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Cosa sono quei container nel Parco arido di Joshua Tree?

Un vecchio progetto di uffici si è trasformato in una villa avveniristica e surreale nel cuore del parco californiano

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Foto Whitaker Studio @ Joshua Tree Renders

Container candidi ospitano una villa nel Parco Nazionale di Joshua Tree nel sud-est della California

Un gigantesco fiocco di neve candido nel mezzo del deserto fatto di container? Un UFO? Una postazione di vedetta intergalattica? Niente di tutto questo ovviamente. Allucinazioni a parte è interessante conoscere la storia di questo progetto che sarà ultimato nel 2018 ma che è nato, in un certo senso, molti anni fa. Ci troviamo infatti nel parco nazionale del Joshua Tree nel sud-est della California, in un’area in cui si incontrano due distinti ecosistemi desertici -il Mojave e il Colorado- per offrire un’affascinante storia geologica, tra paesaggio arido e rocce sporgenti. Novanta acri di questo terreno appartengono ad un produttore cinematografico statunitense che un giorno, con degli amici, visita il suo pezzo di terreno dall’aspetto a dir poco lunare. È in quel momento che un amico mostra al proprietario un’immagine tratta da internet: si tratta di un avveniristico progetto di Whitaker Studio, un ufficio progettato parecchi anni prima -ma mai costruito- costituito da container: ecco trovata l’abitazione che perfetta per inserirsi in un panorama altrettanto surreale.

La casa fatta di container di 200 mq si trova in un piccolo avvallamento, tra le montagne, creato da tempeste d’acqua ed è composta da tre 3 camere da letto con ensuite, una cucina e un living tutti raccolti all’interno di un esoscheletro formato da container da spedizione. Ognuno di questi è orientato in maniera tale da massimizzare la vista sulla natura circostante o da fornire il massimo di privacy ai residenti utilizzando la particolarissima morfologia del terreno mentre un garage col tetto ricoperto di pannelli solari fornisce l’energia necessaria alla casa.

Per gli interni candidi si è voluto mantenere lo stesso stile minimalista e avveniristico con pochi arredi a colori vivaci o in legno naturale sempre in dialogo con gli esterni attraverso le grandi vetrate. Queste costituiscono il lato estremo di ogni continer che, come un gigantesco cannocchiale, mira ogni volta verso i punti più disparati, creando una forma stellare unita al centro, zona che ospita il living della villa e che, grazie a pareti mobili, si può trasformare in un angolo intimo della casa. I tavoli ma anche il letto sono sistemati come fossero dei veri palchi da dove ammirare il meraviglioso spettacolo del panorama arido e surreale degli esterni. Whitaker Studio ha anche usufruito della consulenza di Albert Taylor di Studio AKT II per sviluppare la parte strutturale del progetto che sarà avviato in sito tra qualche mese.

Curiosi di sapere come si presentava il concetto originale destinato ad ospitare un edificio per uffici in Germania e dal quale nasce rielaborata questa villa californiana? A partire dal 26 ottobre prossimo sarà esposto a Sidney presso il National Maritime Museum of Australia nel quadro della mostra “Container. The box that changed the world”

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