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Alvar Aalto, uomo schivo dal talento rivoluzionario

La storia del designer finlandese che ha dedicato la sua vita alla progettazione e alla ricerca, sperimentando sempre forme nuove

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Un ritratto di Alvar Aalto nello studio della sua casa a Helsinki. Photo: ©Vitra

Se chiedete a un amante del design qual è il progetto più famoso disegnato da Alvar Aalto vi dirà il vaso Savoy per Iittala. Ma se fate la stessa domanda a un abitante di Helsinki vi dirà la sua casa a Munkkiniemi, zona residenziale appena fuori dalla capitale finlandese. Questo perché l'architetto Alvar Aalto per tutta la vita è stato un personaggio poliedrico, curioso e molto prolifico. Ha lavorato non solo come designer, fondando con la sua prima moglie il mobilificio Artek, ma anche come architetto e accademico universitario.

Personaggio molto amato dagli Scandinavi per la sua moderna visione nel mondo dell'architettura dell'epoca, è stato anche un uomo visionario quando si è trattato di disegnare arredi e complementi. Tanto che molti di questi sono ancora in produzione, oltre ad essere esposti nei più importanti musei di tutto il mondo. Ma attorno a questo personaggio, considerato negli anni '20 come uno degli esponenti di spicco del Funzionalismo, ci sono tante curiosità che spesso non tutti conoscono.

Qui sopra: la terrazza della casa di Alvar Aalto a Munkkiniemi, Helsinki. Photo: ©Vitra

Nasce nel 1898 e da piccolo Hugo Alvar Henrik Aalto (questo è il suo nome completo) soffre di dislessia. Dopo aver frequentato a Jyväskylä, nel centro della Finlandia, un istituto d'istruzione classica decide di iscriversi all'Istituto di Tecnologia a Helsinki. Un architetto dell'epoca cerca di dissuaderlo, dicendogli che non è portato e gli suggerisce invece di dedicarsi al giornalismo. Alvar Aalto non cambia idea e si laurea con lode nel 1921, disegnando la sua prima casa per i genitori. Ma per molti anni Aalto lavora anche per la rivista Sisä-Suomi, firmando articoli di architettura con lo pseudonimo Remus.

Qui sopra: la casa di Alvar Aalto a Munkkiniemi, fuori Helsinki, fotografata dal giardino. Photo: ©Vitra

Nel 1924 si sposa con Aino Marsio, sua compagna al Politecnico, e da allora tutti i progetti sono sempre firmati da entrambi. Per la luna di miele scelgono l'Italia con la quale mantengono poi un rapporto privilegiato. Progettano infatti la chiesa di Santa Maria Assunta a Riola di Vergato (Bologna) e nel 1956 il famoso Padiglione Finlandese di Alvar Aalto alla Biennale di Venezia. Nel 1965 palazzo Strozzi di Firenze dedica ad Alvar Aalto una grande esposizione e il Politecnico di Milano gli conferisce la laurea ad honorem. 

Qui sopra, da sinistra: particolare della sala da pranzo con al centro la poltrona 41 Paimio. A destra: una delle porte di ingresso della villa. Photo: ©Vitra

Uno dei progetti di Alvar Aalto più celebri è il sanatorio di Paimio del 1928, in Finlandia, e Aalto studia a lungo come rendere più piacevole la degenza dei malati attraverso l'ottimizzazione della luce. Per Alvar Aalto l'architettura deve essere un'arte sociale al servizio dei bisogni primari dell'uomo. E uno di questi è proprio la giusta intensità di luce, che influisce sullo stato d'animo della persona. A completare il progetto, la coppia disegna anche gli arredi del sanatorio: tra questi, la poltrona 41 Paimio, ancora oggi in produzione.

Sono tante le opere di Alvar Aalto per l'edilizia pubblica, dal Municipio di Säynätsalo all’Istituto di Pedagogia di Jyväskylä, la Casa della Cultura di Sturenkatu, il teatro di Turku e la Maison Carré a Bazoches-sur-Guyonne in Francia. Mentre a Helsinki si contano il Politecnico, la chiesa di Töölö e il grande centro congressi Finlandia Hall. Ma tra gli estimatori di Alvar Aalto il progetto meglio riuscito è la sua casa, oggi museo, a Munkkiniemi. Razionale nella divisione degli spazi e della luce, ha una porta segreta che Alvar Aalto usa per sfuggire alle visite non gradite. 

Qui sopra: un ritratto di Aino Marsio e Alvar Aalto alla fine degli anni '30. Photo: ©Vitra

Oltre alla seduta 65, lo sgabello 60, la lampada A110, la sua opera più conosciuta è il vaso Savoy, prodotto da Iittala. Sono tante le ipotesi sulla forma del vaso e Aalto stesso non spiega mai l'origine di questo progetto. Una cosa però è certa: viene creato per gli interni del Ristorante Savoy di Helsinki nel 1937, da cui prende poi il nome. Infine, nonostante sia riconosciuto come uno dei più importanti esponenti del Modernismo Nordico, Alvar Aalto prende le distanze dal Razionalismo Architettonico, inserendo linee e pareti curve, forme ondulate e superfici asimmetriche. Forse anche in omaggio al suo cognome: aalto in finlandese significa onda.

Qui sopra: la poltrona 41 Paimio nella variante con la seduta e lo schienale neri, prodotta da Vitra

Qui sopra: due immagini del vaso Savoy disegnato da Alvar Aalto per gli interni del ristorante Savoy a Helsinki


di Maria Chiara Antonini / 14 Febbraio 2018

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