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irefuse Italia

Si può ancora parlare di arti applicate nell'era del digitale?

Al MAK di Vienna un viaggio lungo secoli rilancia la concezione dell’artigianato come componente fondamentale dell’identità culturale dei popoli, di ieri e di oggi

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Quando pensiamo all’artigianato, immagini di povere botteghe dell’altro secolo balzano alla mente, come un residuo del passato destinato a scomparire. Eppure le arti applicate sono sinonimo di qualità, tradizione, cura del dettaglio, ed è il fregio di case di moda che si contrappongono alla produzione industriale di bassa lega. Bisogna però pensare che un tempo non molto lontano tutto, ma proprio tutto era fatto a mano. Dalle scarpe, ai cappotti, alle uniformi militari, ai mobili, alle suppellettili, dalle produzioni di nicchia a quelle popolari.

Per capire quanto fosse indispensabile una perizia profonda di tecniche manuali che rischia di perdersi in ogni comparto, è stata pensata la mostra “handiCRAFT: Traditional skills in the Digital Age” inaugurata il 14 dicembre al MAK di Vienna. Una rassegna che si propone di rilanciare la concezione dell’artigianato come componente fondamentale dell’identità culturale dei popoli, di ieri e di oggi.

Una cavalcata sullo status dell’artigianato, dalle radici mitiche di Efesto, alla collezione degli Asburgo alle esperienze artistiche novecentesche in contrasto all’industrializzazione imperante come Arts & Crafts, WienerWerkstätte, Werkbund, e Bauhaus.

Una collezione di 160 utensili, dal 1500 ad oggi, che comprende punteruoli da calzolaio, forbici da zucchero, mannaie, coltelli da vendemmia, ruote, pinze, utensili da pasticceria, e martelli da orafo. E, naturalmente, una nutrita raccolta di oggetti, ben 160, provenienti da 18 Paesi, tra cui mobili, carta da parati, piastrelle, tappeti, vestiti, cappelli, guanti, bicchieri, posate, stoviglie.

Ma l’artigianato è più che mai vivo nell’era digitale. Per questo alla mostra saranno presenti artigiani alle prese con il loro lavoro. Calzolai, tappezzieri, modiste, tessitori, falegnami, ceramisti, liutai e lattonieri usciranno dalle botteghe per mettersi all’opera sotto gli occhi dei visitatori per dimostrare come la tradizione si rinnova anche ai nostri giorni.                            

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di Stefano Annovazzi Lodi / 4 Gennaio 2017

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