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irefuse Italia

Il biglietto di San Valentino di Nina è solo per real (design) lovers

L'amore disegnato da Eloise Morandi e dalla sua pupetta di finzione Nina and other little things, tra illustrazione e vita, design e utopia

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Eloise Morandi

La protagonista del nostro biglietto di San Valentino si chiama Nina ed è una pupetta che si disegna in un giro di mano, che di rosso vestita vive in un mondo tutto suo, stravolgendo la pioggia in acquario, usando la lampada Arco dei fratelli Castiglioni come doccia e le righe di un quaderno come amaca per riposarsi.

Gli auguri di S.Valentino di Nina sono universali e senza limiti. Un augurio che si pone ancor prima dell'amore, è dedicato alla vostra persona come individuo senza paura: "Take the chance to fall in love..with her, with him, with it...with You".Tra le centinaia di biglietti di San Valentino abbiamo scelto di regalarvi questa gif animata, da guardare, scaricare e condividere...e che possa strapparvi un sorriso, un "ohh"...e perché no...farvi innamorare della nostra protagonista di San Valentino.

Scarica la gif di San Valentino in

Chi ha dato vita - e un mondo -  a Nina è Eloise Morandi, graphic designer e illustratrice italiana che a sua volta vive in un mondo tutto suo, di arte, cinema e utopia in un loft-studio a Milano. Nata a Londra da madre inglese e padre italiano e cresciuta a Sanremo, Eloise disegna “Nina and other little things” da 11 anni, quasi senza mai, mai smettere: “Un giorno ho buttato giù uno scarabocchio, ed era una Nina. L’ho ridisegnata meglio e le ho dato un colore, e l’unico colore che avevo in mano era la matita da geometra rossa e blu e così è nata. E non ho mai smesso. Dal 2007 avrò smesso forse 40 giorni”.

 

“Lavoravo - racconta Eloise - a Sanremo con una bella posizione nel marketing, e poi dopo un’estate molto libera, mi è scattata l’esigenza di fare davvero quello per cui ero portata, mi sentivo fuori posto sia a Sanremo sia al lavoro. A 26 anni vengo a Milano e mi iscrivo alla Scuola Politecnica di Design. Qui scopro cosa è la grafica, cos’è il design, la storia dell’arte, la scienza della visione, cos’è la Gestalt. Tutte nozioni che mi hanno arricchita, per due anni a Milano non mettevo il naso fuori casa, adoravo quello che stavo studiando”.

Finita la scuola, si apre il percorso della gavetta, da assistente fotografa a una casa editrice, fino a un ruolo in uno studio grafico / agenzia molto grosso ma dove però “l’utopia di fare la graphic designer era impossibile". 

Da uno scarabocchio fuori da una festa in via Tortona, Eloise inizia a dare forma e a dedicarsi alla storia di Nina, destreggiandosi tra il lavoro di giorno e il mondo d’illustrazione di notte. 

Perché Nina? 

“L’ho esclamato! Nina è composta da due pezzi, la testa e il corpo, mi piacciono i nomi corti, amo la musica ed è un battere e levare, è il battito del cuore, adoro Nina Simone. Poi Nina in spagnolo niña vuol dire piccolina ma era proprio l’ultima delle mie argomentazioni”.

Il mondo di Nina - poetico, ironico, sospeso - prende sempre più concretezza nella testa e in mano ad Eloise, che nel frattempo va a lavorare nello studio di Paolo Bazzani, colui che per decenni ha creato le scenografie e la comunicazione di Antonio Marras: “Un’esperienza meravigliosa, secondo me – dice - uno degli studi più belli d’Italia, dove per fare un invito ci si lavorava dei mesi. E lì mi si è aperto un mondo, quello della carta in tutte le sue modalità, del sogno, della malinconia". 

 

Nina diventa bidimensionale, una sorta di mappetta, un piccolo libro di sequenza di stoffa, cosiddetto "libro fazzoletto". Proposto in 20 esemplari, tutti fatti a mano da Eloise, va a ruba. 

Arrivano le prime soddisfazioni e richieste con l’Hub sul Naviglio di Zucchi Frua, poi un allestimento per White Kids, l’attenzione dei giornalisti.

“Lavoravo sempre dall’altra parte di giorno, poi di notte fuggivo in questo mio mondo immaginario”. L'attenzione per Nina cresce sempre di più fino a un invito da parte di Colette a Parigi. Libri, segnalibri di stoffa, quaderni cuciti a mano, matite dipinte a mano...

Gli ordini si fanno sempre più ricchi, l’autoproduzione più intensa, finché Eloise lascia il lavoro per dedicarsi al mondo di Nina a tempo pieno. Viene ingaggiata da Claire Fontaine dalla Francia, prestigiosa cartiera che con il proprio marchio distribuisce anche un'ampia serie di collezioni e prodotti. ll successo in Francia, poi arrivano i contratti di licenza con Spagna, Russia e Corea; i libri negli Stati Uniti e anche un progetto d'animazione oggi in divenire per il Canada. Quaderni, cover per iPhone, tazze, borse... Nina è stata per 2 anni consecutivi ambasciatrice dei giorni del Patrimonio Francese dal Ministero Sviluppo e Cultura dell' Ile de France, Parigi (riconfermata anche per il 2018). La si trova presso lo store del Pompidou e Nina nel 2017 è anche su tutte le carte della metro di Taiwan! 

 

“Nina è molto trasversale, non l’ho mai disegnata in particolare per i bambini. Nina è gli occhi di chi la guarda. È un momento di silenzio e poesia, non ha braccia, non ha mani, è sempre vista di profilo; il protagonista è quasi chi la guarda perché si riconosce in lei", spiega chi ogni giorno la crea.

È talmente sintetica e leggera, peserà neanche mezzo grammo, ma con una personalità molto forte quasi da diventare una terza persona.

Tra le ispirazioni e i riferimenti di Eloise ci sono: la mente e la sorpresa di Bruno Munari, il tratto e l'ironia degli illustratori Osvaldo Cavandoli, Charles Schulz,  Saul Steinberg e Gerard Hoffnung. Dalla moda Yves Saint Laurent, il pianista Chilly Gonzales, l’animalista Dian Fossey e… tutta la natura.

“Per me sono tutti dei poeti, chi in modo più ironico, chi meno. Penso anche ad Alan Fletcher e alla sua poetica del “Look Sideways”, guardare doppiamente, per cui per esempio un pallino rosso diventa una qualcosa che rimbalza nello spazio. E la mia piccola Bibbia è la Linea di Osvaldo Cavandoli”.

Nina, come racconta Eloise, è un’attenta osservatrice e "other little things" sono le piccole cose che magari non vediamo subito, ma solo con il senso dell’ironia, con la sensibilità e la malinconia.

Nina se ha un ombrellino protegge un cactus, si siede chic sulla poltrona Lady di Zanuso. Per lei la lampada Arco diventa una doccia! Nina ama gli oggetti, gli interpreta a suo modo, gioca, anche con la Mela di Enzo  Mari e con le icone della storia del design e dei giorni nostri, da Mezzadro di Achille e Pier Giacomo Castiglioni alle luci di Michael Anastassiades.

“Se mi chiedi cos'è l'amore per Nina? ...L'amore forse è semplicemente di chi la guarda”, conclude Eloise. 


di Caterina Lunghi / 14 Febbraio 2018

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