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Le 5 lampade sulle quali investire (e non pentirsene)

Iconiche, sorprendenti, emozionanti, le lampade di design illuminano con stile: ecco quali sono quelle da comprare oggi e da amare per sempre

Non chiamateli punti luce
JAKE CURTIS​

State cercando una lampada da tavolo? È un'ottima occasione per arredare i vostri spazi. Che vi serva una luce calda e avvolgente per le serate di relax sul divano o un'illuminazione più decisa per le notti davanti al computer, col design avrete la possibilità di trasformare letteralmente gli ambienti. Senza rinunciare alla funzionalità. Come racconta un del New York Times, una lampada da tavolo è un dettaglio che fa la differenza.

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La lampada di design racconta una storia. Ha un fascino paragonabile a una scultura, una creazione artistica. Ed è capace di garantire un effetto "wow". Quando progettano un oggetto, è la durata la vera sfida che i designer devono affrontare. Alcune delle lampade da tavolo che abbiamo selezionato per voi, per ispirarvi e dimostrarvi quanto una semplice scelta riesca ad arricchire gli spazi, hanno trenta, quarant'anni. E non sono mai uscite fuori produzione: i brand continuano a esaltare la loro estetica senza tempo attraverso materiali innovativi e colori vibranti. Seguiteci alla scoperta di icone di ieri, di oggi e del futuro: sei lampade da tavolo tra le quali siamo certi troverete quella più adatta al vostro stile.

Non chiamateli punti luce
Courtesy Photo
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Non possiamo che iniziare da un classico come Atollo di Oluce, una delle lampade più celebri di Vico Magistretti. Disegnata nel 1977, due anni dopo vince il Compasso d'Oro ADI. Il segreto della sua perfezione? L'incontro di tre semplici forme geometriche. Una semplicità incantevole, che le ha permesso di entrare nelle collezioni di musei come nelle case di moltissime persone, facendosi protagonista d’innumerevoli storie.

Non chiamateli punti luce
Pierpaolo Ferrari

Continuiamo con un'altra lampada da tavolo iconica, questa perfetta per le vostre serate in ufficio o nell'angolo studio: la Tolomeo di Artemide. Un best seller progettatoda Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina nel 1986, Compasso d'Oro nel 1989. Immortale, come dimostra la recente riedizione della versione più piccola della serie in una preziosa finitura dorata.

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Non chiamateli punti luce
Federico Floriani

Cambiamo genere con una lampada da tavolo perfetta per il living, con cui portare in casa un pezzo della Francia di Luigi XIV. Parliamo di Bon Jour Versailles, nata dalla collaborazione di Flos e Baccarat con Philippe Starck. L'estro del designer francese è riuscito a rendere contemporaneo un progetto nato proprio dalla mano del Re Sole .

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Tom Vack
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Cercate un oggetto originale e capace di far sorridere, illuminando di stile i vostri ambienti? Ingo Maurer è il designer (e il brand) su cui puntare. Guardate Monument for a Bulb, ad esempio: la semplice lampadina diventa un oggetto ammantato di un fascino quasi ieratico. Almeno per gli omini in miniatura che la circondano.

Non chiamateli punti luce
Jack Curtis
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Se quando lavorate preferite circondarvi di oggetti dallo stile classico e intramontabile, la scelta è quasi d'obbligo e ricade sulla lampada da tavolo Type 75 di Anglepoise. Ve ne proponiamo una versione irresistibile, firmata dallo stilista inglese Paul Smith. La terza sua reinterpretazione, per l'esattezza. I più attenti riconosceranno, nella scelta dei colori, un'ispirazione modernista: la lampada è infatti un omaggio all'arte di Piet Mondrian.

Non chiamateli punti luce

Concludiamo in bellezza con un oggetto che non poteva che essere firmato Ingo Maurer. Ormai un classico del lighting design contemporaneo, Lucellino (foto sopra) nasce da un'idea semplice ma geniale, capace di far prendere il volo a una lampadina. Con autentiche piume d'oca lavorate a mano.

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In apertura: SE DI DESIGN, LA LAMPADA DA TAVOLO È UN OGGETTO AL TEMPO STESSO FUNZIONALE E DECORATIVO. LO DIMOSTRA BENE LA TYPE 75 DI ANGLEPOISE REINTERPRETATA DA PAUL SMITH. UNA SPECIAL EDITION CHE EVOCA L'INTRAMONTABILE PIET MONDRIAN.

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