London is Friezing. Tra femminismo, ambiente e artisti emergenti

Quello che vi siete persi di Frieze, la fiera d'arte contemporanea più famosa di Londra, giunta alla sua 15esima edizione

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Foto: Mark Blower

Sono già passati 15 anni da quando, timidamente, Frieze arrivava Londra con l'obiettivo di mostrare agli amanti del genere che l'arte comprendeva un mondo che andava ben al di là dei musei. E da allora fino ad oggi l'evoluzione di Frieze London è stata notevole, complice anche il grande boom nel mercato dell'arte che conta oggi sempre più collezionisti.

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E anche quest'anno ce n'era per tutti i gusti. Frieze London infatti, ha dato la possibilità a oltre 160 gallerie provenienti da oltre 31 Paesi di mettere in mostra il lavoro di talenti emergenti e affermati nel mondo dell' arte, e ne abbiamo viste delle belle.

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Nella foto: Le opere di Arthur Jafa, Rirkrit Tiravanija, Joan Jonas, Mark Leckey, e Sturtevant, tutte esposte nella Galleria Gavin Brown’s Enterprise di Frieze London 2017
Foto: Mark Blower

A sorprendere e coinvolgere il pubblico più di tutto è stata la spettacolare e austera Main Entrance, una porta blu realizzata dall'artista Do Ho Suh all'interno dello spazio della galleria Victoria Miro realizzata con disegni fotografici e impianti tessili in poliestere allo scopo di ricreare minuziosamente e in maniera perfetta oggetti classici in chiave moderna. Gli ospiti di passaggio si divertivano ad entrare e uscire dalla costruzione trasparente, osservandone i dettagli.

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Nella foto: L’opera Main Entrance di Do Ho Suh, (2016), esposta nella Galleria Vittoria Miro di Frieze London 2017.
Foto: Mark Blower

Tra le novità, ecco la più provocatoria: Sex Work: Feminist Art & Radical Politics, una sezione speciale dedicata al sesso e alle politiche radicali di affermazione del femminismo, dando spazio al lavoro di nove artiste femminili che hanno esplorato il tema della corrente interpretandola con tecniche che vanno dall'arte surrealista a quella iconografica, passando per scultura e feticci.

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Nella foto: La serie di Mary Beth Edelson per la sezione Sex Work: Feminist Art & Radical Politics, esposta nella galleria David Lewis di Frieze London 2017.
Foto: Mark Blower

Un altro dei temi maggiormente affrontati è stato quello dell'uomo in relazione all'ambiente. Dalle opere green realizzate in materiale riciclato allo spettacolare murales di bronzo realizzato dall'artista Leonor Antunes per Marian Goodman, famosa galleria Newyorkese.

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Nella foto: L’opera Mary di Leonor Antunes (2017), esposta nella Galleria Marian Goodman di Frieze London 2017.
Foto: Mark Blower

La sezione Focus, dedicata ai talenti emergenti, anche quest'anno ha messo insieme le nuove gallerie come la Sunday Painter di Londra e la VI, VII di Oslo, dove l'artista british Than Hussein Clark ha realizzato un guardaroba in stile parisienne anni '20 dove i visitatori possono prendere appuntamento e provare vestiti e accessori.
Spettacolare anche Summer Clouds, un'installazione di Daniel Steegmann Mangrane che dava l'impressione ai visitatori di entrare in un'altra dimensione, decisamente ultraterrena.

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Nella foto: L’opera Summer Clouds (2017) di Daniel Steegmann Mangrane, esposta nella Galleria Esther Schipper di Frieze London 2017.
Foto: Mark Blower
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Le attività collaterali anche quest'anno comprendevano Frieze Projects, Film e Music.

Il primo, dove a fare da protagonisti sono una serie di talenti più o meno emergenti che realizzano performance su commissione della fiera. Film, attività no-profit con proiezioni giornaliere di nuove pellicole realizzate da artisti come Alex Bag, Pauline Curnier Jardin e Raphaela Vogel. E Music, che ha visto protagonisti gli artisti Jarvis Cocker e Steve Mackey, che hanno realizzato un'installazione chiamata Dancefloor Meditation, esplorando il tema della meditazione e del raggiungimento di uno stato mentale di calma e rilassatezza ricreando l'ambiente suggestivo di una discoteca suburbana nell'edificio della Somerset House.

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Nella foto: Le opere di Alicia Kwade TrialTurn, TrialTurn e Linienland (2017), esposte nella Galleria Kamel Mennour di Frieze London 2017.
Foto: Mark Blower

Uscendo dall'edificio di Frieze London in direzione Masterpiece, la fiera dedicata all'arte antica, si passa attraverso lo Sculpture Park, che anche quest'anno per la 12° volta sorprende e diverte i visitatori con 25 opere scultoree in larga scala che comprendono firme di grandi nomi come Bernar Venet, Sarah Sze, Ugo Rondinone, Urs Fischer, solo per dirne alcuni.

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Nella foto: Le opere di Takuro Kuwata, entrambe Senza Titolo (2016), esposte dalla Galleria Alison Jacques nello Sculpture Park durante Frieze London 2017.
Foto: Mark Blower
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Frieze Masters, a Londra per il sesto anno, non ha mancato di stupire. Come? Con un programma di talk che comprendevano ospiti come Marina Abranovic e Lynda Benglis, e una serie di opere di grandi autori che hanno lasciato i visitatori a bocca aperta.

Tra tutte, da segnalare l'installazione di Hauser & Wirth, che ha collaborato con Moretti Fine Art in un'esposizione curata dall'architetto e interior designer Luis Laplace per unire l'arte classica a quella antica includendo spettacolari opere di arte surrealistica, astratta, espressionista, e Gutai.
Anche Salon '94 e Antiquarium Fine Ancient Arts hanno messo in atto un processo simile, mettendo insieme pezzi d'arte risalenti all'antico egitto e opere di artisti come Keith Haring, Betty Woodman e Laurie Simmons.

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Nella foto: Scarab, l’opera di Lynda Benglis (1990), esposta all’interno di Frieze Masters durante Frieze London 2017.
Foto: Benjamin Westoby

L'edificio che ospita Frieze, è stato progettato anche quest'anno da Universal Design Studio, che per il quarto anno consecutivo ha curato gli interni e gli esterni utilizzando maggiormente materiali di recupero e in prestito, al fine di rispettare la forte attenzione all'ambiente di Frieze.

Ad accogliere gli ospiti, un grande pannello in alluminio che lo studio ha realizzato in collaborazione con Joseph Waller Fabrications.

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Courtesy photo


In apertura: LIVING DI JENNY HOLZER LIVING (1989)

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