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Farmacy a Londra, dalla cucina all’interior, tutto è green. Parola di Camilla Fayed

A Notting Hill, nel ristorante di Camilla, erede Fayed e imprenditrice, il menu va a braccetto con il design. Ce lo racconta lei in prima persona

A Londra per scoprire Farmacy, il ristorante di Camilla Fayed, erede della dinastia ex proprietaria di Harrod’s e giovane imprenditrice. Un’oasi, nel cuore di Notting Hill, dove tutto è pensato con coerente filosofia green e sincera convinzione. In nome di sostenibilità e benessere. 

Ce lo racconta in prima persona Camilla Fayed, con un appuntamento proprio tra i tavoli di Farmacy, in una chiacchierata spontanea su cibo, stile di vita e... design. 

 

Camilla, ci introduci Farmacy?

È un ristorante a base vegetariana, serviamo 100% cibo biologico: la soluzione e il modo di mangiare sostenibile per l’ambiente e la nostra salute. E il nostro Capo Chef è italiano! 

Come è nata l’idea?

Mangio così da molti, molti anni e a Londra sapevo non c’era nulla del genere. Così la mia volontà di introdurre questo genere di cibo e concept qui.  Mi sono ispirata al modello degli Stati Uniti, ho viaggiato molto, in California, a New York e Miami… e… funziona! Sai com’è: gli inglesi amano quello che fanno gli americani e gli americani amano quello che fanno gli inglesi!

 

Come dicevi, tu per prima hai un regime alimentare vegetariano.

Sì, assolutamente, da molti anni ormai. È il modo di mangiare più sostenibile per l’ambiente. Se guardiamo a quello che sta succedendo con il cambiamento climatico: la carne, l’allevamento degli animali ne sono la principale causa. Un'alimentazione vegetariana e biologica per me non è un trend, ma l’unico futuro per nutrirci. Vengo, e mangio, qui ogni giorno. 

Mi viene spontaneo chiederti allora il tuo piatto preferito dal menu di Farmacy.

Amo i piatti della terra con un mix di vari ingredienti, quelli che noi chiamiamo “Earth Bowls”, in particolare il Macro Bowl (foto sotto), con quinoa, avocado, alghe, crauti, verdure al vapore di stagione, patate dolci e l'accompagnamento di una salsa allo zenzero. 

 

Dal menu all’ambiente. Quali le scelte di design e interior per tradurre questa filosofia in uno spazio fisico? Si respira un’atmosfera molto accogliente e raffinata al tempo stesso…

L’idea è di portare un po’ di "esterno" all’interno, creare la sensazione di essere circondati dalla natura, in linea con la nostra proposta prevalentemente vegetariana. Ha lavorato con noi a stretto braccio lo studio di design Cada, specializzato nel concept di ristoranti. Amo il design e il mondo dell'interior e così ho personalmente curato i tessuti e i tocchi finali: per esempio le bottiglie come décor di che vedi al bar vengono da casa mia. Ora il mio appartamento è vuoto! Ho portato qui molti miei oggetti e collezioni, amo i mercatini.

 

La scelta dei materiali?

Il legno è non trattato ed è usato, così non abbattiamo nessun albero, e fibre naturali per gli imbottiti. Le piante che vedi sono tutte vere. E non usiamo plastica, nulla, nemmeno in dispensa e in cucina. Niente è nuovo, ma riciclato e riciclabile. Siamo davvero rispettosi dell’ambiente.

 

Sembra ci sia una profonda coerenza.

Cerco di essere molto coerente. Viene dal mio cuore, per me si gioca tutto sull’integrità. Quello che facciamo sotto ogni aspetto: non solo attenzione al cibo e poi tutto è di plastica! È uno stile di vita, che è parte della mia quotidianità.

 

E questa location? Siamo in piena Notting Hill.

Notting Hill ha una mentalità molto aperta, capace di pensare avanti, si pratica Buddismo, ci sono molti posti bio e con cucina di cibi crudi. È come un piccolo villaggio di benessere. Una comunità, non ci sono uffici ma molte scuole, un’aerea residenziale con un forte senso di appartenenza.

Un’altra curiosità, il nome Farmacy e il logo?

Da farm (azienda agricola, ndr) alla tavola. E il logo simbologgia la stella più forte dello zodiaco, come la forza della luce. Ogni scelta ha un significato.

 

Le tue esperienze prima di aprire Farmacy?

Ero nel campo della moda, che è un mondo che ancora amo ma del tutto diverso da quello che appunto faccio oggi. Ma tutto quello che ho imparato posso trasportarlo qui. Avere a che fare con il cibo, con la gente: è tutto più reale. E come dicevo amo il design, i colori e soprattutto i tessuti. 

Così per finire, a proposito di design e arredo, che stile preferisci?

Amo Retrouvious di Maria Speake. Stupendo. Lo conosci? Devi scoprire la loro realtà. Sono di base a Londra e hanno i tessuti e le coperte più incredibili, e lavorano sopratutto con materiali riciclati e usati.

Farmacy - 74 Westbourne Grove, London

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di Caterina Lunghi / 19 Settembre 2017

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