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Qual è il trend dell'interior design del 2018? Il tappeto d'autore rigorosamente contemporaneo

New carpets: designer affermati e brand specializzati reinterpretano un oggetto cult della casa borghese

04_ph © Marco Menghi
Marco Menghi

La serie di tappeti moderni Blur ideata da Ronan e Erwan Bouroullec per Nanimarquina

Di solito non ci sono vie di mezzo, il tappeto o si odia o si ama. Uno degli oggetti d’arredo più antichi della storia domestica si è finalmente aggiornato al gusto contemporaneo. Quasi dimenticato negli ultimi decenni, perché colpevole di essere puro decoro senza contenuto durante gli anni d’oro del minimalismo e dell’imperativo nordico che vietava la presenza del superfluo, il tappeto è oggi una nuova icona decor, protagonista di interessanti operazioni di ricerca e sperimentazione.

I tappeti moderni rivelano un’anima nobile e nomade - la sua origine persiana (tabeh) o meglio iranica, ne è etimologica testimonianza - capace di infondere un’atmosfera esotica all’ambiente della casa: si tratta di un prodotto che continua a conservare la memoria di una squisita e quanto mai complessa fattura artigianale che impone tecnica, precisione e Tempo.

Il tempo e i nodi sono le matrici su cui si struttura la preziosità di un tappeto, la cui realizzazione può comportare mesi se non anni di lavoro, in cui si intrecciano fili di lana, di seta e cotone provenienti dalla Persia, dall’Afghanistan, dal Nepal, fino a dare forma ad autentici capolavori sartoriali.

Superfici bidimensionali, ingenuamente definibili come coperte per pavimenti rimangono fedeli alle origini tessili dell’architettura come postulate dal teorico Gottfried Semper: il tappeto è uno strumento di controllo dello spazio. La sua presenza definisce isole di conversazione - fedele compagno del divano - all’interno del salotto borghese al quale si dona come ricamata epidermide.

Ma ora, tramontata l’era polverosa dei tappeti persiani gelosamente esibiti dalle ricche signore dei piani alti, il tappeto moderno si libera da retaggi barocchi e diventa oggetto cult, la terza pelle delle nostre case. In occasione del Salone del Mobile di Milano, edizione 2018, le più note aziende nazionali ed internazionali hanno presentato le loro nuove collezioni, ovviamente firmate da design-star di fama mondiale. Ecco i più originali design carpet presenti sul mercato.L’effetto wow è garantito.

Foto di Marco Menghi

Dimore Studio per Illulian hanno disegnato Costellazioni III (foto sopra): geometrie esplose di cuspidi e ardite triangolazioni nei colori distintivi dello stile proprio di Emiliano Salci e Britt Moran, ovvero una composizione cromatica in cui si rincorrono toni ocra, verdi e viola.

Please Wait (foto sotto) di Luca Nichetto è un patchwork di quadrati e rettangoli sui toni del blu, con una timida incursione arancione, che disegnano una scacchiera decostruita. Sottosopra (foto sotto) di Fabio Novembre traduce la bidimensionalità del tappeto in tridimensionalità architettonica con uno straordinario effetto trompe-l'œil che ricrea la corte interna di un palazzo rinascimentale mentre Emtivi Studio rievocano atmosfere acid pop con il tappeto Roy (foto sotto), un quadro astratto per un salotto decisamente optical.

Foto di Marco Menghi

Courtesy of Illulian

L’eleganza fluida di Ronan ed Erwan Bouroullec è riconoscibile nella serie Blur (foto sotto) di Nanimarquina, brand spagnolo vincitore dell’irefuse International Design Award 2018 per la categoria Floor Covering; i fratelli francesi ricamano il tappeto con un raffinato e delicato intreccio di linee bianche su fondi colorati, che spaziano dal rosso al verde.

Courtesy of Nanimarquina

Mentre i Bouroullec giocano con le geometrie, la designer turca Begüm Cana Özgür con Shade (foto sotto) immagina un paesaggio di sfumature che abbracciano e coordinano tappeti e pouf. Tres Vegetal di Nani Marquina ed Elisa Padron celebra la naturalezza dei materiali: forme semplici e colori neutri raccontano una placida atmosfera mediterranea. 

Foto di Marco Menghi

Il brand Golran può vantare la collaborazione della designer persiana India Madhavi che reinterpreta la tradizione secolare del suo paese (l’Iran è de facto la madre-patria di tutti i tappeti) con la linea Garden of Eden (foto sotto), composta da quattro varianti dedicati ai colori delle quattro stagioni dell’anno.

Il disegno dei suoi tappeti moderni è una stilizzazione del giardino persiano 2.0: il modello March è verde, June ha il colore giallo miele che rimanda all’estate, i toni caldi dell’arancione caratterizzano il modello September e infine December è nei colori bianco e nero.

Courtesy of Golran

Alla vertigine cromatica di India Madhavi Piero Lissoni risponde con la nuova versione in blu di Hunua (foto sotto), tappeto composto da rettangoli e righe in cui è lo spessore e la direzione della linea a definire la variazione del disegno.

Courtesy of Golran

CC Tapis non ha paura di osare: Super Fake (foto sotto) di Bethan Laura Wood è un capolavoro d’arte contemporanea, quasi come se la teatrale designer inglese avesse voluto conferire ad un quadro di Jackson Pollock estensione tridimensionale. L’effetto è sorprendete: le figure irregolari e le diverse altezze delle strisce di lana descrivono un oggetto organico e al tempo stesso di formazione geologica. Sublimemente  indeterminato è libero di essere interpretato. 

Foto di Marco Menghi

Sempre per CC Tapis, Patricia Urquiola disegna la serie Slinkie (foto sotto): un intreccio di spirali cangianti in lana e seta, composte da spicchi di colori diversi disposti in scala cromatica.

Foto di Marco Menghi

L’azienda lombarda Amini, vera istituzione dell’arte tessile potendo vantare nei suoi archivi collaborazioni con i più grandi designer della scuola milanese come Già Ponti, Ico Parisi e Joe Colombo, presenta Trasparenze (foto sotto), una contemporary collection di tappeti moderni nei quali i colori chiari dominanti come i bianchi e grigi, nell’uniformità della cromia, sono in grado di proiettare una profondità misteriosa oltre la tela. Benvenuti nell’era dei tappeti moderni delle meraviglie.

Foto di Marco Menghi

 


di Giovanni Carli / 15 Maggio 2018

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