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irefuse Italia

Profumi di nicchia: dai mattoni al latex, quando un'essenza racconta una storia

Se è vero che “l'anima degli esseri è racchiusa nel loro odore”, ecco 6 fragranze per anime ricercate, tra profumi d'architettura, cibo e moda

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I profumi di nicchia sono quelle essenze che meglio hanno saputo interpretare il potere dell'olfatto di evocare ricordi ed emozioni che pensavamo dimenticate, di ricordare ambienti e far riaffiorare immagini, tanto che Giuseppe Baldini, immaginario profumiere interpretato da Dustin Hoffman in Profumo – Storia di un assassino, afferma che “L'anima degli esseri è racchiusa nel loro odore”.

Per questo il profumo abbandona le tradizionali distinzioni di maschile e femminile per allargarsi verso nuove frontiere, coinvolgendo odori nuovi e raccontando storie che mai avremmo pensato di poter racchiudere in poche gocce di liquido.

Tra queste ci ha affascinato quella di Carlo Huber, architetto del restauro di Città del Messico di base a New York, che ha trasformato l'odore dei mattoni, degli intonaci e delle vernici del legno in nella linea di fragranze Arquisite sostenendo che il restauro, così come il profumo, “esalta e dà nuova vita al passato”. Un odore che si fa narrazione anche quando decide di estrarre l'essenza di un duello a fuoco avvenuto nel 1837 tra l'autore russo Alexander Pushkin e un giovane ufficiale francese che ha flirtato con la moglie, o il momento in cui, nel 1660, Maria Teresa, Infanta di Spagna, si offrì a Luigi XIV in cambio della pace tra Spagna e Francia.

La voglia di ricordare il passato guida anche il lavoro di Gabriella Chieffo, ingegnere di Napoli e cuoca approdata al mondo dei profumi di lusso, che con Ragù e Variazione di Ragù, rievoca i pranzi delle domeniche in famiglia, in cui ciascuno può ricercare il proprio patrimonio emozionale: “Una finestra aperta sul mondo immobile. Risate argentine fanno da sottofondo al chiacchiericcio gentile di donne dalle mani tiepide di chi amorevolmente cura. Un profumo percorre la casa insinuandosi in ogni più piccolo istante di vita del giorno di festa.”

Foto: Daniel Âchterle

Profumo e food trovano una strada comune nel lavoro di Antonella Bondi e delle sue food fragrances, che trovano spazio nelle cucine dei grandi chef, nelle suite degli hotel, tra le aziende di settore ma anche tra gli esperti del gusto che amano sperimentare e scoprire nuovi orizzonti sensoriali tra erbe aromatiche, agrumi, coccole, spezie, piante e fiori. “Ciò che siamo in grado di gustare al palato, possiamo a maggior ragione vaporizzarlo nell’aria, generando un modo semplice e vero di condividere e vivere i profumi della natura presenti dall’origine in ciascuno di noi” spiega Antonella.

Dopo profumo&architettura e profumo&cibo, è la volta di profumo &moda: parliamo di Uèrmì, trascrizione fonetica di “wear me”, progetto tutto Made in Italy che evocano il ricordo di un vecchio paio di jeans o di un foulard di seta catturando il profumo dei tessuti: dall'idea di vissuto trasmessa dal velluto all'eleganza del cachemire, passando per la celebrazione futurista, tra l'erotico e l'ironico, del latex e la natura ibrida del tweed, femminile e maschile, hipster e tradizionalista allo stesso tempo.

Se con Uermi il tessuto diventa pelle, con L'Eaundry è il profumo a farsi tessuto grazie a una linea di lussuosi detergenti profumati per lavare i vestiti e i tessuti che arredano le stanze in cui viviamo trasformandoli in oggetti capaci di scatenare memorie e di influenzare il nostro mood. La linea è attualmente disponibile in tre fragranze: Oriental Libanum, Asian Ginger Flower e Scandinavian Moss

Infine, spazio alla personalizzazione con Bon Parfumeur, che identifica ciascuna fragranza con tre elementi chiave e incentiva a mescolare e abbinare i profumi: un concept chiaro e semplice che si declina anche nel packaging, progettato dall'ex direttore creativo di Sonia Rykiel Ronan Teissèdre, mentre i profumi sono stati sviluppati da sei giovani profumieri: Nathalie Koobus, Philippe Romano, Karine Dubreuil-Sereni, Corinne Cachen, Alexandra Monet e Benoit Lapouza.

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di Carlotta Marelli / 11 Dicembre 2017

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