Che Venezia scopriremmo se la visitassimo solo con guide dell’Ottocento?

Un giorno e una notte nella Serenissima lasciandosi condurre da ciceroni d'altri tempi, alla scoperta del volto segreto della città

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Visitare Venezia con una guida di viaggio del 19° secolo. Ci ha provato Gabriella Gage per, per un motivo molto semplice: “I like old stuff”. In realtà l'articolo si intitola "città senza tempo", e forse è vero, se a due secoli di distanza la storia ha continuato a stratificarsi senza perdere il suo passato: sarà davvero così?

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Gage si è avventurata alla scoperta della città di Venezia in un giorno lasciandosi condurre da tre voci molto poco contemporanee: quella della scrittrice e viaggiatrice britannica Mariana Starke e del suo Travels in Europe Between the Years 1824 and 1828; da Italy: Handbook for Traveller dell’editore tedesco Karl Baedeker, considerato il padre fondatore della moderna guida urbana; e da A Week in Venice: A Complete Guide-book to the City and Its Environs, edito da GEM e Colombo Coen, un semi sconosciuto editore triestino di origini ebree di cui si hanno pochissime informazioni.

Condotta dai suoi tre ciceroni, scopre che la stazione di Venezia Santa Lucia, inaugurata il 7 novembre 1866 dal re Vittorio Emanuele II, non era molto lontana da dove si trova ora: il ponte ferroviario che collega Venezia con la terraferma era stato inaugurato l’11 gennaio del 1846, mentre la quinta terminale del Canal Grande, la Chiesa di S. Lucia e quella del Corpus Domini erano stati abbattuti per costruire la nuova stazione ferroviaria.

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Il Canal Grande era la strada più bella e frequentata della città, quando le gondole non erano un’attrazione turistica ma un mezzo di trasporto a buon mercato, ma già allora esistevano i vaporetti comunali, e Colombo descrive passo passo tutte i punti di interesse che si incontrano lungo il percorso: piazza San Marco, con la sua basilica costruita nell’undicesimo secolo e il gruppo scultoreo dei Cavalli di San Marco, sottratti a Costantinopoli dalla Repubblica di Venezia durante l’assedio e il saccheggio del 1203.

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E da qui, il caffè Florian, il bar più antico del mondo, inaugurato il 29 dicembre 1720 da Floriano Francesconi, ai cui tavoli si sedettero Casanova e rivoluzionari; il Ponte dei Sospiri e Scala Contarini del Bovolo. Non sono esattamente up to date, ma le guide suggeriscono cosa vedere a Venezia per scoprire tutte le opere d’arte nascoste nelle chiese e nei musei storici, introvabili nelle moderne guide di viaggio, scrive Gage

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Ma non finisce qui: se volete respirare la Venezia dell’800 fate un salto al Teatro La Fenice, perdetevi nei vicoli e fate una sosta nei bacari più antichi come la Cantina Do Mori, l’osteria dove Casanova portava le sue amanti al primo appuntamento, che serve cicchetti originali since 1462; lasciatevi incantare dalla maestria artigiana di chi lavora nella fornaci del vetro di Murano e passeggiate lungo via Garibaldi, la cui origine si deve alla chiusura del Rio di Sant’Anna voluta da Napoleone Bonaparte.

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Se volete continuare a respirare Ottocento anche la notte, potete provare a immaginare dove avranno trascorso le loro notti Starke, Baedeker e Colombo mentre scrivevano le loro guide di viaggio. Probabilmente tra i loro consigli sarebbero potuti figurare l'Hotel Cavalletto e Doge Orseolo di Venezia, nato come locanda nel 1200 e ristrutturato nel 1800, un 4 stelle dove hanno dormito il Duca d’Aosta, Richard Strauss e Winston Churchill e l’Hotel Danieli, costruito alla fine del 300 come sontuosa dimora della famiglia Dandolo, e trasformato in albergo nel 1822 da un certo Giuseppe Del Niel, soprannominato Danieli.

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tmtravel.com.ua/

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