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Chanel a Parigi ha fatto sfilare le modelle in un bosco magico. Ecco perché

Il bosco, le querce, un manto di foglie... nell'ultima sfilata Chanel, Karl Legerfeld celebra la natura e porta i colori e le suggestioni dell'autunno nella moda

sfilata-chanel-parigi-marzo-2018

La sfilata di Chanel ogni volta non è solo la presentazione di una nuova collezione, ma una nuova storia, un mondo.

E con la sfilata Chanel Autunno Inverno 2018/19 a Parigi, la maison e Karl Lagerfeld ci portano in un bosco incantato, sotto le cupole del Grand Palais nel cuore della capitale francese. 

Gli anni scorsi, con le sfilate di Chanel siamo stati nello spazio, in un centro di dati e computer, all’aeroporto, al supermercato e al bistrot: immersi, per venti minuti di sfilata, come in un film, con tanto di countdown e decollo di un razzo.

Leggi anche: Cosa ha cercato di dirci Gucci con la sua sfilata a Milano?

Foto di Olivier Saillant 

Con Chanel, più che con qualsiasi altro marchio, la presentazione della collezione è un vero e proprio spettacolo, la sfilata è sempre una storia, un set, con una ricostruzione d’ambiente e un’immagine coordinata al dettaglio insuperate.  

E per la collezione A/I 2108/19 ci addentriamo e perdiamo in una magnifica foresta autunnale. Il crepitio delle foglie, rami spogli, tutt’intorno un fitto bosco avvolto nella foschia e nella suggestione malinconica dell’autunno. 

Come da tradizione delle sfilate Chanel prêt-à-porter e Alta Moda, siamo all’interno del Grand Palais: palazzo di vetro, acciaio e pietra costruito per l’Esposizione Universale del 1900 su avenue Winston Churchill, all'angolo con gli Champs-Élysée, tra il Ponte Alexandre III e Place de la Concorde (Il Grand Palais è luogo molto caro a Chanel, tanto che la maison di rue Cambon ha stanziato un contributo di 25 milioni di euro per la sua ristrutturazione prevista dal 2020 al 2024).

Foto di Olivier Saillant 

Sulla passerella della sfilata Chanel di Parigi 2018 si stagliano 9 querce di 17 metri di altezza e ai lati, dietro le panchine degli ospiti, eccone 12, più piccole di circa 11 metri ciascuna. Specchi all'inizio e alla fine in un gioco di riflessi e di profondità. 

Sfilano proposte color ruggine, marrone, beige… ecco i volti della moda di oggi, Vittoria Ceretti, Kaia Gerber, Adwoa Aboah, Luna Bijl… il loro passo è spontaneo, accompagnato dalla natura del terreno. 

Foto di Olivier Saillant 

E così il prossimo autunno inverno secondo Chanel è un canto alla natura, un manto di foglie dorate, ricami e riflessi iridescenti, toni neutri, i marroni, pizzi e luccichio… "Chanel è vita, abiti che hanno la possibilità della vita”, dice Karl Lagerfeld, che rende omaggio anche all'estate indiana. E si introduce una nuova borsa, chiamata 31, dalle dimensioni generose e morbide forme.

Chanel continua il suo racconto dedicato alla natura come ispirazione, iniziato a settembre con la collezione primavera / estate 2018 e proseguito con l’Alta Moda di febbraio, quando Karl Lagerfeld al Grand Palais aveva ricostruito rispettivamente il paesaggio delle Gole del Verdon del Sud della Francia, con tanto di cascate e pareti a strapiombo, e un giardino all’inglese con rose e fontane zampillanti. 

Foto di Olivier Saillant 

Dopo svariate stagioni più hollywoodiane e plateali, come ricordavamo sopra, con aeroporti, supermercati e basi spaziali, dove la cura e la ricostruzione dei set erano diventati uno spettacolo a sé, quasi da rubare la scena alla collezione, la sfilata di Chanel a Parigi di marzo 2018 torna a una simbiosi più equilibrata tra gli abiti al centro e la storia, in un’armonia di suggestioni e prodotto.  

Sotto le maestose cupole di vetro e ferro del Grand Palais, questa foresta di Chanel è un paesaggio autentico, con querce provenienti dalla ragione del Perche, parco naturale a due ore da Parigi, nella Bassa Normandia.  

Ancora una volta così Chanel ci incanta, coinvolgendo i nostri sensi e raccontando una storia di ispirazioni e moda. 

Foto di Olivier Saillant

 

 


di Caterina Lunghi / 8 Marzo 2018

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