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irefuse Italia

Markus, il ristorante di Napoli che è un viaggio esperienziale

Firmata da Leonardo Caliandro, la nuova sede del ristorante di Maurizio De Riggi all’interno di un palazzo nobiliare della seconda metà dell'Ottocento a San Paolo Belsito

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Andrea Segliani

Il design incontra e racconta l’arte culinaria nel progetto di Leonardo Caliandro per la nuova location del ristorante Markus dello chef Maurizio De Riggi a San Paolo Belsito, nell’entroterra napoletano.

Non un semplice ristorante a Napoli, ma un’esperienza culinaria: è quella che vivrete, grazie a dei cibi deliziosi e sorprendenti a Markus, il nuovo ristorante di Maurizio De Riggi a San Paolo Belsito, nell’entroterra napoletano. Attentissimo anche all’ambientazione, lo chef a sei anni dalla prima apertura ha deciso infatti di cambiare location alla ricerca di uno spazio più intimo, che ha trovato all'interno di un palazzo nobiliare della seconda metà dell'Ottocento nel paesino collinare in passsato luogo di villeggiatura dell'alta borghesia napoletana. Da questo subsrato storico e culturale si è mosso l'architetto Leonardo Caliandro per il suo progetto di interni in perfetto equilibrio tra vecchio e nuovo, tra forme e materiali, tra luci ed ombre. Ed è proprio questa alternanza, perfettamente riuscita, che è capace di rispettare la tradizione vestendola in abito funky. Un progetto dunque capace di raccontare un viaggio grazie alla rilettura, senza complessi, di una storia pregressa contemporaneamente radice, memoria e ispirazione.

Tutte le foto: Andrea Segliani

Gli interni delle due sale del ristorante di Napoli sono comunicanti  - con piccola cucina a vista - e caratterizzati da pavimenti di cemento lucidato e alte pareti di oltre 4 metri e mezzo perfette per un set scenografico di grande impatto. Le pareti, talvolta ricoperte da legno grezzo, talvolta da mensole, talvolta ancora da carta da parati “botanica”, trovano il loro corrispettivo nel verde sui tavoli e giocano un ruolo non secondario nel sostenere architettonicamente il racconto gastronomico della cucina mediterranea reinterpretata, che si svolge al loro interno. Ogni parete infatti dialoga con le altre grazie a grandi portefinestre, oblò e tende di velluto che creano alternanze di luci e ombre.

A dividere e chiudere gli spazi del ristorante, tre pareti trasversali minori ognuna con una sua propria connotazione. Da contraltare infine la piccola cucina a vista con due soli coperti per degustare le prelibatezze conversando direttamente con lo chef, qui arredata con piastrelle lucide bordeaux e vetrate in ferro cerato. Anche gli arredi hanno la funzione di interpretare, con il linguaggio del design, i contrasti gustativi della cucina di Maurizio De Riggi. Accomunate dal colore nero, ognuna delle cinque tavole presenta diversi elementi di arredo rompendo così gli schemi tipici del ristorante tradizionale. Nella sala più piccola invece, l’arredo si fa più conviviale grazie ad un grande tavolo in frassino olivato invecchiato che poggia su basi in lastre di ferro cerato sullo sfondo di un'esplosione botanica e funky dettata dalla carta da parati.

Grande attenzione si è poi data all’illuminazione proveniente da faretti neri nascosti nel controsoffitto, da un carillon di sei lampade di ottone a sospensione e da una lunga trave in ferro cerato avvolta da cavi elettrici e piccoli bulbi. Per i servizi, dietro a porte come ante di un vecchio armadio, si è pensato a un grande lavatoio in cemento, con pareti rivestite da piastrelle diamantate verde bosco perfetto matching con il grande specchio circolare e la lunga lampada a sospensione entrambi in ottone. Il progetto ultimato è scenografico e sorprendente capace di mescolare arte, installazioni e design per raccontare la cucina creativa e inaspettata dello chef.

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di Paola Testoni / 30 Settembre 2017

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