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Hotel a Parigi: colori pastello, fiori e dettagli Art Deco in un nuovo indirizzo da provare

L'Hotel Bienvenue, un indirizzo tra storia e modernità per farti sentire come in una vecchia dimora parigina

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© Hervé Goluza

C'è un nuovo hotel a Parigi che promette di farvi sentire come a casa. È quello che dicono tutti, starete pensando. Ma l’hotel Bienvenue, situato a sud di Pigalle, prende molto sul serio il suo impegno. Nel disegnarlo, ha voluto ricreare l'atmosfera di una vecchia dimora parigina, eclettica e carica di charme, una di quelle in cui nel tempo si accumulano oggetti e ricordi, dove in un attimo ci si sente accolti (e sedotti).

@ Hervé Goluza

L'albergo è di proprietà di Adrien Gloaguen, che possiede altri due hotel a Parigi, il Paradis e il Panache, e occupa il posto di quello che un tempo era l’Hotel Fenelon, un palazzo centenario dall'inconfondibile allure Art Deco. In aggiunta a questo primo edificio ce n'è un secondo, più piccolo, una sorta di dependance. Affettuosamente ribattezzati “la Città” e “la Campagna”, i due blocchi dell'hotel Bienvenue sono mondi comunicanti ma distinti. L'incantevole giardino che li separa si intravede già all'ingresso, oltre le vetrate che contornano la reception. Qui il bancone è rimasto quello di una volta, un tributo al passato che mette subito in chiaro ciò che l'albergo aspira ad essere. A confermarlo, ecco le poltrone d'epoca rivestite di tessuti floreali, il delizioso divano di vimini, le lampade vintage, i complementi in simil-marmo dipinti da Pauline Leyravaud. Pezzi diversi coesistono felicemente in una vivace coerenza visiva, incastonati tra pareti candide e vetrate profilate d'acciaio nero, nella sontuosa cornice del soffitto Art Deco.

Accanto alla reception si trovano il bar e il ristorante dell'hotel, caratterizzati dallo stesso sofisticato equilibrio tra passato e presente, intimità e grandeur. Qui, seduti su graziosi divanetti in pelle rosa, si possono assaggiare spuntini in stile tapas o squisiti cupcake ideati da Anaïs Olmer, che una volta alla settimana tiene anche lezioni di pasticceria. Impossibile non ammirare le due antiche credenze che espongono servizi di piatti spaiati, come fossimo nella sala da pranzo della nonna.

@ Hervé Goluza

Ma veniamo alle stanze, vere custodi dell'animo di questo hotel a Parigi. Due eleganti scalinate foderate di velluto conducono ai piani superiori, dove le camere accolgono i visitatori con nomi beneauguranti come “La Bien-Aimée", "La Bien-dormie" o "La Bien-vue". Qui Chloé Negre si è divertita a giocare con colori, forme e materiali. Le trentotto stanze de “la città” si contraddistinguono per le tenui tonalità pastello e le forme arrotondate di arredi e finiture, che riprendono le linee dei soffitti.

@ Hervé Goluza

A contrasto con l'attitudine spiccatamente femminile della palette cromatica e dei dettagli più leziosi, come gli specchi, ci sono le geometrie squadrate dei tappeti. A volte è il loro pattern grafico ad orientare il design, altre volte invece tutto ruota intorno ad un unico colore, dal verde pallido al cipria al celeste.

Nel secondo edificio, l'atmosfera cambia: siamo in “campagna” e si vede. Ecco allora otto stanze che sono un tripudio di fiori, dalla tappezzeria variopinta ai rubinetti a forma di margherite. La continuità con l'altra ala dell'hotel è assicurata dalle forme arrotondate dei mobili, come i comodini e le testiere dei letti in tessuto. Negre ha anche provveduto a conservare il patrimonio storico delle antiche strutture di questo hotel a Parigi, mantenendo modanature o piastrelle originali laddove possibile. Questo mix di storia e modernità rende lo spazio unico, romantico e ricco di carattere. È come trovarsi a casa di un amico, dove i pezzi recuperati e restaurati diventano parte di una narrazione omogenea.

@ Hervé Goluza

E infine c'è il giardino, raccordo ideale tra la campagna e la città, una vera oasi di pace nella palpitante Pigalle, firmata dal designer di paesaggi Xavier Patricot. Tra siepi modellate e piante lussureggianti si può ammirare l’affresco che ricopre il pavimento, realizzato da Julien Colombier. Questo tocco artistico è la sintesi perfetta dello spirito del Bienvenue: un hotel appena nato ma saldamente radicato nel passato, con un’inconfondibile allure francese, dove ogni dettaglio, ogni oggetto, è scelto con passione. Più che sentirvi a casa, desidererete avere una casa così.

 

 

@ Julie Ansiau

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di Elisa Zagaria / 3 Ottobre 2017

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