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di Redazione Elledecor.it

Il diario quotidiano di Elledecor.it tenuto dalla redazione. Per scoprire anteprime, protagonisti e tendenze del mondo del design, del progetto e degli interni. Un appuntamento fisso per essere aggiornati sulle ultime novità in fatto di arredi e interior design, un'occasione unica per fotografare in tempo reale quanto succede intorno alla parola casa e alle sue nuove declinazioni.

13 Febbraio 2018

Grazie Giorgia Meloni per averci fatto conoscere il Direttore del Museo Egizio di Torino Christian Greco

Una sterile polemica innescata da Fratelli d'Italia porta alla ribalta la figura di un giovane egittologo che sta facendo funzionare (bene) il museo più antico del mondo

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Getty Images

Il Museo Egizio di Torino è uno dei musei di arte antica più visitati d’Italia, e negli ultimi giorni anche dei più discussi grazie alla polemica innescata dalla candidata di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni contro il suo direttore Christian Greco, 43enne egittologo “colpevole” di aver promosso l’iniziativa “Fortunato chi parla arabo”, con cui offre biglietti scontati ai cittadini di lingua araba. 

Un progetto che vuole “stimolare la fruizione dell’offerta culturale della città per consentire ai cittadini di lingua araba di essere sempre più parte della comunità con cui hanno scelto di vivere e condividere il futuro” scrivono sul sito del Museo Egizio che, oltre ad essere il museo più antico del mondo (è stato inaugurato nel 1824) è tra i musei di antichità egizie più importanti sia per la vastità delle collezioni sia per il loro valore.

A dir della Meloni però questa promozione (che segue una serie di altre iniziative come sconti per le coppie il giorno di San Valentino, riduzioni in alcuni giorni della settimana e l’ingresso gratuito nel giorno del proprio compleanno) sarebbe “un atto discriminatorio nei confronti delle famiglie italiane”, che ha pensato di contestare personalmente presentandosi davanti alla sede del museo di Torino durante il suo tour elettorale.

Ma cosa sta facendo davvero Christian Greco al Museo Egizio di Torino?

Questo giovane direttore – maturità classica a pieni voti al liceo Pigafetta di Vicenza, laurea in lettere antiche con tesi in Archeologia all’Università di Pavia, master in Egittologia nell'ateneo olandese di Leiden (dove arrivò per un Erasmus e finì per diventare direttore del Museo Nazionale) – ha fatto del museo più antico del mondo un’eccellenza italiana, che l’anno scorso ha duplicato la sua superficie, vanta un milione di visitatori all’anno, con 9,5 milioni di euro d’incasso e un ricavo netto di 810.000 euro investito in progetti come la digitalizzazione degli archivi o la “Public archeology”, tutto autofinanziato.

“Al concorso internazionale per il posto di nuovo direttore dell'Egizio arrivarono 101 candidature, equamente divise tra italiani e stranieri. Pochi giorni prima della scelta un membro della commissione indipendente incontrò la presidente Evelina Christillin. ‘Ne abbiamo trovato uno che forse non ha l'età, ma è un fenomeno’. ‘E allora prendetelo, se potete’ scrive Marco Imarisio sul Corriere della Sera.

Per arrivare a questa posizione, Greco "ha fatto le pulizie nei bagni pubblici della stazione, ha lavorato come guardiano di notte all'hotel Ibis. 'Con turno di notte nel fine settimana. Tornavo a casa alle 7 del mattino, facevo la doccia, e andavo di corsa in aula. Ho imparato la dignità del lavoro, qualunque esso sia. Ho imparato che è importante chi sei, non cosa fai. Io sarò sempre un egittologo, anche se dovessi tornare a servire birra in un bar, e non certo perché oggi ho un ruolo' scrive ancora il Corriere.

Quella di Giorgia Meloni, in sostanza, risulta una polemica sterile da cui tutti (o quasi) hanno preso le distanze, dichiarando il proprio appoggio al direttore del museo, ma che forse ha un merito: quello di aver portato alle luci della ribalta una figura che porta con sé valori quei valori di meritocrazia, preparazione culturale, dedizione e gioventù che potrebbero rendere l’Italia un posto migliore.


di Carlotta Marelli / 13 Febbraio 2018

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