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Mandarin Oriental Hyde Park, ecco il nuovo volto dell'hotel più lussuoso di Londra

18 mesi d'attesa per completare la prima parte della rimessa a nuovo ad opera di Joyce Wang con uno stile elegante e leggero

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Joyce Wang ha da poco annunciato di aver completato con il suo studio il rinnovo della prima parte del Mandarin Oriental Hyde Park di Londra. Una storia che parla di lusso da cima a fondo. Bisogna considerare innanzitutto la storia del Mandarin Oriental Hotel Group. Cominciata nel ‘63 a Hong Kong con il mitico hotel The Mandarin e continuata nel ‘74 con l’acquisizione dell’Oriental Hotel di Bangkok, è una storia di mezzo secolo di hotel di lusso e successi.

L’espansione in Europa e in America porta il gruppo ad disporre di 38 tra hotel e residenze. Ma non sono certo strutture qualsiasi: con 16 stelle Michelin per i suoi ristoranti e un totale 10 Spa a 5 stelle Forbes, il gruppo detiene in record mondiale in entrambe le categorie. Occuparsi di uno dei suoi hotel, insomma, è un vero privilegio. E infatti il privilegio è toccato a Jean-Michel Wilmotte a Parigi, a Zaha Hadid a Melbourne, a Patricia Urquiola per gli interni di Barcellona, a Patricia Viel e Antonio Citterio a Milano (la coppia è anche autrice del nuovo irefuse Grand Hotel). Ma il pezzo forte è Londra, perché quella del Mandarin Oriental Hyde Park è una storia a parte.

LEGGI ANCHE: → Il Mandarin Oriental di Milano

Foto: James McDonald

Costruito nel 1889, l’Hyde Park Court era l’edificio più alto di Londra e col suo affaccio sul Knightbrige da un lato e su Hyde Park dall’altro era il più esclusivo gentleman’s club della capitale. I mattoni rossi e pietra di Portland, lo stile franco-fiammingo e le 173 stanze ne fanno da subito un’icona.  In seguito a un incendio nel 1899, il rinnovo fu altrettanto principesco. Un palazzo talmente importante da aver scomodato la Regina in persona per regolarne la gestione. Fedeli alla tradizione di non tempestare di pubblicità Hyde Park, i proprietari dovettero spostare l’entrata principale sull’ala del ponte. Quella del parco, chiamata ora “Royal Entrance” viene utilizzata in occasioni speciali. Come per accogliere gli ospiti dell’incoronazione di Elisabetta e Giorgio VI, nel ‘37, o per la famiglia imperiale giapponese, o il presidente dell’Uganda. Insomma, occasioni davvero speciali.

Nel 1996 l’edificio è stato acquisito dal gruppo Mandarin Oriental che lo ribattezzò Mandarin Oriental Hyde Park, e decise in seguito di affidarlo alle cure di Joyce Wang. E ora, 18 mesi d’attesa dopo, riapre al pubblico. Impossibile non tenere conto del retaggio e della storia di un edificio che punta a rimanere tra gli hotel più esclusivi della capitale e del mondo. In generale, tutta l’operazione è definita dal gruppo come un omaggio all’epoca d’oro dei viaggi e all’Art Deco.

Foto: James McDonald

Un omaggio che si fa evidente nella hall, adorna di due lampadari in cristallo a forma di fiore. Un ingresso di sicuro effetto, accentuato da un pezzo d’arte in alluminio di Fredrikson Stallard  che scintilla nella reception. Nella lobby lounge adiacente, i vetri soffiati di Sang Min Lee e vasi della dinastia Ch’ing completano il colpo d’occhio iniziale.

Foto: George Apostolidis

Le camere del Mandarin Oriental Hyde Park riflettono lo stesso stile leggero e lussuoso. I pezzi d’arredo, con gambe di acrilico, sembrano fluttuare nella luce del parco e del fiume, mentre i candelieri sovrastano i letti e le spalliere in cuoio che dialogano con le pareti decorate con pannelli in sughero mentre i tappeti riproducono motivi floreali.

Foto: George Apostolidis

Le toilette, il marmo total white, aggiungono una texture ondulata e classica.

Foto: James McDonald

Anche le suite strizzano l’occhio all’art deco e alla posizione del’hotel. Le ghiande del parco hanno fornito l’elemento naturale ricorrente che però richiama anche la forma dei gioielli incastonati nella corona reale, usata durante le cerimonie ufficiali organizzate all’interno dell’edificio.

Foto: George Apostolodis

Piume dipinte a mano e abbellite da lamine in ottone e seta impreziosiscono le pareti, così come le vetrina-scrigno che rimandano alle origini asiatiche del gruppo.

Foto: George Apostolidis

Quando la ristrutturazione sarà completata, nel 2018, il Mandarin Oriental Hyde Park disporrà di 2 penthouse, di una spa e di un bar nuovi di zecca. A quel punto Joyce potrà dedicarsi anima e corpo al rinnovo del Mandarin Oriental Melbourne, continuando una collaborazione fin qui molto fortunata.

Foto: George Apostolidis


di Stefano Annovazzi Lodi / 30 Settembre 2017

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