Si, il primo negozio di Maison Alaïa a Londra ha esattamente l'eleganza che ci aspettavamo

Azzedine Alaïa non ha mai voluto avere un architetto, perché voleva progettare il suo mondo: l'ultimo risultato è un negozio di 6.000 metri quadri a Mayfair

image
Alaia

Nella primavera 2018 apre il primo negozio a Londra della storica Maison parigina Alaia.

Fortemente voluto dallo stesso Azzedine Alaia, il negozio di 6000 metri quadri si articola sui tre piani di uno degli storici palazzi del quartiere Mayfair, al 139 di New Bond Street.

Il progetto è stato curato personalmente dallo stesso Azzedine Alaia, per regalare alla città che amava e dove si sentiva a casa uno spazio ricco di arte e cultura con il suo personalissimo gusto, dove poter esporre oltre alle sue collezioni prêt-à-porter, gli accessori, la couture e alcune edizioni limitate.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

In linea con la visione dell’artista che amava definirsi un sarto e un designer di moda ma mai uno stilista, l’intervento mira a mettere in luce tutta la bellezza originale dello storico edificio, armonizzandola con la passione personale dell’artista per il design contemporaneo.

image
Alaia
image
Alaia

Il concept è stato studiato in ogni dettaglio con l’amorevole apporto della storica amica Carla Sozzani, che con Alaia ha condiviso per decenni la passione per l’arte e il design e ne descrive con esattezza la visione: una prospettiva estremamente elegante dove il corpo della donna veniva esaltato e definito per catturare l’essenza della femminilità, senza fronzoli.

"Azzedine Alaïa non ha mai voluto avere un designer d'interni, né un architetto, perché voleva progettare il suo mondo. Gli piaceva lavorare con i suoi amici - Pierre Paulin, Marc Newson , Konstantin Grcic , Shiro Kuramata, Kris Ruhs - tutte le persone che rispettava e amava. Ci siamo divertiti a scegliere i mobili della sua collezione personale. Alaïa vedeva tutto come leggero e fresco" racconta oggi CXarla Sozzani.

Allo stesso modo il negozio di Alaia a New Bond Street è caratterizzato da un’eleganza leggera e quasi impalpabile, ottenuta con diversi elementi trasparenti in vetro come la panchina disegnata da Naoto Fukasawa, i tavoli di Piero Lissoni e la libreria super leggera disegnata da Shiro Kuramata dove prendono posto profumi ed essenze.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Enormi anelli luminosi appesi al soffitto disegnati dall’amico Marc Newson illuminano lo spazio, riflettendosi sulle superfici vetrate.

image
Alaia

L’ambiente risulta così luminoso e arioso ma tutt’altro che sterile, scaldato da scultorei divani disegnati da Pierre Paulin disseminati qua e là in modo da consentire alle donne che frequentano l’atelier di sentirsi un pò a casa.

Tutti questi elementi rappresentano perfettamente il genio di Azzedine Alaia capace, nella sua semplicità, di manifestare il suo spirito caloroso e accogliente.

La stessa disponibilità con la quale espone alle pareti opere d’arte di artisti amati e selezionati con l’ausilio di Christophe von Weyhe, storico socio e compagno di vita.

image
Alaia

Uno speciale tributo è stato reso ad un grande designer italiano inserendo negli arredi un singolare tappeto disegnato da Giò Ponti, malgrado Alaia avesse a più riprese dichiarato che non ne avrebbe mai inserito uno nei suoi negozi.

Questo spazio riflette perfettamente i caratteri di semplicità, eleganza e originalità sui quali la continuerà a lavorare per portare avanti la visione di Azzedine e preservare il suo lavoro anche dopo la sua scomparsa.

image
Alaia

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Travel