ELLEdecor.it
X

Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra , che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra , inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie

irefuse Italia

Cosa sta facendo Christo?

BRAFA Art Fair è l'occasione di un'intervista con l’artista considerato l'esponente di punta della Land Art

christo-intervista
Wolfgang Volz

Insieme alla moglie Jeanne-Claude Denat de Guillebon -scomparsa nel 2009- Christo è considerato uno dei più significativi esponenti della Land Art

L’occasione per incontrare Christo è la 63ª edizione di BRAFA Art Fair, fino al 4 febbraio negli spazi recuperati del Tour&Taxis di Bruxelles, dove viene ospitata Three Store Fronts, una storica istallazione dell'artista di origini bulgare realizzata tra il 1965 e il 1966.

Per la prima volta esposta al Van Abbemuseum di Eindhoven e successivamente al Martin-Gropius-Bau di Berlino nel 2001, è l’opera la più grande mai esposta all'evento. Un’installazione realizzata a partire da elementi recuperati nelle discariche, mostra dei drappi che possono essere letti come un preludio alle celebri opere successive di impacchettamento, come per esempio la passerella Floating Piers sul Lago di Iseo che per sedici giorni, nell’estate 2016, ha richiamato oltre un milione di visitatori.

Ma la presenza di Christo a Bruxelles non finisce qui, la collaborazione con BRAFA infatti, è nata proprio in occasione della mostra Urban Projects, ospitata presso l'ING Art Center della capitale belga fino al 25 Febbraio 2018.

Christo è il nome d'arte dello scultore bulgaro Christo Javachev, nato a Gabrovo nel 1935. Dopo aver studiato a Sofia, a Praga e a Vienna, giunge a Parigi nel 1958, dove si lega al gruppo del Nouveau Réalisme; e infine, nel 1964, si trasferisce a New York. Qui, in sodalizio artistico con la moglie Jeanne-Claude Denat de Guillebon -scomparsa nel 2009- viene considerato uno dei più significativi esponenti della Land Art ed è noto in particolare per i suoi progetti di "copertura" di edifici pubblici -dal Pont Neuf di Parigi al Reichstag di Berlino- e di scenari naturali come il Running Fence, in California, le Surrounded Islands a Miami, The Gates, nel Central Park di New York. Il suo prossimo progetto sarà Mastaba a Londra, all’interno del Serpentine Lake di Hyde Park.

Perchè land art? È una maniera per mettere in relazione le persone con nuove prospettive dell’arte oppure per scoprire nuove prospettive della vita?

Si tratta sempre di svelare e dare nuova vita, far percepire un luogo con nuova consapevolezza. È successo con il Reichstag di Berlino, che, una volta sparito sotto la stoffa è diventato altro, e succede con ogni altro oggetto o luogo.

Lei ha spesso affermato che la sua arte è inutile, non c’è un messaggio politico all’interno, qual è allora il senso di queste enormi installazioni?

Arte per me significa creare opere vive che sono lì per essere partecipate dal pubblico. I nostri sono lavori di gioia e bellezza, per noi che li costruiamo e per le persone che li vivono.

La sua ultima installazione in Italia è stata quella sul Lago di Iseo, perché proprio questa location?

La prima idea di una passerella sull’acqua ci è venuta nel 1970. Prima doveva essere in Argentina e non se ne è fatto nulla, poi in Giappone e me ne sono andato litigando. Siamo passati per molte strade, si sono sempre chiuse, poi ho realizzato che stavo per compiere 80 anni e che se non avessi trovato la sede giusta sarei morto prima di vedere l’opera. Sono venuto in Italia con alcuni collaboratori a ispezionare diversi laghi. Ed è arrivato il lago d’Iseo. È il luogo che più tutti ci ha ispirato. E all’improvviso tutto è stato facile.

In alcune sue installazioni ha utilizzato colori sgargianti, mi riferisco al giallo della passerella sul lago di Iseo oppure al rosa del progetto degli anni 80 Surrounded Islands, mentre per altre ha usato il bianco, c’è una ragione per questo?

La scelta dei colori è frutto di un profondo studio in fase progettuale che considera il luogo dell’installazione, il contrasto con i colori e la luce del paesaggio, la stagione. Per The Floating Piers il tessuto giallo si combinava con i riflessi dell’acqua e della luce assumendo ogni sfumatura dall’oro al rosso. Il denominatore comune è la componente tessile, l’utilizzo di stoffe: materiali fragili e sensuali che trasmettono il carattere temporaneo dell’opera.

Lei ha sempre finanziato le sue grandi installazioni con la vendita dei suoi disegni preparatori, collage o modellini. Perché questa scelta?

La libertà è ciò a cui tengo maggiormente. Il privilegio di pensare e pagare le proprie opere sta nel fatto che non devi rendere conto a nessuno.

Qual è stato il ruolo di Jean-Claude nella sua arte e nella sua vita?

Siamo nati lo stesso giorno dello stesso anno. Lei era la parte critica del mio mestiere. Metteva in discussione il più piccolo dettaglio e vagliava ogni possibile soluzione. Manca immensamente a me e al mio lavoro, ma non smetto di avere idee anche in nome suo. 

Ci può parlare del suo prossimo progetto a Londra questa primavera?

In questo momento sono concentrato sul progetto della Mastaba a Londra, all’interno del Serpentine Lake in Hyde Park (un'opera pensata in occasione della retrospettiva alle Serpentine Galleries  dal 20 giugno al 9 settembre 2018, NdR). Una versione più piccola di quella che stiamo progettando ad Abu Dhabi. Sarà composta da 7.506 barili galleggianti blu, rossi e bianchi, come la bandiera britannica, ma anche mauve, un colore molto regale.

 

 


di Paola Testoni / 1 Febbraio 2018

CORNER

People collection

[People]

D1 Milano

Un orologio e una storia italiana raccontata da Dario Spallone

interviste

[People]

La storia di Alvar Aalto

La vita e gli aneddoti su una delle figure più amate dell'architettura

Maestri

[People]

L'amore secondo Nina

Nina and other little things, e la sua creatrice Eloise Morandi

Illustrazione

[People]

Anish Kapoor e il vuoto

Dai pigmenti puri al nero assoluto, dagli oggetti alle sculture

Maestri

[People]

Le nuove regole dello chic

Chi è Fabrizio Casiraghi, l'architetto che progetta in nome dell'eclettismo

Costume

[People]

Un famoso contemporaneo

Ritratto dell’architetto milanese Cino Zucchi

Maestri

[People]

Paul Bert Serpette

Il mercato d'antiquariato più esclusivo al mondo

interviste

[People]

Archistar suo malgrado

Intervista a Isay Weinfeld, contro l'architettura dell'ego

Interviste

[People]

Moda come anarchia

Antonio Marras, tra avanguardia della moda e tradizioni

Maestri

in detail

читайте здесь

читать далее

©2018 irefuse - - P. | VIA Monyka Salym, 6, ,

| | | | Comunicato tariffe politiche elettorali