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di Redazione Elledecor.it

Il diario quotidiano di Elledecor.it tenuto dalla redazione. Per scoprire anteprime, protagonisti e tendenze del mondo del design, del progetto e degli interni. Un appuntamento fisso per essere aggiornati sulle ultime novità in fatto di arredi e interior design, un'occasione unica per fotografare in tempo reale quanto succede intorno alla parola casa e alle sue nuove declinazioni.

12 Ottobre 2017

Cosa è bello? E cosa no? 9 designer spiegano i canoni del design contemporaneo

A Roma Secondome Edizioni mette in scena Divina Sproporzione, una mostra che rivisita i canoni classici per dare una visione eterogenea di estetica

L'opera di Elena Salmistraro si intitola Contessa Florinda: la trascrizione iconica di una donna che, alla ricerca della ricetta per non invecchiare, si abbandona tristemente all'altare della chirurgia estetica, nel nome di una teorica idea di bellezza oramai non più raggiungibile. La ricerca della perfezione formale, entità astratta ed irreale, si configura in una serie di sproporzionate protesi e terrificanti cicatrici, segni involontari di una grande sconfitta.

Uno dei grandi quesiti che da sempre anima l'umanità intera è "Cos'è la bellezza?". Nel corso della storia sono stati molteplici gli artisti, scrittori, filosofi e non solo che, a modo proprio, hanno tentato di rispondere a questa domanda, rispecchiando o meno i valori estetici della propria epoca. Ma c'è anche chi, fortunatamente, è andato oltre il concetto di "bellezza" in antitesi a "bruttezza", esplorandone il significato senza cadere in facili conclusioni.
Oggi probabilmente è ancora più difficile etichettare qualcosa come bello: l'estetica contemporanea si esprime attraverso linguaggi sempre diversi, volti spesso più a stupire per la sostanza che ad affascinare solo per la "facciata". La mostra a Roma Divina Sproporzione, curata da Valentina Guidi Ottobri e presentata da Secondome Edizioni, è un excursus allegorico sul design contemporaneo: l'obiettivo è la ricodifica dei canoni estetici classici, oggi più che mai esasperati e deturpati, a favore di una rivalutazione dei contenuti.

Un vero e proprio elogio alla "De-Formità" quale caratteristica biologica propria di ogni essere umano che, per sua cultura e non per sua natura, si trova costretto in ideali di perfezione estetica (forse) superati. Attraverso le opere di 9 artisti e designer – Analogia Project, Ilaria Bianchi, Matteo Cibic, Maurizio Galante, Tal Lancman, Mirko Cannizzaro, Fabiano Lioi, Paolo Polloniato, Elena Salmistraro e Gio Tirotto – la mostra Divina Sproporzione prova a dare una visione eterogenea del brutto e del bello. Il brutto, dopotutto, non è solo "l'inferno del bello", come lo definisce Rosenkrantz nell"Estetica del Brutto" del 1853: prendendo spunto dalle sue parole, l'esposizione indaga sugli aspetti dell'arte e del design che sfuggono alla definizione di "bello", e che caratterizzano gran parte della nostra contemporaneità mettendo in gioco il destino stesso dell'estetica.

BOOMING VASES, di Analogia Project: I vasi sono il risultato di una collaborazione con il maestro ceramista Alessio Sarri. Esplorano elementi opposti ed essenziali che costituiscono la nostra esistenza: aria e materia, forza e fragilità. Forme puramente geometriche di ceramica refrattaria sono state esplose mentre erano ancora fresche, per poi essere lasciate ad asciugare e cotte secondo la lavorazione tradizionale della ceramica. Il risultato mostra la resistenza e la fragilità della materia allo stesso tempo.

AMPHORA, di Gio Tirotto, nasce con l'intento di utilizzare un completo processo industriale normalmente legato al basso costo per realizzare un oggetto unicamente scultoreo e decorativo. Questo viene privato della propria funzione contenitiva attraverso una cucitura manuale che lo rende vuoto, chiuso ed unico.

JEUX DES CORPS è un progetto realizzato da Paolo Polloniato nel 2012 mentre viveva tra Bruxelles e Parigi, che mette ironicamente in scena il nostro tempo. Sono ambientazioni teatrali dove avvengono delle scene metaforiche e allegoriche attraverso il riuso di elementi della tradizione ceramica di Nove: i vari soggetti perdono la loro funzione iniziale per diventare protagonisti di una visione strettamente personale, in cui ironia, eros, travestimento , sacrifico e adorazione diventano gli ingredienti dell'opera.

VASONASO, di Matteo Cibic, è il risultato di una ricerca di 366 giorni sulle relazioni sociologiche tra gli oggetti. Sono veicoli narrativi per specie differenti? Sono capaci di raccontare le differenze della razza umana? Nata un po' per gioco, è un'analisi personale delle relazioni tra le forme, i colori e le altezze, che si trasforma in analisi di gruppi di oggetti trattati come specie animali, interpretate diversamente a seconda delle linee genealogiche che ne caratterizzano i "tratti somatici".

SPECCHIO STONISH, di Ilaria Bianchi, è una collezione di oggetti d'arredo realizzata in collaborazione con il laboratorio di tappezzeria artigianale Druetta di Torino. Tramite un approccio teatrale, è stata messa in scena una commedia di contrasti e similitudini, texture bidimensionali e matericità, la cui narrativa più profonda si svela solo in prossimità dell'oggetto, in un ossimoro percettivo.

"SI TU LE VOIS, TU TE VOIS" (Se lo guardi ti vedi) è un'opera di Maurizio Galante, Tal Lancman e Mirko Cannizzaro. È un oggetto che restituisce lo sguardo allo spettatore: come una macchina arcaica, rimanda un riflesso sproporzionato dell'io nascosto di chi osserva.

O.I. I GALEONI, di Fabiano Lioi, rappresentano due corpi, due persone diverse nel carattere e nel sesso, ma simili nella loro fragilità ossea in un mondo di riflessi frantumati: è qui che le barche navigano e vivono la loro quotidianità.

Uno sguardo differente, curioso e inquietante verso ambigui e multiformi aspetti del reale, in cui la percezione di disarmonia e alterazione svela il tradimento della forma. A Roma, in via Giovanni da Castel Bolognese 81, dal 12 ottobre al 27 novembre 2017.


di Essia Sahli / 12 Ottobre 2017

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