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Alla Biennale di Venezia la Gran Bretagna presenta Home Economics

Alla Biennale Architettura padiglione UK presenta nuovi modelli abitativi nei quali la variabile temporale determina la qualità della vita contemporanea

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Andrea Penisto

Due grandi bolle trasparenti abitabili simboleggiano il concetto della casa per un giorno: mobile, leggera, connessa alle reti di comunicazione

Nell’ambito di una Biennale di Venezia dove l’essenza dell’Architettura e i valori fondamentali del vivere contemporaneo sono protagonisti, la Gran Bretagna, per fronteggiare questo periodo di crisi, decide di fare, economia domestica! La casa, uno dei temi che sta in prima linea quando si parla di architettura made in UK, viene ripensata dai curatori Shumi Bose, Jack Self e Finn Williams attraverso cinque modelli concettuali che si basano non tanto sui desideri, gli stili di vita e l’espressione dell’individualità dell’abitante, quanto piuttosto sul tempo che questo spende in casa propria.

Home Economics sono cinque case in scala 1:1 scandite secondo altrettanti tempi: ore, giorni mesi, anni, decadi. Gli interni delle abitazioni che si susseguono all’interno del Padiglione offrono ai visitatori, grazie alla dimensione reale di ambienti e arredi, una vera e propria esperienza spaziale.

L’ingresso della mostra Home Economics è dedicato alla casa per poche ore: una grande stanza comune è occupata da divani sui quali è possibile conversare, rilassarsi o lavorare.

Rispetto al tempo della vita domestica ciò che varia è la misura, ma non solo. La crisi riguarda infatti sia la mancanza di edifici, quanto il più complesso sistema del modo di vivere, che include un cambiamento di ruoli sociali, abitudini, strutture familiari.

La casa per poche ore è allora un luogo nel quale non vi è nulla di proprio, ma tutto è condiviso. Una grande stanza comune è occupata da divani sui quali è possibile conversare, rilassarsi o lavorare, un armadio trasparente contiene abiti, elettrodomestici e oggetti di uso comune che è possibile scambiarsi tra vicini di casa.

Un grande mobile abitabile è l’ideale per chi si deve fermare qualche mese, uno studente o stagista, e chi è in cerca della propria nuova patria.

I giorni invece sono quelli che ci separano dalla prossima meta. Gli abitanti della seconda abitazione sono i costanti viaggiatori ai quali basta una rete Wi-Fi che li connette con amici e colleghi per sentirsi a casa. La loro dimora ideale è una palla gonfiabile, veloce e leggera, trasparente, per poter scorgere sempre nuovi orizzonti.

Un grande mobile abitabile è l’ideale per chi si deve fermare qualche mese, uno studente o stagista, e chi è in cerca della propria nuova patria. Garantisce privacy e comodità, ma allo stesso tempo aiuta la socialità, grazie a servizi e spazi comuni.

La casa per un anno è rappresentata da un’installazione estremamente concettuale: un water, un lavandino, gli allacci di gas e acqua per la cucina e niente più.

La casa per un anno è rappresentata da un’installazione estremamente concettuale: un water, un lavandino, gli allacci di gas e acqua per la cucina e niente più. Questo perché in Gran Bretagna il valore di una casa è determinato dalle sue dotazioni impiantistiche e dall’involucro murario: tutte le finiture interne sono patrimonio privato del proprietario che, una volta lasciata la casa, le smonta e le porta con sé, lasciando l’architettura al suo stato di nudo scheletro.

Infine la casa per 10 anni diventa uno spazio multifunzionale, nel quale una famiglia cresce, si espande e poi si contrae nuovamente, quando i figli vanno a vivere per conto loro. Il suo simbolo è la stanza jolly: quella che passa dall’essere camera da letto a studio, ufficio o laboratorio, perché la casa cambia, proprio come i suoi abitanti.

La casa per 10 anni diventa uno spazio multifunzionale, nel quale una famiglia cresce, si espande e poi si contrae nuovamente

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di Laura Arrighi / 31 Maggio 2016

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