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irefuse Italia

L’Opera parla inglese: al Victoria & Albert Museum vanno in scena quattrocento anni di musica lirica

Un viaggio multisensoriale nell'opera, da Verdi a Mozart, attraverso sette grandi premiere, per riscoprire la storia e la cultura dietro la musica

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Nadja Michael as Salome ROH, London, 2008 (Photo by Robbie Jack/Corbis via Getty Images) © The Richard Avedon Foundation © Robbie Jack - Corbis/Corbis Entertainment/Getty Images

Nadja Michael as Salome Royal Opera House, London, 2008 ROH © Robbie Jack - Corbis. Corbis Entertainmen. Getty Images-

L'opera lirica può essere pop? A Londra sono convinti di sì e dal prossimo 30 settembre, il Victoria & Albert Museum, in collaborazione con la Royal Opera House, metterà in scena il melodramma come non l'avete mai visto: un viaggio appassionante attraverso quasi quattro secoli di storia, in cui l'arte si mescola con la politica, la cultura e l'identità stessa del nostro continente.

L’obiettivo? Mostrare come la musica possa ispirare e travalicare i confini, e al contempo abbattere i pregiudizi di chi magari non ha mai messo piede in un teatro. Perché se in molti credono che i gorgheggi di un soprano non smuovano altro che una sequela di sbadigli, è proprio a loro che la mostra Opera lancia la sua sfida.

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“Milano”, from the series “Fratelli d’Italia” (2005-2016) © Matthias Schaller

E a suggellare l'importanza dell'impresa è anche la prestigiosa cornice in cui verrà ospitata: Opera: Passion, Power and Politics, questo è il nome della rassegna, è infatti l'evento inaugurale della nuova Galleria Sainsbury del V&A, uno dei maggiori spazi espositivi d’Europa, al di sotto del cortile Sackler, estensione della Exhibition Road, ultimata qualche mese fa.

Il progetto è frutto dell’ingegno e della tenacia di Kasper Holten e John Fulljames, due nomi di spicco della Royal Opera House, affiancati da Kate Bailey, Senior Curator di Design e Scenografia del V&A. Ci sono voluti sei anni perché quello che all'inizio pareva solo un sogno diventasse realtà. Un tempo lungo ma necessario per raccogliere oltre trecento oggetti e integrarli con filmati e documenti digitali.

 

Dresden Suburb Erich Heckel (1883-1970) Oil on canvas, 1910 Chemnitz Gemälde Galerie © Erich Heckel, Dresden Suburb, 1910 

Dal Rinascimento ai giorni nostri, il percorso espositivo si snoda attraverso sette premiere di grandi opere ospitate da altrettante città europee, e diviene un mezzo per esplorare il mondo dietro la musica, i fattori sociali, politici ed economici che ne hanno scandito lo sviluppo e l'impatto nell’immaginario popolare. Si va dalle Nozze di Figaro di Mozart a Vienna al Nabucco di Verdi a Milano, passando per Dresda, Parigi, Venezia, San Pietroburgo e Londra.

Politbureau ZKVKP (B) (Central Committee of the All Russian Communist Party (Bolshevik) Gustav Klutsis (1895–1938) © Victoria and Albert Museum, London 

I visitatori potranno ammirare pezzi unici ed emblematici come gli abiti disegnati da Salvador Dali per la Salome di Peter Brook del 1949 o il capolavoro di Edouard Manet Musica nei giardini delle Tuileries, che traduce in pittura la visione innovativa di Wagner sulla musica. Per i melomani più sfegatati, non potevano mancare le partiture originali: c’è quella del Nabucco, proveniente dall’Archivio Storico Ricordi di Milano, quella di Macbeth, con tanto di istruzioni e note di Šostakovič, e ancora l’Incoronazione di Poppea, un libretto che segna una svolta epocale, perché per la prima volta portò un tema storico nel melodramma.

 

Draft of part of Cherubino’s Act I aria ‘Non so più cosa son’ (K492, no. 6) Wolfgang A. Mozart (1756-1791) Autograph score, 1786 British Library, Zweig MS 57 Photograph, 1971 © British Library, London, UK / Bridgeman Images

Ma non si può parlare di musica senza lasciar parlare la musica: ed ecco allora che le sette note diventano protagoniste di un’esperienza immersiva e multisensoriale. Grazie a cuffie dinamiche, che si adattano ai diversi ambienti, sarà possibile ascoltare le arie più belle, mentre ci si sposta idealmente da una città all'altra, da un secolo a un altro. Particolarmente ispirato, e caro a noi italiani, il 'Va pensiero' di Verdi, eseguito dal Royal Opera Chorus, che si sprigionerà attraverso un'installazione sonora a trecentosessanta gradi. Come sedere a teatro, ma lungo i corridoi di un museo.

Costume design for The Executioner Salvador Dalí (1904-89) Ink on paper, 1949 Royal Opera House, London © Salvador Dali, Fundació Gala-Salvador Dalí, DACS 2017 

E a portare la magia della musica anche a casa ci pensa la BBC, che affiancherà la mostra con documentari e iniziative dedicate.

Lo scopo è sempre lo stesso: avvicinare alla lirica quanta più gente possibile. Perché niente come la lirica può essere pop, nel senso di popolare, identitario, radicato nella nostra cultura e dunque capace ancora oggi di unirci.

 

The Ballet Scene from Meyerbeer's Opera ‘Robert Le Diable’ Edgar Degas (1834-1917) Oil on canvas, 1876 © Victoria and Albert Museum, London


V&A, in collaborazione con Royal Opera House,
sponsored by Societe Generale
30 settembre 2017 – 25 febbraio 2018 


di Elisa Zagaria / 22 Settembre 2017

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