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Cos’è lo Stile Shaker, l’arredamento in stile americano per antonomasia

Origini, mobili e case di un gruppo religioso che ha dato il via a un vero e proprio stile, che non smette di influenzare e affascinare non solo l'America.

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Charlie Schuck

Il 2018 è l’anno del gran ritorno (in America) e della scoperta (nel resto del mondo) dello stile Shaker, l’arredamento in stile americano per antonomasia, considerato da molti anche un antecedente del minimalismo e movimento che ha ispirato i disegner modernisti come mobili Gio Ponti, Kaare Klint e Borge Mogensen.

L'estetica Shaker ha avuto diversi revival nel corso degli anni, e pezzi iconici di arredamento Shaker come le sedie a dondolo con lo schienale alto, le scatole di legno ovali e le cucine rustiche non sono mai passate davvero di moda. Ma recentemente c'è stata particolare frenesia attorno agli Shakers, con mostre, aste e prodotti che rivisitano questo stile e un revival di mestieri tradizionali, come quelli praticati appunto dagli Shakers.

L’ultimo esempio è , un collettivo di design indipendente che durante la New York Design Week 2017 ha raccontato l'influenza del design Shaker sui mobili e gli interni modernisti e sul design di oggi: guidati da Studio Gorm, 14 studi di design internazionali hanno creato più di 55 oggetti originali - tutti esposti accanto ai manufatti Shaker originali che li hanno ispirati (foto di apertura).

Le origini dello stile Shaker

Per capire cos’è lo stile Shaker bisogna anzitutto spiegare chi erano gli  Shaker, seguaci di una religione fondata nel XVIII secolo, convinti che la seconda venuta di Cristo era vicina e che le persone dovessero prepararsi creando una realtà utopica sulla terra. Gli Shaker vivevano in modo comunitario e ascetico e con un'uguaglianza quasi rivoluzionaria tra i sessi, sebbene fossero anche sessualmente segregati. 

Ovviamente, il design Shaker, nell'arredamento e nelle case, erano strettamente in linea con i loro valori e le loro idee: mobili semplici e funzionali, scelti e disposti in modo da far sembrare la casa sempre in perfetto ordine. 

Alla fine del XIX secolo, grazie anche all'influenza di William Morris e del movimento Arts & Crafts, la semplice estetica vernacolare dei mobili Shaker era un'alternativa convincente e autentica agli eccessi ornati del mondo post-industriale.

Tutte le foto: Getty Images

I mobili in stile Shaker

I materiali fondamentali di modo di arredare casa stile americano – piuttosto diffuso nei villaggi rurali degli Stati Uniti intorno all’Ottocento – sono il legno di rovere, faggio e acero, usati per costruire mobili Shakers leggeri (quindi facili da spostare)dalle linee essenziali e oggetti funzionali e multiuso – così da poter essere utilizzati in differenti ambienti.

Nonostante la filosofia di ordine e ascetismo, i mobili Shaker non sono privi di occasionali effetti decorativi: anche le sedie più semplici hanno le gambe sagomate a forma di ghianda o di fiamma. Gli Shaker erano anche dei brillanti innovatori e una delle loro invenzioni più durature fu il cuscinetto a sfera applicato alle gambe delle sedie a basculante (noto con il nome di Skaer tilting chair), una versione oggi ancora in uso.

L’altro grande classico dei mobili in stile Shaker è la Ladder back chair, la sedia dallo schienale a scala reinterpretata da Charles Rennie Mackintosh nel 1903.

Le case in stile Shaker

Le case arredate in stile Shaker sono semplici ma comunque accoglienti, secondo un ordine impeccabile che veniva seguito dalla popolazione per scandire le giornate. Sono spesso anche case spaziose e ariose, costruite con la speranza che la comunità potesse espandersi. In molte case degli Shaker, una spalliera affissa sulle pareti della stanza offriva una soluzione per appendere sedie, cuffie o cesti, un modo ingegnoso per mantenere i pavimenti puliti e la stanza in ordine.

Nelle case degli Shaker regnano colori tenui, che non hanno la pretesa di voler imprimere carattere alla stanza: tutto si gioca sulle forme scelte e sui materiali usati.


di Carlotta Marelli / 23 Febbraio 2018

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