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A New York è in vendita la casa di Lella e Massimo Vignelli

Vale 6,5 milioni di dollari questo duplex minimal e sofisticato nell'Upper East Side, che racconta un pezzo di storia del design

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© Travis Mark

Di case da sogno a Manhattan ce ne sono tante, ma questa non è come le altre. Qui, tra finestre vertiginose e scaffali traboccanti di libri, va in scena il Design con la D maiuscola. È infatti proprio in questo appartamento di pregio nell’Upper East Side che hanno vissuto e lavorato per trent’anni Lella e Massimo Vignelli, coppia iconica del design nostrano che negli States ha trovato la propria consacrazione.

Oggi la loro casa è in vendita per 6,5 milioni di dollari. A Gabriele Devlin e Lee Summers del gruppo immobiliare Sotheby's International Realty il compito di trovare per questo gioiello intriso di storia e ispirazione un acquirente in grado di coglierne appieno lo spirito.

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© Travis Mark

È questo il desiderio espresso da Luca Vignelli, fotografo di successo e figlio della coppia, che vive altrove ma si separa con fatica dalla casa in cui è cresciuto. Qui tutto parla dei suoi talentuosi e acclamati genitori, dalle scelte di stile ai mobili disegnati su misura. E se a un occhio inesperto ciò potrebbe apparire datato, basta un breve ripasso per rimettere le cose nella giusta prospettiva.

© Travis Mark

Prolifici in una miriade di ambiti diversi, dall'architettura al graphic design, passando per la corporate identity, di cui tra i primi intuirono l’importanza, i Vignelli arrivarono a New York negli anni 60, fondando la Unimark International e poi la Vignelli Associates. La loro carriera fu un susseguirsi di successi: mentre lui ideava loghi celebri come quelli di Bloomingdale’s, Ford, American Airlines, senza dimenticare il diagramma della metropolitana di New York, lei disegnava sedute e mobili per marchi come Poltrona Frau, ottenendo il più ambito dei riconoscimenti: vedere i suoi lavori esposti al MOMA e al MET. 

© Travis Mark

In questa casa, i Vignelli si trasferirono nel 1978, comprandola per una cifra pari a 250 mila dollari. A farli innamorare, la bellezza classica del palazzo, costruito nel 1907, che col suo stile rinascimentale attutiva forse la nostalgia dell’Italia. Situato al sesto e settimo piano, il duplex newyorkese di Lella e Massimo Vignelli ha un'ampiezza di 362 metri quadri, in cui trovano spazio tre camere da letto, tre bagni e una maestosa sala che è il vero cuore dell’appartamento.

Dominato da una scenografica finestra traforata, l’ambiente appare come un abbacinante spazio candido, a doppia altezza (il soffitto supera i sei metri), dove gli arredi sono distribuiti con cura, per non interferire con l’atmosfera rarefatta. Si avverte quasi un accenno di severità, nelle linee nette delle lampade marmoree Casigliani che presidiano lo spazio, sotto lo sguardo puntuto di un busto di Goethe.

© Travis Mark

La scrivania di Massimo Vignelli è ancora al suo posto, accanto al semplice camino nero, un solido tavolo d’acciaio custom-made corredato da sedie Poltrona Frau, posizionato in modo da sorvegliare la postazione della moglie nella stanza accanto. Lo spazio racconta la storia di una collaborazione ininterrotta, dando forma concreta a un legame umano e professionale: Lella e Massimo disegnavano cose nuove ogni giorno, ciascuno con la propria agenda e il proprio estro, ma sempre con un fil rouge a congiungerli.

© Travis Mark

Ogni angolo della casa è intriso di ricordi e passioni dei suoi proprietari, e allora ecco che testi di architettura e filosofia si rincorrono lungo metri e metri di scaffali, mentre pezzi d’arte e arredi disegnati ad hoc aggiungono personalità allo spazio minimale che li avvolge. Ci sono poi ricordi che non si vedono, ma hanno ancora più valore, come le lunghe conversazioni al tavolo della cucina con ospiti e amici del calibro di Umberto Eco e Arnaldo Pomodoro, con cui la coppia era solita intrattenersi.

Non un appartamento e basta, insomma, ma un laboratorio creativo e un cultural hub: questo era (ed è ancora) casa Vignelli, che mantiene in larga parte il suo aspetto originale. Dagli anni 70 fino alla morte di Lella nel 2016 (il marito era scomparso due anni prima), la casa non ha infatti subito modifiche sostanziali, se si eccettua la conversione del salotto in biblioteca.

© Travis Mark

Questo carattere vintage emerge chiaramente in alcuni dettagli come la doccia cilindrica sfacciatamente anni 70, posta nel bagno che accompagna la camera da letto al primo piano. Le altre due si trovano invece al livello superiore, dove spicca il rivestimento strutturato e sabbioso adottato per la maggior parte dei muri. Ariosi e proporzionati, gli ambienti preservano dunque l’impronta di chi li ha plasmati e vissuti. L’auspicio è che i nuovi occupanti sappiano valorizzare questa eredità, tenendo viva la memoria di due icone del design senza tempo.

 

@ Travis Mark


di Elisa Zagaria / 29 Gennaio 2018

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