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Cino Zucchi, l'architetto che esplora lo spazio (e lo racconta a tutti)

La biografia di un milanese doc raccontata attraverso le opere che l'hanno reso un architetto internazionale

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L'architetto Cino Zucchi, ritratto nel suo studio milanese CZA

Un cognome famoso indossato sempre con molta nonchalance, il milanese Cino Zucchi, classe 1955, respira, fina dalla nascita, la voglia e la necessità di lavorare per soddisfare le esigenze di un pubblico ampio ed esigente.

La sua carriera non segue le orme di famiglia ma la sua passione per lo spazio e l’architettura. Dopo aver conseguito il B.S.A.D (Bachelor of Science in Art and Design nel 1978) e la Laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano nel 1979, fonda lo studio CZA (Cino Zucchi Architetti).

Considerato un maestro dell’architettura contemporanea, progetta e costruisce edifici residenziali, centri commerciali, building industriali, uffici, musei, spazi pubblici. Organizza master-plan, e pianifica il recupero urbano di aree industriali e storiche sia in Italia che all’estero. L’approccio? Sempre lo stesso: far conoscere opere sofisticate e colte ad una platea sempre più vasta ricercando soluzioni spaziali innovative adatte ad ogni circostanza. In questo senso vanno lette le sue architetture.

Complesso residenziale - Isola della Giudecca

Basti pensare al minimalismo rigoroso delle Case alla Giudecca (terminate nel 2003 – foto sopra) contrapposte al prezioso contesto storico dei canali e della Laguna di Venezia (leggi anche → Cino Zucchi: curatore del Padiglione Italia alla 14. Biennale di Venezia), o gli Headquarters per il marchio di abbigliamento sportivo Salewa (terminati nel 2011 – foto sotto) la cui sagoma geometrica spezzata - punto di riferimento all’ingresso della città di Bolzano per chi percorre l’autostrada del Brennero – dialoga, come fosse un pezzo di paesaggio artificiale, con le ripide montagne circostanti.

Headquarters Salewa - Bolzano

Residenze Portello - Milano

O ancora gli edifici residenziali di Cino Zucchi al Portello a Milano (terminati nel 2008 – foto sopra) che coniugano alta densità abitativa ad alta qualità ambientale: l’orientamento delle tre torri e la posizione delle finestrature massimizza l’esposizione solare, privilegia la vista verso il parco adiacente e protegge gli utenti dal rumore del traffico elevato di viale Serra.

Chiesa Ressurezione di Gesù - Sesto San Giovanni

Per non parlare poi del progetto della Chiesa di Sesto San Giovanni (terminata nel 2009 – foto sopra) che, attraverso una manipolazione di modelli architettonici consolidati, propone una nuova visione del luogo di culto. Il volume scavato genera una serie di spazi coperti che accolgono i fedeli già in strada, mentre l’aula liturgica, pur soddisfacendo i nuovi parametri cristiani, riporta alla luce due grandi paradigi tipologici delle chiese storiche: quello longitudinale ad aula unica con un percorso assiale centrato sul presbiterio, e quello a pianta centrale (ovale) che raccoglie i fedeli intorno all’altare.

Store Almini - Milano

O ancora il nuovo design retrò utilizzato per arredare lo store Almini (terminato nel 2016 – foto sopra) che, nel quadrilatero della moda milanese, ha aperto il primo negozio di calzature per una nuova linea di scarpe da uomo di alta gamma. Qui, in un vecchio edificio in via Bagutta, le tonalità utilizzate negli interni – dall’ottone delle scatole ovali al grigio del rivestimento in feltro, fino al rovere dello scaffale – vogliono creare un’atmosfera calda quasi nostalgica.

Lavazza Headquarters - Torino

Dall’interior all’urbanistica, Cino Zucchi è l'architetto dei salti di scala. Uno dei progetti piu recenti riporta in vita una parte importante della città di Torino. Il progetto per la sede della Lavazza (terminato nel 2017 – foto sopra)mette in relazione la sede del’ex centrale elettrica di Enel con i nuovi uffici attraverso un’estesa piazza alberata al centro del blocco. L’atrio vetrato assume la forma di una grande nuvola che unisce le diverse facciate e gli edifici industriali che sono stati conservati e convertiti in nuove funzioni.  


di Benedetta Lamberti / 9 Febbraio 2018

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