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Akiko Kurihara, o di quando i gioielli incontrano l'umorismo

Una perla finta in una collana, un anello che ne indossa un altro: sono le opere d'arte della designer giapponese di base a Milano

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Il design del gioiello è un tema molto serio: se la moda si prende spesso vezzi ironici, nel mondo dei gioielli l’umorismo è ancora un tabù. A sfatarlo ci pensano i gioielli di Akiko Kurihara, giovane designer di gioielli giapponese che ha scelto di lavorare a Milano. E, prima ancora, di laurearsi all’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera (leggi anche → 10 talenti della design week del gioiello contemporaneo) con il maestro tedesco Otto Künzli, famoso per i “gioielli concettuali” con cui ha rivoluzionato l’arte orafa contemporanea.

“Scoperte casuali nella vita quotidiana e piccoli ritrovamenti nei fenomeni fisici che usiamo inconsapevolmente. Da tali scoperte creo gioielli, usando l’umorismo e l’intelletto in modo minimalista. Mi piace sfidare ad espandere le possibilità dei gioielli, anche se sono piccoli oggetti. E mi aspetto che l’umorismo che metto nel mio lavoro mi connetta alla persona che indossa un mio oggetto, così come a quella che la guardano”, scrive Akiko sul suo sito.

Ma l’insegnamento dell’artista tedesco non cancella le origini giapponesi, che si rivelano nei dettagli: quelli di Akiko Kurihara sono gioielli minimal e ironici che non rivelano il loro valore a prima vista e non sfoggiano né marchi vistosi né diamanti enormi. Sono opere d’arte da indossare che si rivolgono a un pubblico di collezionisti, tanto femminile quanto maschile, realizzate spesso in argento ma anche con altri metalli, scegliendo di volta in volta quello che meglio si adatta all’idea creativa iniziale e punteggiandolo di perle e gemme.

Per capire meglio di cosa intende con gioielli in stile minimal e umorismo sottile basta guardare All that glitters isn’t pearl either, rivisitazione della classica collana di perle Akoya, in cui un’unica perla è stata sostituita con evidente falso, oppure Alchemistich Stick, collana magica che mette in dubbio il nostro buon senso sfruttando un espediente chimico obbligandoci a porre maggior attenzione alle differenti letture di quello che abbiamo davanti: presta attenzione al colore della catena e guarda da vicino!

from on .

 

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di Carlotta Marelli / 4 Agosto 2017

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