, che tra i primi intuì l’importanza di adeguare le costruzioni al territorio, come dimostrano i suoi progetti nel Grand Canyon National Park.

Isabel Roberts, Eola Park Bandshell, Orlando, Fla., 1924, demolished 1956. St. Cloud Heritage Museum

Questo è solo un assaggio dell’architettura in rosa che il nuovo sito documenta e celebra. L’auspicio, per un progetto che ha già ottenuto il sostegno del National Endowment for the Arts e di dozzine di studi specializzati, è che questo incoraggi un numero sempre maggiore di donne a intraprendere la carriera di designer, ingegnere o architetto. Per quelle che nel settore ci lavorano già, la BWAF ha in cantiere altre iniziative e studi dedicati, che monitorano condizioni, problematiche ed opportunità in ogni ramo dell'edilizia. Perché dopo aver riscattato il passato, ora le sfide da vincere, per le donne, riguardano il presente, e soprattutto il futuro.

Skidmore, Owings & Merrill, Patricia Swan (Associate Partner, Senior Designer), Denver National Bank Building, Denver, 1981. Photograph by Hedrich Blessing. Skidmore, Owings & Merrill LLP


di Elisa Zagaria / 7 Gennaio 2018

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