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Le 10 librerie più belle del mondo (e una è italiana)

Dentro chiese, sospese sull'acqua, persino in un teatro d'opera... in ogni angolo del mondo c'è il bookstore giusto per te

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La Livraria Lello a Porto, famosa per la sua scala ondulata, che sembra aver ispirato JK Rowlings nella descrizione di Hogwarts

Per chi ama leggere, trovare delle librerie particolari è importante almeno quanto un bel libro.

Nonostante la crisi degli ultimi anni e alcune chiusure eccellenti un po’ ovunque (hanno fatto notizia, a Milano, la Libreria di Porta Romana e la Puccini), sopravvivono alla grande distribuzione alcuni luoghi fuori dal tempo e anche fuori dalla logica di mercato. Per alcuni, visitare le librerie locali è un po’ come mangiare un piatto, un frutto di quella terra.

E poi è sempre un viaggio di scoperta dove cominciano le avventure e che infatti hanno da sempre messo in moto la mente degli scrittori. Basti pensare, ad esempio, alla libreria d’antiquariato la cui celebre insegna, vista al contrario, dà l’avvio alla Storia Infinita di Michael Ende; o a quella che fondò Joyce a Trieste per circondarsi dei suoi compagni preferiti.

In occasione dell’anniversario della nascita di Sylvia Beach, una vera leggenda tra i librai, ha pubblicato una lista delle librerie più belle del mondo.

Leggi anche: Le biblioteche più belle di Milano

La libreria Shakespeare and Co. a Parigi

Attraversata la Senna e giunti sulla rive gauche ma con ancora Notre Dame ben in vista, troverete la libreria più famosa del mondo: è Shakespeare and Co. Oltre alla posizione invidiabile, ha una storia di tutto rispetto. Aperta proprio da Sylvia Beach nel 1919, chiusa dai tedeschi durante l’occupazione nazista, riaperta in questa sede, fu lei a dare i natali all’Ulysses di Joyce e a vedere sfilare la festa mobile degli anni ’20. Al suo interno, predominanza di testi in inglese, un piano per allietare i clienti, un angolo con scacchiera. Impossibile non farci un salto.

Foto: Getty Images

La libreria The Strand a New York

Ma anche New York ha la sua bella chicca e, naturalmente, in formato maxi. Con le sue 18 miglia di libri, The Strand è una sorta di miracolo, considerato il valore dell’immobile che lo ospita. Una storia di immigrazione e successo, come da copione. Era il 1927 quando il lituano Benjamin Bass fondò una libreria che nel tempo ne inglobò altre 48.

Ora questa è l’unica libreria rimasta del gruppo The Strand, che vanta una collezione sconfinata di libri usati e d’arte. Come? Soprattutto grazie all’affetto della famiglia che non si è ancora piegata ad affittare lo spazio a business più lucrosi. Essendo tuttavia da venuto a mancare Fred Bass, bisognerà capire se Nancy, l’ultima erede, vorrà tenere in piedi questo gigante.

Foto: Getty Images

La libreria City Lights a San Francisco

Suggestioni Hollywoodiane per City Lights, libreria così chiamata in onore del film di Chaplin, fondata nel 1953 dal peota Lawrence Ferlighetti, la prima libreria di tascabili del Paese, in un’ottica di prezzi bassi e libri per tutti.

Una libreria di San Francisco che è rimasta fieramente indipendente per oltre 50 anni e che dimostra la sua verve polemica nella scelta dei titoli, dando spazio a editori minori e voci misconosciute. Un ambiente favorevole agli incontri di scrittori ed editori: fu proprio City Lights a pubblicare nel 1956 Howl di Allen Gingsberg, testo cardine della beat generation.

Foto: Getty Images

La libreria El Ateneo Grand Splendid a Buenos Aires

In Sudamerica, la corona delle librerie particolari spetta a Buenos Aires. Già nominata capitale dei libri perché città col più alto numero di librerie pro capite, la capitale argentina ospita anche una delle più belle, El Ateneo Grand Splendid.

Costruito nel 1919 da Peró e Torres Armengol come teatro, l’edificio venne riadattato a cinema una decina d’anni più tardi. A rischio chiusura nel 2000 venne riammodernato sotto la guida di Fernando Manzone per ospitare una libreria che mantiene gli affreschi sul soffitto (opera dell’italiano Nazareno Orlandi), le cariatidi (dell’italiano Troiano Troiani) e il golfo mistico dell’orchestra.

Foto: Getty Images

La libreria Acqua Alta di Venezia

Torniamo nella cara vecchia Europa, a Venezia, dove è un altro mash up a fare la fortuna dei libri. Qui, nel 2004, Luigi Frizzo ebbe l’ottima idea di coniugare la sua passione per i libri con l’architettura unica della laguna. Nota ai turisti come la “libreria galleggiante”, la libreria Acqua Alta è una labirinto di volumi, accatastati ovunque (persino su una vera gondola), con tanto di gatti liberi di scorrazzare. Una scala fatta di volumi bagnati dall’acqua salata, permette lo scorcio sui canali, mentre il cortile posteriore, anch’esso attorniato da libri, lo rende davvero pittoresca.

Foto: Dage - Looking For Europe via Filckr

La libreria Powell's a Portland

Per tornare in America, anche Portland ha la sua libreria. Una libreria pressoché sconfinata, 6300 metri quadri per un milione di volumi. Fondata nel 1970 da Michael Powell a Chicago con i migliori auspici del premio Nobel Saul Bellow, la formula della libreria Powell's venne presto innovata dal padre di Michael Walter che aprì nella città di origine una libreria con un concept tutto nuovo: libri nuovi e usati, hardcover e tascabili tutti sugli stessi scaffali, perché quel che conta non è la copertina. Cinquant’anni dopo la storia continua con Emily, la figlia di Michael. L’edificio era una concessionari d’automobili e nonostante i continui ammodernamenti, qui e là si può trovare traccia di quel passato.

Foto: Getty Images

La libreria Selexyz Dominicanen a Maastricht

La più bella libreria d’Olanda è a Maastricht ed era una chiesa gotica e si chiama Selexyz Dominicanen. Il merito va a Napoleone che nel 1974 la trasformò in magazzino, come rimase anche dopo la guerra. Nel 2005 era ancora un deposito di bicilette quando lo studio Merkx + Girod lo trasformò in libreria. Un lavoro che è valso allo studio il Lensvelt de Architect Interior Prize nel 2007. Vera attrazione cittadina, il fulcro della libreria è l’immenso scaffale a tre piani che corre lungo la navata centrale, appena sotto gli affreschi.

Foto: Getty Images

La libreria Atlantis Book di Santorini

Non solo intonaco immacolato e cupole azzurre. L’isola di Santorini ospita l’Atlantis Book, la creazione di due spiantati americani rimasti a corto di libri che decisero di riparare l’inconveniente a modo loro. Costruirono gli scaffali con legno di scarto, cercarono qualche partner locale e aprirono la loro libreria a vocazione filosofica. Lo stile è dichiaratamente ispirato a Shakespeare and Co., con tanto di lettini per il personale che ci può dormire a rotazione, con un tocco di Mediterraneo.

Foto: yuankuei via Flickr

La libreria Livraria Lello a Porto

Livraria Lello, a Porto, è invece ormai un must tra le librerie, con una fila per entrare che arriva all’ora netta. Complice di certo la scala in legno, nota anche per avere ispirato le descrizioni di J.K. Rowling. Aperta nel 1906 su progetto di Xavier Esteves, mantiene intatto il fascino e l’eleganza del liberty, evidenti nel soffitto a vetrata e nelle luci affusolate.

Foto: Getty Images

La libreria Honesty Bookshop a Hay-on-Wye

Più che una libreria, un intero paese fatto di scaffali… un paesaggio quasi da favola. Siamo a Hay-on-Wye, in Galles, ameno assembramento di 1400 anime e 40 librerie. Oltre al festival letterario che ogni anno attira curiosi e lettori, l’altra vera attrazione è l’Honesty Bookshop: un semplice muro outdoor corredato da scaffali e libri da 1 pound. Per pagare basta inserire una moneta nella cassetta con buona pace degli scontrini.

 

Foto: Claudio Mazzetti via Flickr


di Stefano Annovazzi Lodi / 20 Marzo 2018

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